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Errata segnalazione alla Centrale dei rischi

Trasmessa da Mario de Pasquale, Avvocato

gennaio 2001

 
Ordinanza del Tribunale  di Bari, in via cautelare ed urgente, di revoca di precedente comunicazione illegittima con estinzione retroattiva di ogni debito o rischio ritenuto "a sofferenza".
N.d.R. Si veda anche:
 

 

Il Tribunale di Bari - su ricorso di un imprenditore "segnalato" - ha ordinato ad un intermediario finanziario , in via cautelare ed urgente, di ritirare e revocare senza ritardo le precedenti comunicazioni, ritenute illegittime, alla Centrale dei Rischi per la estinzione di ogni credito o rischio "a sofferenza" e con effetto retroattivo.  

Il Giudice rileva difatti in tale interessante ordinanza il rischio ritenuto irreparabile per l'imprenditore di essere sostanzialmente emarginato dal sistema finanziario a causa dell'impossibilità di accedere al credito in ragione della ritardata cancellazione della sua posizione "a sofferenza" addebitabile alla condotta antigiuridica dell'istituto.

Il Tribunale scrive : "la più accreditata dottrina non dubita che il problema della responsabilità da inesatte informazioni non presenta atteggiamenti peculiari e meno ancora comporta deviazioni apprezzabili in relazione ai casi in cui autore dell'informazione falsa sia una banca" ed in tale indirizzo conferma la esenzione in capo alla Banca d'Italia, organo di vigilanza, di responsabilità che ricadono invece interamente sull'intermediario segnalatore. 

 


 

ORDINANZA

Tribunale di Bari

Giudice dott. Ettore Cirillo

Prima Sezione Civile – Giudice Dott. Ettore Cirillo

Il Giudice,

sciolta la riserva formulata all'esito dell'udienza del 18 dicembre 2000 nel procedimento cautelare n. 286/2000 tra ... e Soc. ... Gestione Crediti,

osserva

L'imprenditore edile tranese Angelo ..., esposto per scoperto di c/c nei confronti della Banca ..., concordava nel 1997 un piano di rientro che, sia pure con taluni ritardi, era definitivamente ed integralmente onorato il 19 febbraio 1999 nei confronti della Soc. ... Gestione Crediti, divenuta nelle more cessionaria del credito. Sennonchè il ... appurava che il suo nominativo non era stato espunto dalle segnalazioni a "sofferenza" presso la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia e, pertanto, agiva una prima volta in via cautelare per ottenerne la cancellazione a cura dalla segnalante Soc. ... Gestione Crediti a decorrere dal 19 febbraio 1999. Il 17 luglio 2000 il G.D. "pro tempore" rigettava il ricorso, essendo emerso, in quella sede, che la cancellazione del nominativo del ... era stata effettuata a partire dal marzo 2000 e non avendo il ricorrente fornito una sufficiente dimostrazione del fatto che il ritardo nella cancellazione potesse continuare ad essere nocivo, sì da imporre la retrodatazione della medesima.

Il provvedimento non era impugnato, ma il ... continuava ad incontrare difficoltà nell'accesso al credito. In particolare il Sanpaolo-Imi richiamava, nella nota del 4 agosto 2000, l'esito negativo dell'iter istruttorio relativo ad una richiesta di affidamento "anche a seguito della posizione a sofferenza censita nella Centrale Rischi della Banca d'Italia nel mese di febbraio 2000", mentre la Banca Alfa, con nota del 7 settembre 2000, comunicava che la richiesta per la concessione di un "comodo di cassa finalizzato all'attività" non aveva potuto trovare esito favorevole "causa insorgenza riscontrata a suo nome alla C.R. storica".

Denunciando, quindi, il rischio irreparabile di essere sostanzialmente espulso dall'imprenditoria edile a causa dell'impossibilità di accedere al credito in ragione della ritardata cancellazione della sua posizione "a sofferenza" addebitabile alla condotta antigiuridica della Soc. ... Gestione Crediti, il ... adiva nuovamente questo Tribunale onde sentir ordinare, in via cautelare ed urgente, alla Soc. ... Gestione Crediti di comunicare, ritirando e revocando la sua precedente comunicazione illegittima, alla Centrale dei Rischi la estinzione di ogni suo credito o rischio "a sofferenza" a partire dal 19 febbraio 1999.

Costituitasi ritualmente nell'odierno procedimento, la Soc. ... Gestione Crediti resisteva alla domanda cautelare della quale sosteneva l'inammissibilità e l'infondatezza.

All'esito del contraddittorio non emergono ragioni ostative all'accoglimento del ricorso.

