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La prova della conoscenza in capo alla banca del dissesto delle società emittenti le obbligazioni ad alto tasso di rischio collocate presso i risparmiatori

Di Marco Solferini

15 maggio 2006

 

Prima parte: Le ricerca della prova.

 

Gran parte degli Studi Legali cercano la prova evidente che le banche sapevano, conoscevano la natura fallace della situazione di bilancio delle società di cui hanno ugualmente taciuto le reali condizioni patrimoniali e piazzato le obbligazioni, da queste emesse, ad alto tasso di rischio, ai poveri, inerti, risparmiatori. La melodrammaticità di questo mio prologo è dovuta al fatto che, per capire se un atto è del tutto privo di un qualsivoglia straccio di prova in tal senso, sarebbe sufficiente decurtarlo di tutti gli aggettivi e dell’impostazione drammatica, per verificare che quanto rimane è solamente congetturale.

 

Di fatti, subito dopo avere constatato che i bilanci sono una fattispecie complessa piena di numeri e che esiste un considerevole bibliografia su come e quali sono le tecniche di redazione consentite, dopo avere appurato che non c’è niente di veramente utile nella relazione degli amministratori straordinari (se non una discreta serie di elementi che non si conoscono a fondo e sui quali a giurisprudenza non si sono fatti esami) anche la due diligence e il sistema dei rating, per quanto semplice e lineare (si tratta di leggere l’alfabeto in sostanza), è un tantino complesso e a monte necessita di una discreta conoscenza di matematica finanziaria, dopo avere constatato tutto ciò, con ottima approssimazione lo Studio Legale comprende di non possedere una prova evidente, come pure la tecnica necessaria per trovarla. Che fare? Basta cambiare il concetto, non è più che la banche sapevano bensì che le banche non potevano non sapere!!

 

La cosa interessante è che la prova oggettiva è sotto gli occhi di tutti da molto tempo, come scrisse Edgar Allan Poe: “il miglior modo per nascondere un oggetto è di esporlo in bella vista”.

 

Il lettore deve ricordare che la banca è qualcosa di più di una semplice istituzione è un meccanismo paragonabile solo al gioco degli scacchi. Cosa fa un giocatore quando imbastisce una strategia? Ne elabora una per compensare una eventuale perdita e cosa fa successivamente? Ne elabora un'altra per compensare quella strategia che dovrebbe compensare e via dicendo..

 

Orbene una delle caratteristiche più interessanti che vincola tutti i prodotti finanziari così come inquadrati dal testo unico finanziario è il minimo comune denominatore: il prezzo e il mercato. Ciò significa che dev’essere noto il denaro e la lettera (acquisto e vendita), ma anche il luogo ove vengono scambiati.

 

Lo scambio, ecco la parola chiave.

 

Se le banche compiono un operazione rischiosa, assumono una esposizione: devono crearsi un paracadute, devono in altri termini compensare, come? Hanno persino dato origine a interi mercati, come l’Otc, (Over The Counter), dove sono scambiati in prevalenza contratti derivati, fra cui per es. gli swap. Che cosa è il contratto di swap[1]? Un contratto con il quale due controparti decidono di scambiarsi dei flussi di cassa per un determinato periodo di tempo, in base ad un accordo in cui sono stabiliti tempi e le modalità di determinazione dei flussi di cassa stessi. Supponiamo che la banca X abbia prestiti a medio termine a tasso fisso (il che significa ricavi per il futuro) e abbia emesso obbligazioni a tasso variabile perché in quel momento era conveniente. Si trova quindi a dover fronteggiare un rischio, se i tassi saliranno i ricavi rimarranno gli stessi e i costi aumenteranno. Per coprire questa denegata ipotesi può compiere uno swap tra il flusso di ricavi a tasso variabile ed uno a tassi fissi di una banca di nome Y che si trova nella condizione opposta.

 

In un certo senso le banche si aiutano a non perdere.

 

L’esempio sopra esposto e il contesto che mi sono permesso di apostrofare con evidente ironia è volutamente orchestrato in modo tale da non dover utilizzare dei tecnicismi che renderebbero la presente considerazione più difficoltosa, di quanto è nell’interesse di chiunque legga.

