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Il contratto di "mutuo" e gli interessi applicati: usura e clausola penale

Di Maurizio Tidona, Avvocato

26 giugno 2000

 

Con il contratto di mutuo (art. 1813-1822 c.c.) il mutuante consegna al mutuatario una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili e quest’ultimo si obbliga a restituirne altrettante della stessa specie e qualità (art. 1813 c.c.).

L’effetto sostanziale del contratto è quindi il trasferimento della proprietà della cosa al mutuatario con la liberazione del mutuatario allorché, alla scadenza stabilita, restituisca al mutuante le stesse cose ricevute oppure beni del medesimo genere e qualità (il c.d. tantundem eiusdem generis et qualitatis).

Gli interessi - nell’esatta e sempre determinabilità della specie e qualità del bene mutuato (e quindi del loro  valore) - costituiscono il normale corrispettivo del contratto, che altrimenti perderebbe sua essenziale caratteristica.

Che tali interessi siano stabiliti al tasso legale costituisce una libera facoltà delle parti contraenti: nulla vieterebbe (così come di frequente avviene) una pattuizione differente e superiore ma - pur sempre ed altrimenti a rischio di ricadere nell’usura - entro i limiti massimi stabiliti dalla Legge 108/96.

In caso di detto superamento il giudice, dichiarata la nullità della clausola relativa, applicherebbe, ai sensi dell’art. 1284 c.c., il tasso legale di interessi alle somme di cui il mutuante è creditore (Tribunale di Roma, 27 novembre 1995; Pretura Torino, 4 giugno 1994).

Vi è da dire che la giurisprudenza prevede ed ammette la previsione nel contratto di mutuo di una clausola che, in caso di inadempimento del mutuatario, attribuisca al mutuante una pattuizione aggiuntiva di interessi (nella specie una semestralità aggiuntiva e la maggiorazione del 2% rispetto al “tasso vigente”) costituendo una “clausola penale” con la funzione di predeterminare l’ammontare del risarcimento del danno (Tribunale di Vercelli , 21 luglio 1994).

Può anche aggiungersi che l’osservanza dell’art. 1284, 3° comma, c.c. non esige che il patto scritto, da detta norma previsto, indichi specificamente il maggior tasso di interessi, essendo invece sufficiente la determinabilità di quel saggio, anche per relationem, mediante rinvio ad elementi estrinseci al contratto o comunque a criteri sicuramente ed obiettivamente rilevabili, che ne consentano la concreta qualificazione.

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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