E' noto che il servizio di centralizzazione dei rischi è gestito dalla Banca d'Italia allo scopo precipuo, e ben evidenziato in dottrina, di "raccogliere informazioni relative alle caratteristiche delle posizioni debitorie degli affidati nei confronti del sistema creditizio e di fornire alle istituzioni segnalanti, con cadenza mensile, un flusso informativo di ritorno sui singoli affidati". La stessa Banca d'Italia (nelle Istruzioni in materia) segnala come "il corretto funzionamento del servizio di centralizzazione dei rischi e l'attendibilità delle informazioni che la Centrale produce, si fondano, oltre che sulla obbligatorietà delle segnalazioni derivante da precise disposizioni di legge, sul senso di responsabilità degli intermediari partecipanti, nel cui interesse il servizio viene svolto". Per questo motivo (nelle Istruzioni Bankitalia in materia) "gli intermediari devono porre la massima attenzione all'osservanza dei previsti termini di segnalazione", mentre l'istituto di vigilanza "non può assumere alcuna responsabilità per le conseguenze causate da errori, inadempienze o uso incauto delle informazioni scambiate con gli intermediari, sui quali tale responsabilità ricade interamente". Sembra dunque difficile credere che la diffusione di notizie inesatte nell'ambito bancario non sia nociva tanto per i destinatari professionali delle notizie, quanto, e soprattutto, per i soggetti erroneamente segnalati. Questi, non solo sono esposti ad una ovvia restrizione nell'accesso al credito, ma possono addirittura essere avviati verso l'insolvenza ove gli imprenditori inesattamente segnalati non possano attingere alle ordinarie fonti di finanziamento.

Orbene, nella categoria delle "sofferenze" da segnalare (sempre secondo le Istruzioni Bankitalia in materia) rientrano "tutti i crediti per cassa in essere nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, anche non accertato giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dall'esistenza di garanzie o dalla previsione di perdita"; si aggiunga che "l'appostazione a sofferenza implica un valutazione da parte dell'intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest'ultimo nel servizio di pagamento del debito".

Nella specie è pacifico che il debito del ... fosse stato definitivamente onorato il 19 febbraio 2000 e che quindi, non residuando più alcun rapporto con la Soc. ... Gestione Crediti, questa dovesse cessarne la segnalazione alla Centrale dei Rischi. Ciò è accaduto solo nel marzo 2000 e ciò di per sé costituisce violazione grave del dovere di "massima attenzione" al quale (sempre secondo le Istruzioni Bankitalia in materia) gli intermediari devono attenersi. Si tratta di una tipica violazione di obblighi di correttezza dettati dalla legge o dagli usi, nel solco di quelle cautele ritenute in via generale necessarie, per la stessa natura professionale dell'esercizio del credito, nel rispetto delle ragioni dell'utenza e delle altre aziende bancarie (cfr. Cass., 13 gennaio 1993, n. 343 - in Foro it., Rep. 1993, voce Responsabilità civile, n. 89). Del resto la responsabilità civile di chi in genere divulghi inesatte informazioni nei confronti del soggetto a cui le notizie medesime attengono è principio oramai giurisprudenzialmente tralatizio (cfr. Cass., 6 gennaio 1984, n. 94 - in Resp. civ., 1984, 674; Cass., 11 giugno 1992, n. 7154 in Riv.pen.econ., 1992, 337)) e "la più accreditata dottrina non dubita che il problema della responsabilità da inesatte informazioni non presenta atteggiamenti peculiari e meno ancora comporta deviazioni apprezzabili in relazione ai casi in cui autore dell'informazione falsa sia una banca". Peraltro che sia ipotizzabile una responsabilità dell'azienda di credito verso il cliente ingiustamente, e quindi antigiuridicamente, segnalato alla Centrale si evince dalle stesse Istruzioni impartite dalla Banca d'Italia, nella parte in cui è precisato che l'istituto di vigilanza "non può assumere alcuna responsabilità per le conseguenze causate da errori, inadempienze o uso incauto delle informazioni scambiate con gli intermediari, sui quali tale responsabilità ricade interamente".

In punto di danno la segnalazione per oltre un anno di una "sofferenza" non più esistente, conferendo pubblicità interbancaria ad un non reale protrarsi dell'insolvenza del debitore, e' destinata ad assumere rilevanza peculiare in un'ottica commerciale ed imprenditoriale, risolvendosi in una complessa vicenda di indubitabile discredito patrimoniale, cosi' che, ove priva di una efficace e tempestiva rettifica, essa deve ritenersi del tutto idonea a provocare un danno della sua reputazione imprenditoriale al segnalato. Ne consegue che, dedotta specificamente una lesione della reputazione commerciale per effetto dell'illegittimita' della segnalazione alla Centrale, essa costituira' indizio dell'esistenza di una dannosità della condotta, da valutare nel contesto di tutti gli altri elementi della situazione cui inerisce.

