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Le deleghe di voto

La raccolta di deleghe svolta dalle associazioni di azionisti. Osservazioni sulla raccolta di deleghe presso gli azionisti/dipendenti. L'esame delle più recenti proposte di legge e l’esperienza del Gruppo Alitalia

Di  Alessio Di Amato, Avvocato, e Simona Siani, Avvocato

6 maggio 2002

 

SOMMARIO: 1. In breve: le modalità di attribuzione di azioni ai dipendenti (la Comunicazione Consob n.11508 del 15 febbraio 2000). / 2. Sollecitazione e raccolta di deleghe di voto. Rilievi introduttivi. /  3. Lo svolgimento della sollecitazione e della raccolta delle deleghe di voto. / 4. Conferimento e revoca della delega di voto. / 5. Le associazioni di azionisti. / 5.1. In particolare: la raccolta delle deleghe da parte delle associazioni di azionisti. / 6. La correttezza e trasparenza dell’operazione di raccolta. Gli obblighi di comportamento. / 7. La rappresentanza degli interessi degli azionisti dipendenti. In particolare: la proposta di legge Rabitto ed altri n.6461 “Norme per favorire l’azionariato diffuso dei dipendenti nelle società per azioni”. / 7.1. La raccolta delle deleghe presso gli azionisti/dipendenti. L’esperienza della prassi applicativa: in particolare, la soluzione adottata dagli azionisti/dipendenti del Gruppo Alitalia.

 

ALLEGATO A

Proposta di legge Rabitto ed altri, n.6461, presentata il 14 ottobre 1999 “Norme per favorire l’azionariato diffuso dei dipendenti nelle società per azioni”.

ALLEGATO B

Testo dell’Accordo Millennium di preventiva consultazione diretto a favorire l’esercizio congiunto del diritto di voto relativo alle azioni conferite all’Accordo da dipendenti/azionisti della Alitalia.

* * * * * * * *

1. In breve: le modalità di attribuzione di azioni ai dipendenti (la Comunicazione Consob n.11508 del 15 febbraio 2000).

Nel corso degli ultimi anni molte società quotate hanno avviato, sotto forme diverse, piani di azionariato rivolti ai propri amministratori, dirigenti e, più in generale, ai propri lavoratori dipendenti, nonché, in taluni casi, ad altri collaboratori delle società (si pensi agli agenti, ai promotori finanziari, e così via).

Nella prassi, questi piani - genericamente definiti come piani di stock option - sono stati attuati attraverso le modalità previste dal codice civile per l’attribuzione di azioni ai dipendenti (artt.2349 e 2441, comma 8, codice civile), mentre più raramente si è fatto ricorso alla vendita di azioni proprie ovvero di società controllanti o controllate. Per le offerte rivolte agli amministratori non dipendenti ed ai collaboratori delle società non legati da rapporti di lavoro subordinato, l’attribuzione di azioni è stata operata attraverso aumenti di capitale ex art.2441, comma 5, codice civile, ovvero attraverso la vendita di azioni proprie o di società controllanti o controllate.

A.       Piani riservati ai dipendenti

L’attribuzione di azioni ai dipendenti può essere attuata con modalità diverse e in particolare:

Ø                   Assegnazione gratuita di azioni: ai sensi del disposto di cui all’art.2349 codice civile l’assemblea può deliberare l’assegnazione straordinaria di utili ai prestatori di lavoro dipendenti della società con emissioni di azioni per un ammontare corrispondente agli utili da assegnare, attingendo anche da utili di esercizi precedenti e, in via generale, da riserve disponibili. L’assemblea straordinaria può deliberare essa stessa l’aumento di capitale necessario, rimettendo al Consiglio di Amministrazione di stabilire le modalità di attuazione del piano ovvero può deliberare l’importo massimo degli utili da distribuire, attribuendo, con apposita modifica dell’atto costitutivo, al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art.2443 codice civile la facoltà di deliberare, in una o più volte e per una durata massima fino a cinque anni, l’aumento gratuito di capitale; il Consiglio di Amministrazione è di norma delegato a definire il regolamento del piano che ne prevede le condizioni e le modalità di attuazione. L’assegnazione gratuita di azioni è utilizzabile esclusivamente nei confronti di soggetti legati all’emittente da rapporti di lavoro subordinato, compresi gli amministratori in quanto dipendenti. La giurisprudenza tuttavia ritiene legittima anche la delibera che equipari ai dipendenti della società i dipendenti di altre società del gruppo: tale estensione che per gli aumenti di capitale a pagamento ex art.2441, comma 8, codice civile è stata in passato desunta dall’art.2358, comma 3, codice civile e che, con l’entrata in vigore del testo unico, è ora prevista esplicitamente dall’art.134, comma  3, è stata infatti ritenuta applicabile in via analogica, stante l’identità di ratio, anche alle assegnazioni gratuite. E’ spesso previsto un vincolo di indisponibilità delle azioni attribuite per una durata predeterminata (in genere tre anni).

Ø                   Offerta di azioni a pagamento (stock option in senso stretto): ai dipendenti possono essere offerte azioni rivenienti da aumenti di capitale, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’art.2441, comma 8, codice civile anche costituenti frazioni di più ampi aumenti di capitale offerti o meno in opzione ai soci. E’ pacificamente ritenuto che agli aumenti di capitale o alle quote di essi riservate ai dipendenti non si applichi l’art.2441, comma 8, codice civile e pertanto le azioni possono essere emesse anche senza sovrapprezzo ovvero con un sovrapprezzo inferiore a quello da stabilirsi obbligatoriamente nelle altre ipotesi di esclusione del diritto di opzione. La facoltà di sottoscrizione (opzione) riservata ai dipendenti può essere esercitabile a scadenza fissa ovvero entro un arco temporale predefinito che può essere di breve termine o di medio e lungo termine. In quest’ultimo caso si ritiene che, al pari degli aumenti di capitale al servizio di prestiti obbligazionari convertibili o di warrant, la pendenza del termine di esercizio dell’opzione non comporti, ai sensi dell’art.2438 codice civile, il divieto di deliberare nuovi aumenti di capitale. Come nel caso precedente, l’assemblea può deliberare direttamente l’aumento di capitale ovvero modificare l’atto costitutivo attribuendo la facoltà relativa ex art.2443 codice civile al Consiglio di Amministrazione. L’offerta delle azioni ai sensi dell’art.2441, comma 8, codice civile è riservata ai dipendenti della società emittente, ivi compresi gli amministratori se rivestono tale qualifica, nonché ai dipendenti delle società controllanti e controllate come ora esplicitamente previsto dall’art.134, comma 3, testo unico. Si ricorda altresì che tali offerte salva l’esenzione stabilita dall’art.33, comma 1, del Regolamento in materia di emittenti n.11971/99 e successive modificazioni, per quelle rivolte ai componenti gli organi sociali e ai dirigenti sono soggette ai fini della disciplina della sollecitazione all’investimento alle disposizioni speciali di cui al comma 2 del medesimo art.33.