 

Il significato di quanto si vuole esprimere è che se le banche hanno compiuto un operazione rischiosa prestando denaro a una società che era in uno stato di difficoltà di bilancio certamente sono corse anche ai ripari.

 

In altri termini non dovreste cercare chi ha sporcato, ma come hanno ripulito.

 

Paradossalmente la stessa matematica finanziaria che rende difficoltoso il conoscere e trasportare sotto forma di atto giuridico una prova oggettivamente apprezzabile o una presupposizione che sia grave, precisa e concordante, è il mezzo attraverso il quale si può “inchiodare” la politica di una banca che concede prestiti.

Riflettete su questo:

 

  1. Le banche hanno un attività storica, un business che dalla favola degli orafi ad oggi non è mai veramente cambiato, si è diversificato, ma non è mutato.

  2. L’attività storica della banca consente di tracciare un benchmark nell’andamento di questo core business, cui è ricollegabile anche una serie di indicatori di redditività.

 

Potete immaginare quanto sopra come il battito cardiaco, nel momento in cui viene compiuta un operazione atipica allora si verifica un soffio cardiaco, anche piccolissimo, impercettibile, ma c’è, sempre.

 

La banca ha fatto qualcosa che esorbita dalla sua politica più consueta.

 

Azione uguale reazione, deve cercare una copertura, se potenzialmente si sente in perdita.

Il Professionista parta da questo presupposto, ricerchi l’anomalia e da questa estrapoli l’impianto accusatorio intorno al quale orientare la documentazione disponibile e naturalmente la richiesta di Ctu che comprovi il dubbio, l’obiezione, la rilevante Aristotelica condanna verso chi accetta un interesse a fronte di un prestito si basa proprio sull’anomalia nel momento in cui la devi spiegare o quantomeno giustificare.

 

Un altro dato è importante da capire, ma è questione di stile. Bisogna ammirare ciò che banche fanno, la loro meravigliosa perfezione nel contesto economico mondiale della globalizzazione, occorre imparare quel rispetto atipico che si comprende solo quando nel pronunciare il termine banca, state parlando di un istituzione che esisteva prima di tutti noi e continuerà ad esistere dopo. Se esistesse un Olimpo della finanza, le Banche sarebbero dei.

 

Un ringraziamento speciale al Professor Renzo Costi per essere stato il mio relatore durante la tesi di laurea in Diritto dei Mercati Finanziari con titolo: L’attività di collocamento dei prodotti finanziari.


 

[1] SWAP - CAMBIO: Contratto con il quale le parti si impegnano a scambiarsi a scadenze prestabilite delle prestazioni. I più famosi tipi di swaps sono l'IRS ( Interest Rate Swap ) che prevede lo scambio di interessi a tasso fisso contro interessi a tasso variabile e il Currency Swap, che prevede lo scambio di interessi e di capitali denominati in diverse valute. Al momento della stipulazione del contratto lo swap vale sempre zero, solo in seguito a variazioni delle condizioni ambientali ( tasso di cambio, tasso variabile, etc. ) può assumere valore positivo o negativo a seconda della posizione presa dalle controparti.


SWAP DI ATTIVITA' - ASSET SWAP: Scambio effettuato da un intermediario di una attività finanziaria con un'altra.


SWAP DI OBBLIGAZIONE - BOND SWAP: Vendita e riacquisto simultaneo di due obbligazioni diverse per scadenza, per rating, per rendimento o cedola.

 
SWAP DI TASSO DI INTERESSE - INTEREST RATE SWAP: Contratto mediante il quale due parti si accordano per scambiarsi flussi di interessi di diversa natura, commisurati a un determinato ammontare nominale di capitale.


SWAP VALUTARIO DOMESTICO - DOMESTIC CURRENCY SWAP: Scambio di divisa concluso tra un soggetto acquirente della divisa a una determinata scadenza e un venditore, attraverso l'intermediazione di un istituto di credito.


SWITCH: Passaggio da una attività finanziaria ad un'altra. Generalmente indica il passaggio da un fondo comune di investimento ad un altro oppure da un tipo di strumento derivato ad un altro, da una categoria di titoli ad un'altra etc.. (Fonte: Glossario Finanza On Line)

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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