La realtà delle p.m.i, la loro entità su tutto il territorio
nazionale, rappresenta un punto cruciale per lo sviluppo
economico e produttivo del nostro Paese.
Un dialogo aperto, costruttivo, completo e trasparente
rappresenta un importante pilastro su cui Banche ed imprese
possano costruire il futuro dell’economia nazionale.
E’ importante, infatti, che tra Banca ed impresa si crei un
dialogo fondato sul flusso informativo, sulla competenza e sulla
consulenza, dialogo fortemente voluto e dal Comitato di Basilea
e da PattiChiari. Il motivo sembra ovvio.
La Banca infatti vuole e deve comprendere la capacità
competitiva dell’impresa che ha davanti, acquisendo in
collaborazione con il cliente, le informazioni sulla situazione
attuale, le previsioni di sviluppo del mercato in cui l’azienda
opera, sui prodotti e servizi realizzati e sul posizionamento
del mercato , tenuto conto delle caratteristiche del settore e
della dinamica della concorrenza.
Le informazioni utili a tale scopo riguardano:
- La natura giuridica dell’impresa (autonomia patrimoniale,
responsabilità dei soci, capitale sociale minimo, regime fiscale
della società e dei soci, …)
- La struttura proprietaria (rapporto tra capitale di comando e
capitale controllo, composizione del capitale di comando in
termini di numero dei soci e di concentrazione delle quote di
controllo, …)
- Il settore di attività, i prodotti o servizi, i principali
concorrenti, i canali distributivi, …
- La fase di sviluppo dell’impresa
-
L’esperienza nel settore dei proprietari e dei responsabili.
Una precisa ed esaustiva informativa consente alla banca di
individuare la natura e l’origine dei fabbisogni finanziari
dell’impresa e quindi di studiare ed erogare finanziamenti,
anche su misura, atti a soddisfare nella maniera più adeguata le
sue esigenze.
Sulla base di questa collaborazione si andrà a creare un
rapporto fiduciario, basato sulla consulenza che la banca
fornirà al cliente, sulla discrezionalità ma non arbitrarietà
nell’erogazione e nella gestione del credito, dovuto a
responsabilità del banchiere nell’impiego di capitali
affidategli dai depositanti.
L’esame delle relazioni tra banche ed imprese e’ di
particolare rilevanza in quanto la conoscenza diretta del
cliente fondata sui rapporti avuti in passato in termini di
serietà, trasparenza e tempestività fornisce indicazioni
sulla sua solvibilità , capacità e volontà di far fronte ai
propri impegni nei confronti del sistema bancario e costituisce
quindi un importante elemento di valutazione del rischio di
credito dell’impresa.
La migliore conoscenze dell’impresa consentita da un rapporto
approfondito e duraturo permette alla banca, infatti, di :
- garantire continuità nell’offerta del credito;
- rinunciare a richiedere garanzie e quindi concedere credito
anche alle imprese meno patrimonialiazzate ma con elevato
potenziale di reddito;
- intervenire nella gestione delle crisi d’impresa;
- svolgere un ruolo complementare rispetto al mercato dei
capitali, segnalando le imprese meritevoli di finanziamento.
Un efficace ed efficiente processo di valutazione del rischio di
credito e’ un dovere dell’istituto di credito che deve
perseguire finalità di interesse e responsabilità sociale, verso
gli azionisti delle banche, gli imprenditori, i risparmiatori,
preservando la collettività da perdite ( patrimoni, ricchezze
economiche, posti di lavoro) indotte da decisioni non oculate.
Ma come vengono valutate le imprese? Secondo quali criteri?
I CRITERI GENERALI [1]
che le banche utilizzano al fine di valutare l’erogazione del
credito alle P.M.I. sono sei:
1. l’impresa ed il suo business: bisogna stabilire la posizione
dell’impresa ed il suo ruolo nel mercato. Qual e’ il suo
business? Come si posiziona l’impresa sul mercato? In che fase
e’ del ciclo di vita?
2. le finalità del finanziamento: un’informativa ampia e
circostanziata sulla finalità dell’operazione e’ nell’interesse
dell’azienda, poiché consente alla banca di disporre dei
migliori elementi per valutare le esigenze creditizie
dell’azienda, di fornire una buona consulenza ed un ampio quadro
di riferimento sulla situazione attuale e prospettica
dell’impresa nel mercato in cui opera. Elemento fondamentale in
questa fase e’ il business plan, ovvero un documento
programmatico con il quale un’impresa analizza le proprie
strategie ed esigenze finanziarie .