Ø                   Vendita di azioni proprie e di società controllanti e controllate: l’attuazione dei piani di stock option a favore dei dipendenti, propri o di società del gruppo, attraverso la vendita di azioni proprie, è soggetta alle disposizioni di cui all’art.2357 ter codice civile ai sensi del quale gli amministratori non possono disporre delle azioni (proprie) acquistate … se non previa autorizzazione dell’assemblea (ordinaria) la quale deve stabilire le relative modalità.

Ø                   Riscatto delle azioni assegnate o offerte ai dipendenti: nell’attuazione dei piani di stock option è talora previsto, a favore dei dipendenti, che la società emittente acquisti le azioni proprie assegnate ai dipendenti ai sensi dell’art.2349 codice civile ovvero da questi sottoscritte ai sensi dell’art.2441, comma 8, codice civile. Tale acquisto, non soggetto per espressa previsione dell’art.132, comma 3, testo unico alla disciplina dell’acquisto di azioni proprie da parte di società quotate contenuta nel medesimo art.132, dovrà ovviamente essere autorizzato dall’assemblea ordinaria ex art.2357 e ss. codice civile.

In breve, va rilevato che le diverse modalità sopra indicate per l’attribuzione di azioni ai dipendenti possono essere contemporaneamente previste nell’ambito di un unico piano di stock option e combinarsi fra loro. Nella prassi si è anche osservato che tali modalità possono reciprocamente condizionarsi nel senso, ad esempio, che l’assegnazione di azioni gratuite è stata subordinata alla sottoscrizione di azioni rivenienti da un aumento di capitale ex art.2441, comma 8, codice civile contemplata dal medesimo piano.

B.       Piani riservati a non dipendenti.

L’attribuzione di azioni agli amministratori non dipendenti e ad altri collaboratori non legati alla società da rapporto di lavoro subordinato (agenti, promotori finanziari, e così via), non rientrando nelle previsioni di cui agli artt.2349 e 2441, comma 8, codice civile, può essere realizzata o tramite aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione ex art.2441, commi 5 e 6, codice civile, ovvero attraverso la vendita di azioni proprie o di società controllanti e controllate. Nell’ipotesi di emissione di nuove azioni ex art.2441 codice civile, la competenza a deliberare l’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione spetta all’assemblea, chiamata a valutare l’interesse sociale e a determinare il prezzo di emissione delle azioni. In taluni casi, avallati dai Tribunali competenti in sede di omologa, si è anche riscontrato che, ferma restando la necessità di una delibera assembleare in merito all’esclusione del diritto di opzione ed al prezzo di emissione comprensivo del sovrapprezzo, l’assemblea ha delegato ex art.2443 codice civile il Consiglio di Amministrazione a deliberare, entro il periodo massimo di cinque anni, in una o più volte gli aumenti di capitale entro i limiti quantitativi prefissati dall’assemblea stessa.

 

2. Sollecitazione e raccolta di deleghe di voto. Rilievi introduttivi.

Come noto, la possibilità di sollecitare e di raccogliere le deleghe di voto, da un lato, accresce le opportunità di partecipazione - sia pure solo indiretta - dei piccoli azionisti alle decisioni assembleari, dall’altro, consente l’aggregazione del consenso dell’azionariato, altrimenti disperso o inerte, attorno alle proposte di voto avanzate da soggetti (che nell’intenzione del legislatore dovrebbero essere) particolarmente interessati alla gestione dell’impresa sociale. Così, ad esempio, l’andamento della vita societaria può interessare ad organismi statutariamente esponenziali degli interessi dei soci (associazioni di azionisti) oppure a soggetti portatori di un proprio interesse, che a sua volta può essere schiettamente imprenditoriale (si pensi ad un socio con una partecipazione particolarmente importante, anche di controllo) ovvero può correlarsi ad un significativo investimento finanziario nel capitale della società (si pensi, a titolo di esempio, ai fondi pensione, alle società di gestione del risparmio) (cfr., testualmente, NAPOLETANO, Deleghe di voto, in Il testo unico dei mercati finanziari, Lacaita-Napoleoni (a cura di), Quaderni della Gazzetta giuridica, Giuffrè, Milano, 1998, 131-132).

La sollecitazione e la raccolta di deleghe di voto sono disciplinate dal d.lgs.24 febbraio 1998, n.58, testo unico della intermediazione finanziaria (d’ora in avanti, per brevità, solo testo unico), nella Sezione III, intitolata, appunto, Deleghe di voto.

In particolare, il testo unico stabilisce che:

Ø                   la sollecitazione e la raccolta delle deleghe di voto nelle assemblee di società quotate sono disciplinate in deroga al sistema di divieti soggettivi e limitazioni quantitative previsti dall’art.2372 codice civile (Rappresentanza nell’assemblea); ne discende che all’art.2372 codice civile si affianca adesso un nuovo complesso di regole che, basate su un principio di libertà, “procedimentalizzano” il conferimento della rappresentanza secondo criteri di trasparenza e di correttezza volti a permettere la consapevole attribuzione della delega (cfr., NAPOLETANO, op. cit., 131);

Ø                   le clausole statutarie che limitano in qualsiasi modo la rappresentanza nelle assemblee non si applicano alle deleghe di voto conferite in conformità alla nuova disciplina;

Ø                   lo statuto può prevedere disposizioni dirette a facilitare la raccolta delle deleghe di voto presso gli azionisti dipendenti.

