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I pagamenti elettronici in Internet: obblighi e diritti nelle transazioni in rete. Normativa italiana ed europea
 

Di Maurizio Tidona, Avvocato

13 aprile 2000

 
QUALI SONO LE VARIABILI LEGALI DEGLI ELECTRONIC PAYMENTS IN ITALIA, NELL’OTTICA DELLE RACCOMANDAZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA
 
 
a) Premessa
b) Campo di applicazione e definizioni
c) Trasparenza delle condizioni relative alle operazioni
d) Obblighi e responsabilità del “titolare”
e) Obblighi e responsabilità dell’”emittente”
 
 
a) PREMESSA
 
Le operazioni di “commercio elettronico” in Internet presentano - dal punto di vista giuridico - problematiche assolutamente specifiche al settore e di certo stimolo intellettuale.
 
Il carattere transnazionale e multinazionale di Internet - l’assenza di alcuna frontiera se non quella del pensiero - pone difatti problemi di compatibilità tra le diverse normative nazionali e probabilità assolutamente elevate di conflitto tra le stesse.
 
La struttura “aperta” di Internet - considerata tale perché consente l’accesso ad un numero indefinito e non identificabile a priori di soggetti, residenti in Stati diversi ed in grado di scambiarsi informazioni “sensibili” e di concludere contratti senza alcun supporto cartaceo - pone innumerevoli questioni di ordine giuridico che coinvolgono settori del diritto sino ad oggi assolutamente distanti.
 
La peculiarità del caso è che - a differenza di ogni altro strumento di commercializzazione - nella rete Internet non è possibile accertare la nazionalità della controparte ma obbligatoriamente vi è l’incognita del quasi certo incontro con legislazioni diverse (anche in forte conflitto) e l’impossibilità pratica di stabilire la “norma” applicabile al caso di specie.
 
Ipotesi di incompatibilità e di conflitto che - nella attuale situazione ancora di studio teorico ed applicazione sperimentale - troveranno certa regolamentazione con l’affinarsi dei sistemi giuridici, ancora forse impreparati alla dirompente novità telematica.
 
Impossibilità di regolamentazione non vuol dire certo “assenza” di norme applicabili: le difficoltà riguardano la sola identificazione del regime normativo da applicarsi, il quale consegue alla nazionalità dei soggetti che partecipano all’operazione di “commercio elettronico”.
 
Pertanto l’analisi giuridica sarà impegnata nella ricerca ed individuazione delle regole applicabili in base alle norme di diritto internazionale privato - ed alle Convenzioni internazionali - oltre che, quale aspetto pratico, nel garantire l’effettiva applicazione delle regole così individuate.
 
E’ necessario premettere che la peculiarità dell’utilizzo del mezzo informatico - la rete Internet - al di là della questione del riconoscimento giuridico del documento informatico ai fini della prova del contratto (risolto o risolvibile con i sistemi di “firma digitale” certificata), non comporta in genere modificazioni alla disciplina giuridica vigente, la quale regolamenta sempre i contenuti dell’accordo e l’onere di informazione che fanno capo al fornitore del servizio.
 
Regole specifiche difatti esistono sia a livello nazionale (per le operazioni ricomprese nell’ambito di applicazione della legge italiana) che a livello comunitario, ove esiste anzi un insieme di norme assai precise che regolamentano i vari aspetti coinvolti, come la tutela degli interessi economici - sempre maggiormente crescenti in Internet - e del diritto alla “privacy” dei soggetti che agiscono tramite Internet, ai quali devono comunque - per un principio di responsabilità del comportamento - essere sempre attribuiti gli effetti delle azioni compiute in rete.
 
E’ necessario quindi definire il “commercio elettronico”, che potremo individuare nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprendente attività diverse quali la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle Pubbliche Amministrazioni.
 