3. il capitale investito dall’imprenditore o dai soci: e’ un
indicatore molto importante di quanto l’imprenditore crede
nell’iniziativa e di quanto e’ disposto a rischiare prima di
richiedere i finanziamenti a fonti esterne.
4. la capacità di rimborso dell’impresa: e’ il più importante
dei requisiti da soddisfare ai fini di una valutazione
favorevole della richiesta di affidamento.
L’analisi della capacità finanziaria di rimborso permette alla
banca di verificare se esistono o meno le condizioni
economico-finanziarie per il successo dell’iniziativa ed il
rimborso del capitale prestato e dunque che supportano la
decisione di finanziamento.
La verifica da parte della banca può essere condotta sulla base
di molteplici approcci valutativi (di seguito descritti) ,a
seconda delle caratteristiche del settore e dell’impresa, nonché
delle finalità, tipologia e dimensione del finanziamento.
Ex.:
- Per i
finanziamenti a breve termine legati all’operatività’ corrente,
quali li anticipi s.b.f. su ri.ba e fatture volti a coprire il
fabbisogno finanziario del circolante commerciale, la banca si
basa sulle capacità delle imprese di produrre flussi di cassa
nel breve periodo e dell’equilibrio della sua situazione
finanziaria e patrimoniale
- Per i
finanziamenti a m/l la banca conduce un’analisi che punta a
valutare la capacità prospettica dell’azienda di rimborsare
negli anni futuri il prestito facendo prevalere lo studio e
interpretazione dei flussi economici, e dunque di cassa e
monetari che l’impresa sarà in grado di generare.
La banca esaminerà i flussi di cassa che si prevede vengano
generati dall’attività’ e la probabilità che tali flussi si
concretizzino.
In seconda istanza la banca procederà ad un’analisi storica e
propspettica della struttra dei margini economici dei bilanci
aziendali.
Successivamente valuterà alcuni indicatori di solvibilità quali:
a) riferiti a m/l : misurano la capacità dell’impresa di
generare profitti, tali da consertirle di rimborsare alla
scadenza i propri debiti, e sono:
- M.O.L./ Fatturato oppure CASH FLOW/ Fatturato
-
L’incidenza degli oneri finanziari sul cash flow
-
La leva finanziaria: rapporto tra capitale investito ed i mezzi
propri. Il financial leverage determina:
aa) maggiori utili sino a che il R.O. si mantiene
superiore al costo dell’indebitamento
bb)
minori utili o maggiori perdite quando il costo
dell’indebitamento supera la redditività del capitale investito.
In entrambi i casi maggiore e’ la leva e maggiore è la quantità
di rischio finanziario che l’impresa incorpora nel suo bilancio
b)
riferiti al breve periodo: misurano la liquidità aziendale o la
sua capacità di onorare le scadenze con adeguati flussi di
cassa.
- Capitale circolante netto (Attività correnti- passività
correnti)
- Liquidità’ corrente (attività correnti/passività correnti)
-
Liquidita’ secca o quick ratio ( cassa + titoli non
immobilizzati + crediti a breve/passività correnti)
5. le garanzie per le mitigazioni del rischio: forme
addizionali di copertura del rischio che il cliente può fornire
al finanziatore
6. il sistema delle relazioni tra banca ed impresa
IL RATING
Il rating è un giudizio che esprime la capacità di ripagare un
prestito da parte di un'impresa. È una sorta di voto che
sintetizza le informazioni quantitative e qualitative
disponibili sull'impresa in relazione all'insieme delle
informazioni che la banca ha a disposizione sulla totalità delle
imprese clienti e sul loro comportamento di rimborso nel corso
del tempo.
Esso e’ una valutazione:
- prospettica
- Depurata dagli effetti dei cicli economici;
- basata su un’analisi quali-quantitativa;
La valutazione verterà sulla situazione economica, patrimoniale
e finanziaria della società, sui piani d’investimento, sulle
coperture finanziarie, sulla struttura organizzativa, sulle
politiche reddituali e fiscali, sull’analisi del macro e micro
ambiente, sulle caratteristiche del management.
I principali criteri utilizzati dalle agenzie di rating per le
proprie valutazioni sono:
-
il grado di solvibilità dell’emittente
- la natura del finanziamento
- le garanzie
- le valutazioni sul capitale, sul cash flow, sull’allocazione
dei rischi, sul settore, sul management.