Si prende, dunque, atto che oltre alla stereotipata figura dell’azionista di minoranza disinteressato alla vita della società, vi sono una pluralità di investitori che, detenendo un pacchetto di minoranza rilevante, sono in grado di incidere, in forza di specifiche alleanze costruite attraverso lo strumento della delega di voto, sulle scelte gestionali dell’impresa.

Con la delega si evita, così, che i voti dei piccoli azionisti vadano dispersi e si favorisce un maggiore coinvolgimento di tutti i soci alla vita aziendale.

Ebbene, con la disciplina del testo unico della finanza, viene, dunque, sostanzialmente rovesciata la prospettiva che il legislatore del 1974 intese adottare limitando fortemente la libertà di conferimento di deleghe di voto da parte degli azionisti. Il nuovo approccio, influenzato dall’esperienza nordamericana, nonché da analoghi precedenti europei, restaura in qualche misura, la libertà di delega.

In particolare, come ricordato da JAEGER (in La riforma delle società quotate, Atti del Convegno di studio tenutosi a Santa Margherita Ligure, 13-14 giugno 1998, Bonelli, Buonocore, Corsi, Costi, Ferro-Luzzi, Gambino, Jaeger, Patroni Griffi (a cura di), Quaderni di giurisprudenza commerciale, Giuffré, Milano, 1998, 81), per dirla con LOSS, la distribuzione sparsa dell’azionariato, con la concomitante separazione della proprietà dalla direzione, pone lo stesso concetto di assemblea sociale alla mercé dell’istituto della procura. Ciò rende la procura uno strumento formidabile … nel nostro sistema economico. Non disciplinata adeguatamente, essa è un aperto invito all’autoperpetuazione ed all’irresponsabilità degli amministratori; opportunamente circoscritta, può invece risultare lo strumento di salvezza dell’intero sistema azionario (cfr., LOSS, Securities Regulations, Boston-Toronto, 1961, 858).

Ed ancora, nelle grandi società l’assemblea dei soci non rappresenta più che una necessaria formalità: la volontà degli azionisti può essere espressa soltanto attraverso lo strumento della delega (sono parole di BALLANTINE, On Corporations, Rev. ed. Chicago, 1946, 411).

 

3. Lo svolgimento della sollecitazione e della raccolta delle deleghe di voto.

Ai sensi dell’art.138 testo unico, la sollecitazione - definita ex art.136, comma 1, lettera b) testo unico quale richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta alla generalità degli azionisti delle società quotate - è effettuata dall’intermediario su incarico del committente (il soggetto o i soggetti che congiuntamente promuovono la sollecitazione, richiedendo l’adesione a specifiche proposte di voto, ex art.136, comma 1, lettera c) testo unico), mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega (proxy form), secondo regole stabilite dalla Consob per assicurare trasparenza e correttezza.

Sebbene il testo unico nulla prescriva al riguardo, sembra potersi sostenere che tra i compiti dei soggetti abilitati alla sollecitazione debba rientrare la verifica della legittimazione del delegante a partecipare all’assemblea (cfr., art.85, comma 4, testo unico) e, entro limiti di ragionevolezza, quella dell’autenticità della firma del delegante; ciò, da un lato, risponde a quella esigenza di sicurezza dell’operazione che concorre a giustificare la riserva di sollecitazione e, dall’altro, permette di sollevare il presidente dell’assemblea da un compito arduo da espletare e che rischierebbe, ove svolto, di paralizzare l’assemblea, soprattutto in un contesto di azionariato diffuso. Per converso, il presidente dell’assemblea dovrà certamente verificare che la persona fisica che si presenta e vota in assemblea sia all’uopo legittimata, in quanto abbia i requisiti previsti per il committente, oppure sia inserito nell’organizzazione dell’intermediario, sia in relazione a ciò legittimato a rappresentare l’intermediario stesso per l’intervento e il voto in assemblea, e deve altresì verificare che tale intermediario sia stato incaricato dal committente per l’esercizio delle deleghe oltre che per la sollecitazione (cfr., art.138, comma 2, testo unico). In caso di associazioni, il compito del presidente consisterà nel verificare che colui che si presenta e vota in assemblea abbia ricevuto delega dagli associati e che abbia la qualità di rappresentante legale dell’associazione (cfr., art.141, comma 3, testo unico) (cfr., così, testualmente, NAPOLETANO, op. cit., 136, nota 14).

Come evidenziato, la sollecitazione deve essere rivolta alla generalità degli azionisti, ai quali deve essere richiesta l’adesione a specifiche proposte di voto; ne discende, pertanto, che una delega rilasciata in base ad una proposta di voto generica, che lasci discrezionalità circa l’atteggiamento da assumere in assemblea, dovrebbe perciò ritenersi nulla (cfr., NAPOLETANO, op. cit., 135).

Il voto relativo alle azioni per le quali è stata rilasciata la delega è esercitato dal committente o, su incarico di questo, dall’intermediario che ha effettuato la sollecitazione. In tale ultimo caso, l’intermediario non può affidare a terzi l’esecuzione dell’incarico ricevuto (art.138, comma 2, testo unico) neppure se all’uopo autorizzato dal delegante.

Viene, dunque, confermato il principio incontrovertibile secondo il quale la delega deve essere consapevole e pertanto il delegante deve essere il più possibile tutelato. E’ appunto per garantire la massima correttezza e trasparenza dell’intera operazione che si concede al socio delegante di esercitare direttamente il voto in assemblea in alternativa all’intermediario e si vieta la sub-delega all’intermediario incaricato.