Nella specie detti elementi sono costituiti dalle documentate e motivate resistenze delle altre banche ad offrire nuova finanza al .... In particolare la perdurante attualità degli effetti pregiudizievoli della tardiva cancellazione del nominativo del ricorrente "a sofferenza" dalla Centrale dei Rischi è evidente e specifica nella nota della Banca Alfa del settembre scorso, il cui testo è stato richiamato nella narrazione introduttiva. Si tratta di elemento gravemente indiziario e per di più sopravvenuto rispetto al pregresso provvedimento col quale altro G.D. aveva disatteso la domanda cautelare proprio per l'assenza di obiettivi riscontri circa la sussistenza di perduranti negative ricadute della tardività della cancellazione del nominativo del .... Ciò comporta che la reiterata domanda cautelare rispetta i parametri dettati, per la riproposizione del ricorso, dal primo comma dell'art. 669-septies c.p.c.. Né la resistente può ragionevolmente contestare che l'errata segnalazione della "sofferenza" per oltre un anno sia, in sé, attività idonea ad arrecare danni al .... Infatti dottrina e giurisprudenza hanno da tempo chiarito che la circostanza che il sistema della Centrale non vincoli il processo decisionale delle banche per la concessione di ulteriori affidamenti non comporta l'impossibilità di valutare, in sede cautelare e d'urgenza, il comportamento dell'azienda di credito come condotta illecita, potenzialmente idonea a pregiudicare, in modo irreparabile, la posizione del soggetto segnalato (v. Trib. Cagliari, 28 novembre 1995, in Banca, borsa …, 1997, II, 354), soprattutto allorquando sia documentato il decisivo rilievo preclusivo dato, da altro istituto, alla presenza dell'errata segnalazione (nella specie per il periodo febbraio 1999 - marzo 2000). Si aggiunga che nella nota informativa consegnata dalla Banca d'Italia al ... il 24 ottobre 2000 è testualmente scritto: "Si fa presente che, come si evince dallo stesso prospetto, ... Gestione Crediti S.p.A., unica banca segnalante, ha segnalato il credito verso la S.V. nella categoria sofferenze fino a febbraio 2000; per il mese di marzo 2000 ha trasmesso una segnalazione nella categoria crediti passati a perdita; da aprile u.s. non effettua più segnalazioni. Si precisa inoltre che la suddetta banca - interessata da questo istituto per la verifica di tali segnalazioni - ha confermato i dati trasmessi".

L'illegittimità della condotta della resistente emerge dunque in tutta la sua gravità e non sembra aver trovato remora neppure dinanzi alla miglior verifica richiesta dell'organo di vigilanza. E' appena il caso di evidenziare che le Istruzioni Bankitalia stabiliscono: "In caso di errore nella segnalazione dei dati, gli intermediari devono inviare le relative rettifiche con riferimento all'intero periodo interrogabile tramite il servizio di prima informazione (come detto le ultime dodici rilevazioni); a cura della Centrale dei Rischi, tali rettifi-che vengono portate a conoscenza di tutti gli altri intermediari interessati; anche le rettifiche vengono memorizzate negli archivi della Centrale dei Rischi". Risultano dunque confermate sia l'attualità dell'interesse ad agire del ... (poiché "le richieste di prima informazione possono riguardare le ultime dodici rilevazioni mensili" ed "in presenza di motivate e precisate esigenze possono essere prese in considerazione richieste concernenti periodi non contenuti negli archivi di uso corrente"; v. Istruzioni cit.), sia la possibilità della retrodatazione della cancellazione (già ritenuta astrattamente ammissibile dal G.D. del primo procedimento cautelare). Essendo gli interessi in gioco strettamente connessi al diritto alla reputazione imprenditoriale del ricorrente, non v'è dubbio che la ingiustificata presenza di segnalazioni "a sofferenza" nelle forme in atto potrebbe pregiudicare il benessere commerciale dell'impresa sotto il profilo dell'ordinario finanziamento bancario, con conseguenze evidentemente non facilmente monetizzabili sul piano risarcitorio, a parte il rischio di finale decozione dell'azienda. Siffatta circostanza accentua il grado di offensività del commesso illecito, dal momento che il selezionato pubblico al quale le segnalazioni sono indirizzate, appare limitato proprio agli ambienti bancari e finanziari coi quali è chiamato a confrontarsi l’istante nel variegato atteggiarsi del suo impegno lavorativo nel settore edile. In virtù delle considerazioni che precedono, ritiene il giudicante che il perturbamento delle relazioni creditizie patite dall'istante e la gravità dell’illecito civile perpetrato in suo danno siano tutt’altro che trascurabili e necessitino dell'intervento cautelare invocato.

P.T.M.

Applicati gli artt. 669-sexies, 669-septies, 669-octies, 700 c.p.c,, ordina, in via cautelare ed urgente, alla Soc. ... Gestione Crediti di comunicare, ritirando e revocando immediatamente le sue precedenti comunicazioni illegittime, alla Centrale dei Rischi la estinzione di ogni suo credito o rischio "a sofferenza" a partire dal 19 febbraio 1999; fissa il termine di giorni trenta per l'inizio del giudizio di merito.

Bari, 22 dicembre 2000.

Il Giudice

Dott. Ettore Cirillo

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