BASILEA 2 e LE P.M.I : I NUOVI CRITERI PER L’ACCESSO AL CREDITO
Con il termine BASILEA 2 si identifica il nuovo accordo sui
requisiti patrimoniali delle Banche stabiliti nel 2004 dal
Comitato di Basilea per la Supervisione Bancaria. L’obiettivo e’
stato quello di garantire una maggiore solidità ed efficienza al
sistema Bancario internazionale, attraverso una migliore
valutazione del rischio di ogni debitore. In parole povere, ogni
qualvolta un istituto di credito eroga un finanziamento si
assume un determinato grado di rischio legato alla possibilità
di insolvenza del debitore.
L’accordo di Basilea 2 stabilisce che gli istituti di credito
debbano avere un grado di patrimonializzazione idoneo a far
fronte al livello di rischio che si sono assunti in relazione ai
finanziamenti erogati.
Mentre Basilea 1 prevedeva, ad esempio, requisiti di capitale
uguali per qualunque prestito alle imprese, Basilea 2 prevede la
possibilità di valutare meglio il rischio di un singolo prestito
e quindi di differenziare gli accantonamenti patrimoniali:
- per un prestito ad un'impresa più rischiosa la banca dovrà
accantonare più capitale
-
per un prestito ad un'impresa più affidabile e meno rischiosa
la banca potrà accantonare una quota di capitale minore.
Basilea 2 riguarda le banche in modo diretto e immediato, ma
coinvolge fortemente anche tutte le imprese (incluse le ditte
individuali, gli artigiani, le imprese familiari, le
cooperative, etc.) perché i nuovi meccanismi di accantonamento
del patrimonio sono direttamente correlati all'affidabilità
delle imprese stesse. L'effetto generale di Basilea 2 sarà
quello di creare un circolo virtuoso: da un lato le banche
saranno incentivate a classificare e valutare le imprese clienti
in modo più rigoroso, dall'altro le imprese più meritevoli
saranno favorite attraverso migliori condizioni di accesso al
credito.
Tutte le ricerche, comprese le più recenti effettuate dalla
Commissione Europea,
confermano che, con Basilea 2, gli accantonamenti di capitale
che le banche dovranno effettuare per i prestiti alle PMI
saranno in media inferiori a quelli attuali. Per beneficiare di
questi vantaggi è tuttavia essenziale che ciascuna impresa,
anche piccola, si presenti con le carte in regola e sappia
creare con la banca un rapporto costruttivo e basato sulla
massima trasparenza e fiducia.
Ma come vengono classificate le imprese nelle diverse classi di
rating?
Con Basilea 2 esistono due tipi di rating: quello calcolato da
agenzie specializzate
(rating esterno) e quello elaborato dalla banca secondo propri
criteri e modelli (rating interno).
I rating esterni sono elaborati da agenzie internazionali come
Standard&Poor's, Moody's e FitchRatings. Bisogna ricordare che
in Europa e anche in Italia le imprese, anche in forma
cooperativa, provviste di rating esterno sono pochissime, in
sostanza solo le maggiori aziende. Per tutte le altre un ruolo
chiave sarà svolto dai rating interni attribuiti dalle banche.
Il rating attribuito non è immutabile, ma viene periodicamente
controllato e aggiornato sulla base di tutte le informazioni
disponibili (di norma almeno una volta all’anno).
APPROCCIO STANDARD
Presuppone l’utilizzo di rating forniti da agenzie specializzate
(Moody’s, Fitch, S&P) e di seguito elencate
Per semplicità prendiamo in considerazione solo livelli di
rating relativi a strumenti finanziari considerati
universalmente accettabili dagli investitori istituzionali.
L’“investiment grade” corrisponde ad una soglia di valutazione
minima al di sopra della quale vi sono emissioni che vantano
piu’ che un soddisfacente grado di solvibilità.