Con riferimento, poi, ai requisiti soggettivi necessari ai fini dell’assunzione della qualità di committente, il testo unico dispone che il committente deve possedere azioni che gli consentano l’esercizio del diritto di voto nell’assemblea per la quale è richiesta la delega in misura almeno pari all’1 per cento del capitale sociale rappresentato da azioni con diritto di voto nella stessa e deve risultare iscritto da almeno sei mesi nel libro dei soci per la medesima quantità di azioni (art.139, comma 1, testo unico).

Al riguardo autorevole dottrina ha rilevato che la percentuale di possesso azionario individuata dalla disposizione di cui all’art.139, comma 1, testo unico, quale requisito minimo per rendersi committente, si può considerare come una soglia di equilibrio diretta, da un lato, a far si che i committenti siano soggetti che rischiano in maniera significativa investendo dei capitali nella società e che sono perciò interessati all’andamento della stessa, e da un altro lato, ad evitare che il nuovo istituto sia riservato di fatto a pochi soggetti, a causa della esclusione preventiva di possibili committenti che sarebbe conseguita alla fissazione di una percentuale minima troppo elevata (cfr., NAPOLETANO, op. cit., 133).

Ed ancora.

Con Comunicazione n. DIS/99040839 del 21 maggio 1999, la Consob ha chiarito che ai fini della sussistenza del requisito di committente per la promozione di una sollecitazione di deleghe di voto prescritto dall’art.139, comma 1, testo unico, il possesso di azioni in misura pari all’1 per cento per un periodo di almeno sei mesi debba essere comprovato, mediante l’iscrizione nel libro dei soci, come sancito dalla citata norma.

In conclusione, il possesso dei requisiti previsti nell’art.139 testo unico è sufficiente per legittimare il committente.

In particolare, come sopra anticipato, i citati due requisiti sono finalizzati a provare la volontà del socio di essere effettivamente interessato alla vita sociale, e di non avere, quindi, effettuato l’investimento solo con scopo meramente speculativo.

Invero, come noto, la Consob può stabilire, per società a elevata capitalizzazione e ad azionariato particolarmente diffuso, percentuale di capitale inferiori.

Inoltre, per le società di gestione del risparmio (SGR) e per i soggetti abilitati alla istituzione di fondi pensione si tiene conto anche delle azioni di pertinenza dei fondi per conto dei quali essi esercitano il diritto di voto; ciò con il principale scopo di orientare l’attività di promozione della sollecitazione delle deleghe verso gli investitori istituzionali.

Questi ultimi, infatti, sono tra i soggetti più qualificati per svolgere un’efficace funzione di monitoraggio esterno della gestione sociale.

Con riguardo alla procedura di sollecitazione, il testo unico ha, poi, demandato alla Consob di stabilire con regolamento regole di trasparenza e correttezza per lo svolgimento della sollecitazione e della raccolta di deleghe.

In particolare, la Consob è stata chiamata a disciplinare: (a) il contenuto del prospetto e del modulo di delega, nonché le relative modalità di diffusione; (b) le procedure di sollecitazione e di raccolta di deleghe, nonché le condizioni e le modalità da seguire per l’esercizio e la revoca delle stesse; (c) le forme di collaborazione tra gli intermediari e i soggetti in possesso delle informazioni relative all’identità dei soci, al fine di consentire lo svolgimento della sollecitazione (art.144, comma 1, testo unico).

Ebbene, con riferimento alla procedura di sollecitazione, la Consob, con il noto regolamento in materia di emittenti n.11971/99, ha disposto che il committente o l’intermediario che intende promuovere una sollecitazione di deleghe di voto pubblica un avviso su un quotidiano a diffusione nazionale (art.134, comma 1).  

Copia dell’avviso viene contestualmente inviata alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata delle azioni (art.134, comma 2).

L’avviso indica (art.134, comma 3):

a)                 i dati identificativi del committente, dell’intermediario e dell’emittente le azioni per i quali viene richiesto il conferimento della delega;

b)                 la data di convocazione dell’assemblea e l’elenco degli argomenti all’ordine del giorno;

c)                 la data a partire dalla quale l’azionista può richiedere all’intermediario, anche per il tramite del depositario, il prospetto e il modulo di delega, ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato;

d)                 le proposte di voto per le quali si intende svolgere la sollecitazione.

La documentazione, il prospetto informativo e il modulo per la sollecitazione di deleghe di voto sono trasmessi alla Consob che, entro cinque giorni lavorativi, può richiedere informazioni integrative e stabilire particolari modalità di diffusione degli stessi (art.134, comma 4).

Decorso detto termine, l’intermediario diffonde il prospetto informativo e il modulo nella versione definitiva e ne trasmette tempestivamente copia alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato, e alla società di gestione accentrata, la quale ultima informa, senza indugio, i depositari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega (art.134, comma 5).

I depositari danno notizia agli azionisti depositanti della sollecitazione in tempo utile per la loro eventuale adesione (art.134, comma 6). L’intermediario consegna, anche tramite il depositario, il modulo corredato dal prospetto, a chiunque ne faccia richiesta (art.134, comma 7).

Ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente comunicata alla Consob, alla società di gestione del mercato, alla società di gestione accentrata e a coloro che hanno già conferito la delega ed è messa a disposizione degli azionisti. La sostituzione dell’intermediario è resa nota mediante avviso su un quotidiano a diffusione nazionale (art.134, comma 8).

A richiesta dell’intermediario e senza ritardo:

a)                 la società di gestione accentrata comunica i nominativi dei depositari e la quantità di azioni della società emittente registrata sui rispettivi conti titoli;

b)                 i depositari comunicano i nominativi e il numero di azioni possedute dai soci che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati;

c)                 la società emittente mette a disposizione le risultanze del libro dei soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento (art.134, comma 9).

A partire dalla pubblicazione dell’avviso della sollecitazione su un quotidiano a diffusione nazionale, chiunque diffonde informazioni attinenti la sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti (art.134, comma 10).

Le spese relative alla sollecitazione sono a carico del committente (art.134, comma 11).