In generale è indispensabile che in tale attività siano garantite almeno quattro condizioni essenziali:
 
1) la riservatezza: le transazioni devono avvenire senza che sia possibile - per i soggetti non coinvolti nel processo commerciale - venire a conoscenza dei contenuti delle comunicazioni scambiate tra i corrispondenti;
2) l'autenticità ed identificabilità delle parti: deve essere garantito il reciproco riconoscimento tra gli interlocutori, in modo da autenticare l’origine dei messaggi;
3) la non ripudiabilità delle informazioni: la volontà negoziale delle parti, espressa tramite documento informatico, non deve poter essere disconosciuta e di conseguenza dovrà essere opponibile ai terzi in giudizio, a seguito delle eventuali controversie;
4) l'inalterabilità dei documenti e l'integrità dei dati (il contenuto delle transazioni deve essere pienamente conforme alla volontà delle parti, senza che sia possibile alterare il documento informatico sul quale si fonda lo scambio.
 
Se una transazione prevede il pagamento in contanti non è necessario difatti che si instauri alcun rapporto di fiducia tra i due interlocutori concentrandosi l’attenzione delle parti contraenti sul solo bene compravenduto. Se invece lo scambio merce-moneta non è contestuale si ravvisa la necessità dell’elemento fiduciario e di “sicurezza” che sarà tutelato attraverso “garanzie” diverse.
 
Difatti la responsabilità delle dichiarazioni in rete - congiuntamente al problema della sicurezza delle transazioni finanziarie - è oggi considerato, da parte sia degli utenti Internet che delle imprese, il principale ostacolo all’acquisto on-line, dal momento che nessun ente o soggetto controlla - o può controllare - il sistema Internet ed i suoi variabili giocatori.
 
In difetto di tale elemento fiduciario si è difatti costretti all’utilizzo di strumenti alternativi e storicamente testati quali sicuri: pagamento in contrassegno o bonifici bancari oppure misti, quali la comunicazione a mezzo posta o telefono degli estremi delle carte di pagamento; strumenti che comunque mortificano le potenzialità insite nella rete.
 
La tendenza è comunque quella di evitare “regole” rigide e di favorire piuttosto una auto-regolamentazione del settore il quale cresce costruendosi le proprie regole.
 
Da un punto di vista giuridico - e teorico - una questione specifica da risolvere riguarda la qualificazione della moneta elettronica quale strumento in grado di assolvere la stessa efficacia solutoria della moneta legale o bancaria nonché la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro senza l’uso di documentazione cartacea per le necessarie autorizzazioni.
 
Nessun ostacolo si incontra nel riconoscere l’effetto liberativo al pagamento elettronico: altra questione ben più complessa è invece la sicurezza del pagamento e la ripartizione della responsabilità tra l’emittente ed il titolare.
 
In Italia un primo riferimento è dato dalla disciplina relativa ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali (d.l. n. 50 del 15.01.1992 in attuazione della direttiva 85/577/Cee), che ricomprende i contratti conclusi mediante l'uso di strumenti informatici e telematici. Tale normativa si applica ai contratti tra operatore commerciale e consumatore riguardanti la fornitura di beni o la prestazione di servizi.
 
Per avere una nozione di “pagamento informatico” - cioè il trasferimento elettronico dei pagamenti tra privati, Pubbliche Amministrazioni e tra queste e soggetti privati - si è invece dovuto attendere il d.p.r. 513 del 10.11.1997 il quale, all’art. 14, ha introdotto la nozione di electronic payments rinviando però in modo assai sintetico alle regole tecniche da emanarsi successivamente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
Prescrizioni fondamentali del d.p.r. 513/97 sono il diritto di recesso dal contratto, la validità e opponibilità delle clausole vessatorie e la disciplina delle clausole abusive.
Una area tematica è relativa al trattamento dei dati personali, e mira a bilanciare la libera circolazione dell'informazione e la tutela della riservatezza, diritti personali e autodeterminazione informativa dell'individuo.
 
In materia di trattazione dei dati personali è poi assai importante l'autoregolamentazione: vi è già una "bozza di Codice di autoregolamentazione per i servizi Internet" che prevede, fra l'altro, il diritto dell'utente di operare in modalità di “anonimato protetto”, pur sempre confermando il principio dell'identificabilità. Tali strumenti di autoregolamentazione si devono peraltro integrare in un quadro normativo che garantisca un nucleo minimo essenziale di protezione inderogabile.
 
Il decreto di specificazione delle regole tecniche è comunque intervenuto - d.p.c.m. del 08.02.1999 - il quale pur disciplinando puntualmente la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici attraverso la c.d. “firma digitale” non contiene alcun accenno ai pagamenti elettronici.
 