|
CATEGORIA |
MOODY’S |
S&P |
FITCH |
DESCRIZIONE
BOND |
RISCHIO |
|
INVESTIMENT GRADE |
Aaa
|
AAA |
AAA |
Ottima qualità |
Minimo:
e’sicuro il pagamento sia del capitale che degli
interessi |
|
Aa1 |
AA+ |
AA+ |
Alta
qualità |
Modesto:
elevata probabilità di pagamento |
|
Aa2 |
AA |
AA |
|
Aa3 |
AA- |
AA- |
|
A1 |
A+ |
A+ |
Medio-alta qualità |
Medio
basso:
forte
capacità di pagamento degli interessi ed el capitale ma
sensibilita’ al verificarsi di eventi negativi
imprevisti |
|
A2 |
A |
A |
|
A3 |
A- |
A- |
|
Baa1 |
BBB+ |
BBB+ |
Media
qualità |
Medio:
copertura adeguata degli interessi e del capitale ma
anche compresenza di elementi speculativi e di
investimento |
|
Baa2 |
BBB |
BBB |
|
Baa3 |
BBB- |
BBB- |
Le società dotate di un rating elevato avranno uno sconto sul
coefficiente di ponderazione ovvero:
TAB. 2 i nuovi coefficienti di ponderazione
[2]
|
rating |
Tra AA- e AAA |
A+/A- |
BB+/BB- |
< BB- |
Senza rating |
|
Coeff. Di ponderazione |
20% |
50% |
100% |
150% |
100% |
Con Basilea 1 il coefficiente di ponderazione era pari a 8% per
tutti, quindi per un finanziamento di € 50.000 senza garanzia la
Banca costituiva riserve per € 4000,ora l’operazione e’ molto
più variegata , facciamo qualche esempio :
-
impresa con rating AAA: 50.000€ * 20%* 8%= 800 €
-
impresa con rating A+ : 50.000€ * 50%*8%= 2.000 €
-
impresa con rating B- : 50.000 € *150%*8%= 6.000 €
In assenza di rating esiste però uno “sconto” per le p.m.i.
Per queste, infatti, si applica un coefficiente di ponderazione
pari al 75%, più basso rispetto allo standard (100%) , proprio
perché per le banche, in un’ottica di diversificazione del
portafoglio, e’ meglio erogare diversi finanziamenti a varie
p.m.i piuttosto che un unico finanziamento ad una grande azienda
che non dispone di rating.
Ex:
finanziamento di 100.000 € ad una grande azienda senza rating:
la
dotazione patrimoniale sarà pari a:
100.000 €
* 100%* 8%= 8.000 €
10
finanziamenti di € 10.000 a dieci piccole aziende senza rating:
in questo
caso la dotazione patrimoniale sarà pari a :
100.000
(dieci finanziamenti ognuno di 10.000€ ) * 75% * 8%= 6.000
€
APPROCCIO AL RATING INTERNO
Molto più complesso poiché prevede un’analisi molto capillare da
parte della banca che esamina nel dettaglio tutti gli aspetti
del business dell’impresa cliente.
Ovviamente l’istituto di credito e’ guidato nell’analisi da
alcuni paletti imposti dal G10:
1. la valutazione dell’impresa deve avvenire in una prospettiva
di 12 mesi;
2. stabilire la PROBABILITA’ DI DEFAULT ovvero la possibilità
che nell’arco temporale considerato l’impresa non adempia ai
propri obblighi contrattuali. La probabilità di default viene
poi suddivisa in vari intervalli di probabilità (e’ a
discrezione della Banca adottare una diversa suddivisione degli
intervalli).
3. Oltre al P.D. le banche devono prendere in considerazione
anche altri 3 fattori:
· la perdita per la Banca in caso di insolvenza (LOSS GIVEN
DEFAULT: LGD) : e’ un indicatore che quantifica la perdita
della banca in caso di insolvenza. Espresso in termini
percentuali, e’ elevato nel caso di finanziamenti erogati senza
alcuna garanzia, e’ piu’ basso in caso di finanziamenti
assistiti da garanzia.
- l’esposizione creditizia della Banca al momento dell’eventuale
default (exposure at default: EAD): coincide normalmente con il
valore nominale del credito concesso.
-
la durata effettiva del credito (maturità: M):
Anche con questo approccio e’ previsto un piccolo sconto per le
p.m.i.
Per le imprese con un giro d’affari inferiore ai 50 milioni di
euro, infatti, il comitato di Basilea ha previsto delle formule
un po’ più complesse inserendo tra gli input oltre ai 4 fattori
anche il fatturato. Qual e’ il legame tra il fatturato ed il
coefficiente di ponderazione?
Al diminuire del fatturato decresce anche il coefficiente di
ponderazione, quindi minore e’ la dimensione dell’impresa più
bassa e’ la quota di capitale di cui le banche devono dotarsi,
molto più vantaggioso per le piccole medio imprese, quindi.
Bibliografia:
- Pescaglini A / Pescaglini R , Compendio di Tecnica Bancaria
- CREDITO: arriva Basilea 2,A. Telata, edito da Mondadori
dicembre 2006
- Vari articoli pubblicati su internet.
[1] TRATTI
DAL SITO PATTI CHIARI.
[2] Tratta da
CREDITO: arriva Basilea 2,A. Telata, edito da
Mondadori dicembre 2006
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