Nel caso in cui la sollecitazione sia promossa congiuntamente da più soggetti, questi ultimi sono tenuti agli adempimenti previsti per i Patti parasociali (art.134, comma 12).

E’ poi previsto che la Consob può:

a)                 vietare l’attività di sollecitazione e di raccolta delle deleghe quando riscontri una violazione delle disposizioni del testo unico;

b)                 esercitare nei confronti dei committenti e delle associazioni degli azionisti il potere di richiedere agli emittenti quotati, ai soggetti che li controllano e alle società dagli stessi controllate, la comunicazione di notizie e documenti, fissandone le relative modalità; e assumere notizie dagli amministratori, dai sindaci, dalle società di revisione e dai dirigenti della società e dai soggetti indicati nel periodo precedente;

c)                 esercitare nei confronti dei soggetti abilitati alla sollecitazione il potere di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico (art.144, comma 2, testo unico).

Il Ministro di Grazia e Giustizia, sentita la Consob, disciplina con regolamento i termini di convocazione dell’assemblea, che in deroga alle vigenti disposizioni di legge, assicurano una sufficiente e tempestiva pubblicità delle proposte di deliberazione (art.144, comma 3, testo unico).

Nei casi in cui la legge preveda forme di controllo sulle partecipazioni al capitale delle società, copia del prospetto e del modulo di delega deve essere inviata alle autorità di vigilanza competenti prima della sollecitazione e della raccolta delle deleghe di voto. Le autorità vietano la sollecitazione e la raccolta delle deleghe quando pregiudicano il perseguimento delle finalità inerenti ai controlli sulle partecipazioni al capitale (art.144, comma 4, testo unico).

 

4. Conferimento e revoca della delega di voto.

Dispone l’art.142 testo unico, che la delega di voto è sottoscritta dal delegante, è revocabile e può essere conferita soltanto per singole assemblee già convocate, con effetto per le eventuali convocazioni successive; essa non può essere rilasciata in bianco e indica la data, il nome del delegato e le istruzioni di voto.

La delega può essere conferita anche solo per alcune delle proposte di voto indicate nel modulo di delega. Le azioni per le quali è stata conferita la delega, anche parziale, sono computate ai fini della regolare costituzione dell’assemblea. Se poi risulterà conferita la delega per il voto sulle singole deliberazioni, le relative azioni andranno computate anche ai fini del quorum deliberativo (cfr., NAPOLETANO, op. cit., 136).

Per il conferimento della delega l’azionista trasmette all’intermediario, direttamente o per il tramite del depositario, o all’associazione il modulo di delega unitamente alla certificazione attestante la legittimazione all’esercizio del diritto di voto. Copia della certificazione rilasciata è contestualmente trasmessa all’emittente.

L’azionista che abbia conferito la delega anche parziale può esprimere con lo stesso modulo di delega il proprio voto per gli argomenti iscritti all’ordine del giorno per i quali il committente non ha richiesto il conferimento della delega. Per gli stessi argomenti è fatto divieto al committente di formulare raccomandazioni, dichiarazioni o altra indicazione idonea ad influenzare il voto. La mancata espressione del voto si intende astensione. Per il caso di modifica o integrazione delle proposte sottoposte all’assemblea, l’azionista che ha espresso il voto può manifestare la propria volontà scegliendo tra l’astensione, il voto contrario e l’adesione alle proposte espresse dal Consiglio di Amministrazione o da altro azionista.

         Per completezza espositiva si segnala che nel testo unico non sono presenti disposizioni in merito alla onerosità o gratuità del conferimento della delega. Invero, a mente di un parere espresso dalla migliore dottrina, e tenuto conto che in alcuni schemi di legge in materia di delega era prevista la necessaria gratuità della delega, può dedursi l’operatività del principio di libertà (così, NAPOLETANO, op. cit., 136; auspicava che la riforma del testo unico consentisse agli azionisti di monetizzare l’investimento cedendo il diritto di voto per singole assemblee, DRAGHI, Il riordinamento normativo dei mercati finanziari, intervento al Convegno de Il Sole 24 Ore, Milano, 14 ottobre 1996; non sembra, d’altra parte, che il versamento di un corrispettivo per il conferimento della delega vulneri il principio di inscindibilità delle azioni, così, ANGELICI, Le azioni, in Il codice civile, Commentario diretto da SCHLESINGER, Milano, 1992, 32 e ss.).

La delega è revocata mediante dichiarazione espressa portata a conoscenza dell’intermediario o dell’associazione almeno il giorno precedente l’assemblea (art.137, Reg. Consob n.11971/99).

 

5. Le associazioni di azionisti.

Per dirla con JAEGER, le associazioni di azionisti sono concepite dal legislatore come uno strumento per lo sviluppo di una democrazia societaria.

Con riguardo agli adempimenti cui sono tenute dette associazioni nel corso del tempo, la disciplina degli stessi è rinvenibile dalle disposizioni di cui agli artt.132, 133 e 136 del Reg. Consob n.11971/99 di attuazione del testo unico per la parte riguardante gli emittenti.

In base a tali norme, le associazioni sono tenute a trasmettere alla Consob copia integrale del proprio statuto e delle altre disposizioni che ne regolano il funzionamento entro cinque giorni dalla relativa stipula (art.133 Reg. Consob n.11971/99) nonché a pubblicare un estratto contenente alcuni elementi informativi quali: (a) società i cui azionisti aderiscono all’associazione; (b) numero degli associati e percentuale di capitale rappresentata dalle azioni dagli stessi complessivamente possedute; (c) scopo, modalità di funzionamento e durata dell’associazione; (d) requisiti e modalità per aderire all’associazione (art.132, comma 1, Reg. Consob n.11971/99).