In campo comunitario la Commissione europea è invece intervenuta con una raccomandazione relativa alle operazioni compiute mediante strumenti di pagamento elettronici, la quale pone particolare attenzione alle relazioni tra gli emittenti ed i titolari di tali strumenti.
 
 
LA RACCOMANDAZIONE N. 97/489/CE DEL 30 LUGLIO 1997
 
La Commissione delle Comunità europee, ha auspicato in tale raccomandazione una regolamentazione unica - a livello comunitario - delle operazioni compiute mediante gli strumenti di pagamento elettronici.
 
A tal fine ha posto delle linee di indirizzo che dovranno essere a loro volte stimolo ai Paesi aderenti per una futura “omogeneità” e “sicurezza” delle operazioni elettroniche sul territorio comunitario: la Commissione si è riservata il “controllo” posteriore dell'applicazione della raccomandazione e, se ritenuta insoddisfacente, si è riservata di disporre una disciplina “cogente” in materia di commercio elettronico.
 
La raccomandazione detta quelle che definisce “informazioni minime” concernenti le notizie che devono essere presenti nelle condizioni e modalità contrattuali in relazione alle operazioni effettuate per mezzo di strumenti di pagamento elettronici, nonché stabilisce gli obblighi e le responsabilità “necessarie” delle parti interessate.
 
La Commissione ha così inteso dettare alcune disposizioni al fine di regolare la materia, a cui le leggi nazionali dovranno attenersi.
 
Le modalità e le condizioni di consenso - prescrive la Commissione - dovranno essere espresse per iscritto, se del caso anche elettronicamente, conservando un giusto equilibrio tra gli interessi delle parti; dovranno essere altresì facilmente leggibili e stese in forma comprensibile.
 
Al fine di assicurare la “trasparenza” delle operazioni, si sono definite anche le “norme minime” necessarie per garantire un adeguato livello di informazione della clientela dopo la conclusione di un contratto e dopo l'esecuzione di operazioni per mezzo di uno strumento di pagamento, comprese le informazioni sugli oneri imposti e sui tassi di cambio e di interesse applicati, oltre che sulle modalità di calcolo del tasso d'interesse.
 
Nella funzione di indirizzo di futuri interventi legislativi nazionali è importante ricercare i fini che sottintendono alla raccomandazione, e cioè:
 
1. assicurare il pieno funzionamento del mercato interno, di cui i sistemi di pagamento sono parte essenziale;
2. stimolare i paesi membri all’innovazione ed al progresso: le operazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici rappresentano una parte crescente, per volume e valore, dei pagamenti nazionali e transfrontalieri, destinata ad accelerare, per il contesto attuale contraddistinto da una rapida crescita tecnologica;
3. diffondere in modo capillare nel territorio comunitario l’utilizzo degli strumenti: è importante che i singoli cittadini e le imprese possano utilizzare gli strumenti di pagamento elettronici in tutta la Comunità in particolare alla luce del processo di liberalizzazione dei movimenti dei capitali.
 
 
b) IL CAMPO DI APPLICAZIONE E LE DEFINIZIONI DI CUI ALLA RACCOMANDAZIONE 97/489/CE DEL 30/07/1997
 
La Raccomandazione n. 489/97 disciplina le operazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici e d individua gli obblighi e le responsabilità sia del “titolare” che dell’”emittente”:
 
- "Emittente" è colui che, nello svolgimento delle proprie attività, mette a disposizione di un'altra persona uno strumento di pagamento in applicazione di un contratto che abbiano stipulato;
- "Titolare" è colui che detiene uno strumento di pagamento in forza di un contratto concluso con l’emittente.
 
Con la raccomandazione viene anzitutto definito “strumento di pagamento elettronico” quello che consente al titolare di effettuare le seguenti operazioni:
 
1) trasferimento di fondi mediante “strumenti di pagamento elettronici” (ad eccezione dei trasferimenti conferiti su istruzione ed eseguiti da istituzioni finanziarie) che comprendono quelli che consentono l'accesso, anche a distanza, ai conti della clientela;
2) ritiro di denaro contante mediante strumenti di pagamento elettronici e caricamento o scaricamento di tali strumenti presso attrezzature come le casse automatiche e gli sportelli automatici, nonché presso l'emittente o presso un ente obbligato contrattualmente ad accettare detti strumenti di pagamento (artt. 1 e 2 della raccomandazione).
 
I primi - "strumenti di pagamento mediante accesso a distanza" - sono quelli che consentono al titolare di accedere ai fondi detenuti sul proprio conto presso un ente, al fine di effettuare un pagamento a favore di un beneficiario, di norma attraverso l'impiego di un codice di identificazione personale o ogni altra analoga prova di identità.
 
Tale definizione comprende in particolare le carte di pagamento (carte di credito, di debito, di debito differito e carte accreditive) e le applicazioni relative alla banca telefonica o a domicilio (art. 2, lett. b) della raccomandazione).
 
La “moneta elettronica" - anch’essa ricompresa tra i “pagamenti elettronici” - è uno strumento di pagamento ricaricabile che non consenta l’accesso a distanza, sia essa una carta con valore immagazzinato (smart card - borsellino elettronico) o una memoria di elaboratore elettronico, sulla quale è caricato elettronicamente il valore (moneta elettronica - digicash), affinché il titolare possa effettuare le operazioni di pagamento elettronico (art. 2 della raccomandazione).
 
La raccomandazione invece non si applica a:
 
1. il pagamento per assegno;
2. alla funzione di garanzia svolta da talune carte in relazione al pagamento per assegno.
 
 
c) TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI RELATIVE ALLE OPERAZIONI
 
La raccomandazione fissa gli “obblighi minimi” a cui bisogna attenersi relativamente alla “trasparenza delle condizioni relative alle operazioni” e quindi alle “informazioni minime” contenute nelle modalità e condizioni contrattuali relative all'emissione e all'impiego di uno strumento di pagamento elettronico.
 
Prima della firma del contratto, o comunque con sufficiente anticipo rispetto alla consegna di uno strumento di pagamento elettronico, l'emittente deve difatti comunicare al titolare le modalità e condizioni contrattuali relative all'emissione e all'impiego di detto strumento. Le condizioni devono recare l’indicazione della legge applicabile al contratto.
 
Le condizioni sono comunicate per iscritto, se opportuno anche per via elettronica (via e-mail o sulla schermata del sito), e sono redatte con espressioni facilmente comprensibili, in una forma leggibile, per lo meno nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro nel quale è offerto lo strumento di pagamento.
 
Le condizioni comprendono almeno quanto segue:
a) una descrizione dello strumento di pagamento elettronico, comprese, se del caso, le caratteristiche tecniche delle attrezzature di comunicazione il cui impiego è autorizzato dal titolare, nonché le modalità di tale impiego, compresi gli eventuali limiti finanziari applicati;
 
b) una descrizione degli obblighi e delle responsabilità rispettivi del titolare e dell'emittente, comprese le ragionevoli precauzioni che il titolare deve prendere per tenere al sicuro sia lo strumento di pagamento elettronico sia gli elementi (come un numero d'identificazione personale o un altro codice) che ne consentono l'impiego;
c) se del caso, il termine entro il quale viene effettuato di norma l'addebito o l'accredito sul conto del titolare, compresa la data di valuta, oppure, ove quest'ultimo non abbia alcun conto presso l'emittente, il termine entro il quale di norma verrà emessa la fattura;
d) il tipo di oneri eventualmente imposti al titolare, in particolare i dettagli relativi agli oneri seguenti:
- l'importo di ogni eventuale tariffa iniziale e annua;
- le spese di commissione e gli oneri eventualmente imposti al titolare dall'emittente per particolari categorie di operazioni;
- il tasso d'interesse, comprese le modalità di calcolo, eventualmente applicati;
e) il termine entro il quale un'operazione può essere contestata dal titolare, con l'indicazione delle procedure di ricorso disponibili e delle modalità previste per accedervi.
 