Detto estratto deve essere nuovamente pubblicato in occasione di variazioni intervenute nello scopo, modalità di funzione e durata dell’associazione. Sempre ai sensi della stessa norma le associazioni, entro sette giorni dall’avviso di convocazione dell’assemblea di bilancio, sono tenute a trasmettere alla società quotata interessata l’elenco aggiornato degli associati, del numero delle azioni possedute e della percentuale di capitale dalle stesse rappresentato, elenco che la società deve mettere a disposizione per la consultazione da parte del pubblico (art.132, comma 3, Reg. Consob n.11971/99); devono altresì trasmettere alla società di gestione del mercato, che ne cura la diffusione, un avviso contenente l’indicazione aggiornata del numero degli associati e le altre informazioni di cui sopra, in forma aggregata. Copia di quest’ultimo avviso e degli estratti pubblicati deve inoltre essere trasmessa alla Consob entro il giorno di pubblicazione (art.132, comma 4, Reg. Consob n.11971/99).

 

5.1. In particolare: la raccolta delle deleghe da parte delle associazioni di azionisti.  

In generale, può sostenersi che per le società con azioni quotate, il testo unico rivoluziona la previgente disciplina in tema di rappresentanza in assemblea.

Innanzitutto, si prevede che alle società quotate non si applica l’art.2372 codice civile che, modificato dalla riforma del 1974, ne costituiva uno dei pilastri essenziali e che ora viene sostanzialmente abrogato (per le società quotate, s’intende) prevedendosi esattamente l’opposto: cioè la sollecitazione al conferimento di deleghe, della quale si ritrova, nell’art.136 testo unico, anche una definizione, nel senso di richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta alla generalità degli azionisti (cfr., Di Sabato, Manuale delle società, Torino, 1999).

In particolare, la sollecitazione (solicitation of proxies) è riservata alle imprese di investimento, alle banche, alle società di gestione del risparmio (SGR), alle società di investimento a capitale variabile (Sicav) e alle società di capitale aventi per oggetto esclusivo l’attività di sollecitazione e la rappresentanza di soci in assemblea. Per tali ultime società, gli esponenti aziendali devono possedere i requisiti di onorabilità previsti per le Sim (art.140, testo unico).

Accanto all’intermediario-sollecitante ed all’imprenditore-committente, vengono introdotte le associazioni di azionisti (art.141 testo unico) quale ulteriore soggetto abilitato alla raccolta delle deleghe.

Ne discende, dunque, che la raccolta delle deleghe da parte delle associazioni di azionisti è un ulteriore strumento normativo previsto dal testo unico, che consente di derogare alla disciplina di cui all’art.2372 codice civile (cfr., per un esame comparato con la disciplina delle associazioni di azionisti nell’ordinamento francese, TORINO, L’istituzionalizzazione delle minoranze azionarie. Le associazioni di azionisti in Francia e in Italia, in Riv. Soc., n.2-3, 1998).

Più precisamente, la raccolta di deleghe (conferimento della rappresentanza per l’esercizio del voto nelle assemblee effettuata dalle associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati) è consentita alle associazioni di azionisti che:

a)                 sono costituite con scrittura privata autenticata (requisito di forma);

b)                 non esercitano attività di impresa, salvo quelle direttamente strumentali al raggiungimento dello scopo associativo (requisito di sostanza);

c)                 sono composte da almeno cinquanta persone fisiche, ciascuna delle quali è proprietaria di un quantitativo di azioni non superiore allo 0,1 per cento del capitale sociale rappresentato da azioni con diritto di voto (art.141, comma 1, testo unico).

La raccolta di deleghe è esercitata mediante la diffusione di un modulo di delega. La delega è rilasciata ai legali rappresentati dell’associazione (art.141, comma 3, testo unico).

L’associazione vota, anche in modo divergente, in conformità delle indicazioni espresse da ciascun associato nel modulo di delega (art.141, comma 4, testo unico)  e ciò per evitare il pericolo che dall’associazione emerga un vero e proprio sindacato di voto a maggioranza. L’associato non è tenuto a conferire la delega (art.141, comma 4, testo unico).

Invero, per dirla con DI SABATO, resta del tutto ambiguo il funzionamento di questa associazione. E’ evidente, infatti, che quello che il legislatore non voleva determinare era un patto di sindacato costituito sul modello dell’associazione. Però, prevedere il voto divergente per le deleghe, a seconda degli individuali orientamenti degli azionisti associati, vuol dire sminuire il valore e il peso dell’associazione che, per costituire un reale contrappeso all’imprenditore-committente, dovrebbe esteriormente palesarsi come struttura compatta. Dunque, l’associazione deve restar fuori dal gruppo di comando e - se possibile - non deve essa stessa porsi come un gruppo omogeneo, come tale più fastidioso.

Con riguardo alla attività di raccolta di deleghe di voto da parte delle associazioni di azionisti, l’art.136 Reg. Consob n.11971/99 dispone che l’associazione che intende promuovere una raccolta di deleghe ne dà notizia con un comunicato stampa e informa la società emittente, la Consob e la società di gestione del mercato (art.136, comma 1).

L’associazione trasmette la documentazione e il modulo di delega alla Consob che, entro cinque giorni, può richiedere informazioni integrative e stabilire particolari modalità di diffusione delle stesse. Decorso detto termine, l’associazione consegna agli associati il modulo nella versione definitiva e ne trasmette tempestivamente copia alla Consob e alla società di gestione del mercato (art.136, commi 2 e 3).

L’associazione, inoltre, mette a disposizione dell’associato la documentazione predisposta dall’emittente, nonché le informazioni sulle eventuali proposte di voto atte a consentire all’associato di assumere una decisione consapevole (art.136, comma 4).

Nello svolgimento della raccolta, l’associazione si comporta con diligenza, correttezza e trasparenza e fornisce, in modo comprensibile, le informazioni e i chiarimenti richiesti dagli azionisti (art.136, comma 5).