Se lo strumento di pagamento elettronico può essere impiegato all'estero (al di fuori del paese di emissione/affiliazione) dovranno essere altresì comunicate al titolare le informazioni seguenti:
 
a) l'indicazione dell'importo di ogni spesa od onere addebitato per le operazioni in valuta estera, compresi, se del caso, i tassi applicati;
b) il tasso di cambio di riferimento utilizzato per la conversione delle operazioni in valuta estera, compresa la data presa a base per determinare tale tasso.
 
Dopo la firma del contratto l'emittente dovrà fornire al titolare (anche con l’invio dell’estratto conto) le informazioni relative alle operazioni effettuate mediante uno strumento di pagamento elettronico. Anche tali informazioni saranno redatte per iscritto, eventualmente anche per via elettronica, in una forma facilmente comprensibile, e comprenderanno almeno quanto segue:
 
a) un riferimento che consenta al titolare di identificare l'operazione, comprese, se del caso, le informazioni relative all'accettante presso o con il quale si è svolta l'operazione stessa;
b) l'importo dell'operazione addebitato al titolare nella moneta di fatturazione e, se del caso, tale importo in moneta estera;
c) l'importo di ogni eventuale spesa ed onere addebitati per particolari tipi di operazioni.
 
L'emittente comunicherà inoltre al titolare il tasso di cambio utilizzato per la conversione delle operazioni in valuta estera.
L'emittente di uno strumento di moneta elettronica dovrà offrire al titolare la possibilità di verificare le ultime cinque operazioni eseguite, nonché il saldo residuale caricato sullo strumento.
 
La raccomandazione detta esattamente le obbligazioni e responsabilità dei contraenti.
 
 
d) LE OBBLIGAZIONI E RESPONSABILITA’ DEL TITOLARE
 
1. GLI OBBLIGHI DEL TITOLARE:
 
Il titolare ha gli obblighi seguenti:
 
a) impiega lo strumento di pagamento elettronico in conformità delle condizioni che disciplinano l'emissione e l'uso di tale strumento; in particolare, prende tutte le ragionevoli precauzioni utili al fine di tenere al sicuro lo strumento e gli elementi (come il numero di identificazione personale o un altro codice) che ne consentono l'impiego;
b) notifica all'emittente o all'ente precisato da quest'ultimo, immediatamente dopo esserne venuto a conoscenza, quanto segue:
- la perdita o il furto dello strumento di pagamento elettronico o degli elementi che ne consentono l'impiego;
- la registrazione sul suo conto di un'operazione non autorizzata;
- un errore o qualsiasi altra irregolarità nella gestione del conto da parte dell'emittente;
c) non trascrive il proprio codice d'identificazione personale od ogni altro codice in una forma facilmente riconoscibile, in particolare sullo strumento di pagamento elettronico o su ogni altro oggetto che abitualmente conserva o porta con tale strumento;
d) ad eccezione degli ordini per il quale l'ammontare dell'operazione non era noto al momento del conferimento, non può revocare un ordine dato per mezzo del proprio strumento di pagamento elettronico.
 
 
2. LE RESPONSABILITÀ DEL TITOLARE:
 
Fino al momento della notificazione, il titolare sostiene la perdita subita in conseguenza dello smarrimento o del furto dello strumento di pagamento elettronico nei limiti di un massimale non superiore ai 150 ECU. Detto massimale non si applica ove il titolare abbia agito con colpa grave, in violazione degli obblighi di cui sopra, oppure in maniera fraudolenta.
 
Salvo il caso in cui abbia agito in maniera fraudolenta, il titolare non è responsabile delle perdite derivanti dallo smarrimento o dal furto dello strumento elettronico di pagamento, dopo aver eseguito la notificazione in conformità della raccomandazione.
 
L'uso dello strumento di pagamento senza che sia richiesta la presentazione o l'identificazione elettronica dello strumento esclude la responsabilità del titolare. Il solo impiego di un codice riservato o di altra analoga prova d'identità esclude altresì la responsabilità del titolare.
 
 
d) LE OBBLIGAZIONI E RESPONSABILITÀ DELL’EMITTENTE
 
L'emittente può modificare le condizioni applicate, purché il titolare disponga individualmente di un preavviso sufficiente per poter risolvere il contratto se lo desidera. Viene indicato un termine non inferiore ad un mese, trascorso il quale si presume che il titolare abbia accettato le nuove condizioni se non ha previamente risolto il contratto.
 
Ogni eventuale variazione significativa del tasso d'interesse effettivo non è soggetta, tuttavia, alle disposizioni di cui sopra ed ha effetto alla data precisata nella pubblicazione di tale variazione. In tal caso, e salvo il diritto del titolare di risolvere il contratto, l'emittente ne informa individualmente il titolare non appena possibile.
 
 
1. GLI OBBLIGHI DELL’EMITTENTE:
 
L'emittente ha le seguenti obbligazioni:
 
a) comunica il numero d'identificazione personale o altro codice del titolare solo a quest'ultimo;
b) non invia uno strumento di pagamento elettronico non richiesto, salvo in sostituzione di uno strumento già in possesso del titolare;
c) tiene una contabilità interna per un periodo di tempo sufficiente affinché le operazioni possano essere individuate e gli errori possano essere corretti;
d) si assicura che mezzi adeguati siano messi a disposizione del titolare ai fini delle notificazioni di smarrimento o furto. Qualora la notificazione venga eseguita mediante chiamata telefonica, l'emittente o l'ente precisato da quest'ultimo fornisce al titolare gli estremi probanti l'avvenuta notificazione;
e) in ogni controversia con il titolare in relazione a un'operazione di cui, salve eventuali prove contrarie addotte dal titolare, prova che l'operazione in causa:
- è stata correttamente registrata e contabilizzata;
- non è incorsa in alcun guasto tecnico o altro inconveniente.
 
L'emittente o l'ente da esso precisato mette a disposizione i mezzi con cui il titolare possa, in qualsiasi momento del giorno e della notte, notificare la perdita o il furto del suo strumento di pagamento elettronico.
 
Ricevuta la notificazione, l'emittente (o l'ente da esso precisato) ha l'obbligo di intraprendere ogni azione ragionevolmente possibile per impedire ogni ulteriore uso dello strumento di pagamento elettronico in questione, anche se il titolare ha agito con colpa grave o in modo fraudolento.
 
 
2. LE RESPONSABILITÀ DELL’EMITTENTE:
 
L’emittente è responsabile di quanto segue:
 
a) inesecuzione o esecuzione inesatta delle operazioni, iniziate dal titolare anche con attrezzature/terminali o mediante apparecchiature che non sono sotto il controllo diretto o esclusivo dell'emittente, purché tali operazioni non siano state iniziate con attrezzature/terminali o mediante apparecchiature il cui impiego non è stato autorizzato dall'emittente;
b) operazioni non autorizzate dal titolare, nonché ogni altro errore o irregolarità imputabile all'emittente nella gestione del conto del titolare.
 
L'emittente è responsabile per gli importi seguenti:
 
a) l'importo dell'operazione non eseguita o eseguita in modo inesatto, maggiorato eventualmente degli interessi;
b) la somma necessaria al fine di ripristinare il titolare nella situazione in cui si trovava prima dello svolgimento dell'operazione non autorizzata.
 
Qualsiasi altra conseguenza finanziaria, in particolare quelle concernenti l'entità del danno da risarcire, è a carico dell'emittente secondo il diritto applicabile al contratto concluso tra l'emittente e il titolare.
 
L'emittente è responsabile nei confronti del titolare di uno strumento di moneta elettronica per la perdita dell'ammontare dei fondi caricati su detto strumento nonché per l'esecuzione inesatta delle operazioni del titolare, ove la perdita o l'esecuzione inesatta siano imputabili ad un guasto dello strumento stesso, del terminale/attrezzatura o di qualsiasi altra apparecchiatura utilizzata per eseguire un'operazione, purché detto guasto non sia provocato dal titolare volontariamente.
 
La raccomandazione termina invitando gli Stati membri ad assicurarsi che sussistano strumenti adeguati ed efficaci per la soluzione delle controversie fra titolari ed emittenti.
 
Concludendo l’intervento si auspica - come da autorevoli voci richiesto - la predisposizione di un servizio di conciliazione direttamente in rete per le controversie che sicuramente non mancheranno di presentarsi. Questo servizio potrebbe essere svolto dalle Camere di commercio che, sulla scorta della legge n. 580/93, hanno già iniziato una politica di protezione del consumatore in tal senso.

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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