Ai sensi dell’art.136, comma 2, Reg. Consob n.11971/99, in occasione delle eventuali raccolte di deleghe, le associazioni sono poi tenute a trasmettere alla Consob, al fine di dimostrare il possesso dei requisiti prescritti dall’art.141 testo unico, l’atto di costituzione e la dichiarazione del legale rappresentante attestante il numero di azionisti associati e il quantitativo di azioni con diritto di voto da ciascuno posseduto (cfr., Allegato 5 al Reg. Consob n.11971/99, Sollecitazione e raccolta di deleghe di voto e, in particolare, l’Allegato 5A, Documentazione da trasmettere alla Consob in allegato al prospetto e/o al modulo di delega). Invero, la suddetta documentazione non dovrà essere trasmessa alla Consob se la stessa risulti già acquisita agli atti della Commissione. In tal caso, i soggetti interessati possono limitarsi a richiamarla, dichiarando, sotto la propria responsabilità, che i dati indicati nei documenti non hanno subito alcuna modificazione. Quanto all’accertamento della veridicità degli elenchi dei soci, l’associazione potrà appurare la qualità di azionista da parte dell’associato solo richiedendogli la certificazione che gli intermediari depositari sono tenuti a rilasciare ai depositanti, secondo le modalità e i tempi che le stesse riterranno necessari.

Il favore con il quale sono considerate le associazioni di azionisti è poi attestato dalla esplicita previsione di clausole statutarie dirette a facilitare la raccolta delle deleghe di voto presso gli azionisti dipendenti (cfr., art.137, comma 3, testo unico).

Al riguardo, e con riferimento, dunque, all’ambito di applicabilità della previsione del testo unico volta a favorire la raccolta di deleghe di voto presso gli azionisti dipendenti, per come espressamente previsto dall’art.137, comma 3, testo unico, la Consob, con Comunicazione n. DEM/1041039 del 23 maggio 2001, ha osservato che la norma di cui trattasi è strumentale allo svolgimento dell’attività propria delle associazioni di azionisti nei confronti dei propri associati ai sensi dell’art.141 testo unico, tenuto conto che la dizione raccolta di deleghe secondo l’art.136 è espressamente definita come la richiesta di deleghe di voto effettuata dalle associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati.

Ebbene, autorevole dottrina, con riguardo alla raccolta di deleghe di voto presso gli azionisti/dipendenti, ha osservato che si potrebbe pensare a clausole che attribuiscono alle associazioni la possibilità di raccogliere le deleghe presso gli azionisti/dipendenti nell’ambito delle strutture aziendali dell’impresa societaria (cfr., NAPOLETANO, op. cit., 138, nota 17).

Va, peraltro, considerato che in un’ottica interpretativa più ampia, a corollario delle previsioni codicistiche relative alla partecipazione azionaria dei dipendenti (art.2349 e 2441, comma 8, codice civile), attuative degli artt.46 e 47 della Costituzione, appare altresì possibile che le società adottino disposizioni volte a facilitare altre forme di congregazione fra i propri dipendenti/azionisti anche se non aderiscano ad apposite associazioni, fermo il rispetto, da parte degli interessati, delle disposizioni di cui all’art.2372 c.c. e degli artt.136 e ss. testo unico.

Da ultimo si osserva che, relativamente alla applicabilità della normativa in materia di deleghe di voto prevista dal testo unico alle associazioni di azionisti, la Consob, con Comunicazione n. DEM/1041039 del 23 maggio 2001 ha confermato che le norme in materia di associazioni di azionisti si applicano esclusivamente alle società quotate,  posto che le disposizioni riguardanti le deleghe di voto sono situate nel Capo II del testo unico che ai sensi dell’art.119 si applicano alle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi dell’Unione Europea.

 

6. La correttezza e trasparenza dell’operazione di raccolta. Gli obblighi di comportamento.

Per evitare il rischio che il regime della rappresentanza azionaria si trasformi in uno strumento attraverso cui si rafforza il potere di chi già esercita il controllo sulle società, vengono introdotte norme di legge e regolamentari volte a garantire la correttezza e la trasparenza dell’operazione.

In particolare, sia per la raccolta di deleghe da parte delle associazioni di azionisti (operante esclusivamente nei confronti dei loro associati) sia per la sollecitazione, definita - si ripete - come richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta alla generalità degli azionisti, la trasparenza informativa e la correttezza dei comportamenti dei soggetti interessati a tali attività, costituiscono principi generali, posti alla base dell’intera disciplina legislativa e regolamentare (cfr., JAEGER, op. cit., 105).

Sollecitazione e raccolta di deleghe di voto devono, pertanto, svolgersi secondo le regole di trasparenza e correttezza. Secondo il parere espresso al riguardo dalla migliore dottrina, la trasparenza e la correttezza sembrano potersi riferire a vari aspetti: esse possono essere intese con riferimento ad eventuali annunci o comunicati pubblici o rivolti alla generalità dei soci (cfr., art.143, comma 1, testo unico; un obbligo di informare correttamente il pubblico è chiaramente posto alla base dell’art.115 testo unico; in questo ambito potrebbe essere disciplinata anche la cd. Raccomandazione di voto); possono riferirsi ai contatti con il singolo socio in vista del conferimento della delega; ed ancora, il dovere di correttezza potrebbe, infine, giustificare obblighi di comportamento nel caso di sollecitazioni concorrenti (così, testualmente, NAPOLETANO, op. cit., 140).

Ed ancora.

Alcune regole in tema di trasparenza e correttezza sono dettate direttamente dal testo unico per quanto riguarda i requisiti della delega che, in particolare, dovrà contenere le istruzioni di voto (cfr., art.142 testo unico).

Una ulteriore disposizione del testo unico impone, poi, il dovere di far si che agli azionisti pervengano informazioni idonee a consentirgli di assumere una decisione consapevole.

In particolare, con riguardo agli obblighi di comportamento si osserva che:

Ø                   il committente e l’intermediario si comportano con diligenza, correttezza e trasparenza;

Ø                   nei contatti con gli azionisti, l’intermediario si astiene dallo svolgimento dell’attività nei confronti di coloro che si dichiarino non interessati, fornisce in modo comprensibile i chiarimenti richiesti e illustra le ragioni della sollecitazione ponendo, in ogni caso, in evidenza le implicazioni derivanti da rapporti di affari o partecipativi del committente, dell’intermediario e delle società dei rispettivi gruppi, con la società emittente;

Ø                   l’intermediario informa che il voto sarà esercitato solo se conforme alle proposte del committente e che, salva diversa volontà dell’azionista, ove si verifichino circostanze di rilievo che non possono essere a questi comunicate tali da far ragionevolmente ritenere che l’azionista stesso se le avesse conosciute avrebbe dato la sua approvazione, il voto potrà essere esercitato in modo diverso da quello proposto;

Ø                   l’intermediario mette a disposizione degli azionisti la documentazione predisposta dall’emittente;

Ø                   il committente e l’intermediario mantengono la segretezza sui risultati della sollecitazione;

Ø                   l’intermediario dà notizia con un comunicato stampa dell’espressione del voto, delle motivazioni del voto e dell’esito della votazione.

Chi esercita il voto in assemblea è tenuto a votare per conto del delegante anche sugli argomenti iscritti all’ordine del giorno per i quali il committente non ha formulato proposte, secondo la volontà espressa dal delegante stesso nel modulo di delega.

Il committente non può acquisire deleghe di voto ai sensi dell’art.2372 codice civile.

Le informazioni contenute nel prospetto o nel modulo di delega e quelle eventualmente diffuse nel corso della sollecitazione o della raccolta di deleghe devono essere idonee a consentire all’azionista di assumere una decisione consapevole; dell’idoneità rispondono il committente e i rappresentanti delle associazioni degli azionisti.

L’intermediario è responsabile della completezza delle informazioni diffuse nel corso della sollecitazione.

Nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti da violazione delle disposizioni del testo unico e delle relative norme regolamentari spetta al committente, alle associazioni di azionisti e all’intermediario l’onere della prova di avere agito con la diligenza richiesta (art.143 testo unico).

 

7. La rappresentanza degli interessi degli azionisti dipendenti. In particolare: la proposta di legge Rabitto ed altri n.6461 “Norme per favorire l’azionariato diffuso dei dipendenti nelle società per azioni”.

Nel corso dell’ultimo quinquennio, numerose sono state le proposte di legge presentate in materia di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende.

In particolare, si ricordano le seguenti:

Ø                   proposta di legge Rabitto ed altri, n.6461, presentata il 14 ottobre 1999 e contenente “Norme per favorire l’azionariato diffuso dei dipendenti nelle società per azioni”;

Ø                   proposta di legge Alemanno ed altri, n.5744, presentata il 25 febbraio 1999 e contenente “Norme per l’attuazione dell’art.46 della Costituzione in materia di partecipazione dei lavoratori nelle imprese”;

Ø                   proposta di legge Urso ed altri, n.2661, presentata il 7 novembre 1996 e contenente “Norme per la diffusione dell’azionariato tra i dipendenti delle società per azioni costituite per effetto della privatizzazione degli enti pubblici e delle società a partecipazione pubblica”;

Ø                   proposta di legge Pivetti, n.2499, presentata il 16 ottobre 1996 e contenente “Norme per la partecipazione e la rappresentanza dei dipendenti azionisti”;

Ø                   proposta di legge Turci ed altri, n.2496, presentata il 16 ottobre 1996 e contenente “Norme in materia di voto per delega e raccomandazione di voto nelle assemblee di società per azioni”;

Ø                   proposta di legge Ballaman ed altri, n.2144, presentata il 5 agosto 1996 e contenente “Norme in materia di voto per delega e raccomandazione di voto nelle assemblee delle società per azioni”;

Ø                   ed infine, proposta di legge Balocchi ed altri, n.500, presentata il 9 maggio 1996 e contenente “Norme a tutela dell’azionariato di minoranza in materia di sollecitazione e raccolte delle procure di voto”.

Nel corso degli ultimi anni, la VI Commissione Finanze aveva già avviato l’esame delle proposte di legge emarginate concentrandosi, in particolare, sulla riforma della disciplina del voto per delega. Peraltro, a seguito della emanazione del testo unico - recante una compiuta disciplina di tale aspetto - l’esame è stato interrotto. Invero, il testo unico non ha disciplinato le questioni relative all’azionariato dei dipendenti, che, dunque, necessitano di una adeguata disciplina.

In particolare, per come evidenziato in data 13 dicembre 1999 dal primo firmatario della proposta di legge n.6461, On. Gaetano RABITTO, in VI Commissione Finanze, a seguito dell’evolversi degli incisivi processi di privatizzazione delle imprese pubbliche, avvenuti in questi ultimi anni, il tema dell’incentivazione dell’azionariato diffuso, e dell’azionariato dei dipendenti in particolare, ha acquisito una nuova valenza, configurandosi come il punto di arrivo di un lungo percorso di maturazione economica e sociale che muove i suoi primi passi dalla stessa carta costituzionale. L’art.46 della Costituzione, che riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare nei limiti stabiliti dalle leggi alla gestione delle aziende, per oltre un quarantennio è rimasto sostanzialmente inattuato, anche a causa di un mercato del controllo sulle imprese caratterizzato da una elevata concentrazione proprietaria, nonché per la mancanza di incentivi, civilistici o fiscali, per la sottoscrizione di capitale da parte di dipendenti.

Nel 1993 con l’inizio delle grandi dismissioni delle imprese pubbliche, quote azionarie, sia pur scarsamente significative in termini percentuali, cominciarono ad essere riservate ai dipendenti. Tale processo è stato favorito dalla approvazione della legge n.474 del 1994 che ha attribuito alle minoranze organizzate, dotate di determinati requisiti, la possibilità di concorrere, attraverso lo strumento del voto di lista, alla rappresentanza nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali. Tale opportunità non è stata adeguatamente sfruttata dai dipendenti azionisti a causa di una serie di fattori frenanti, in parte relativi allo stesso mondo del lavoro dipendente, in parte esogeni, tra i quali la drastica limitazione della possibilità di rappresentanza in assemblea per mezzo delle deleghe di voto.

Ed ancora, il Relatore RABITTO ricordava che la malcelata ostilità dei gruppi societari di comando formatisi dopo le privatizzazioni hanno sovente ostacolato i tentativi di aggregazione dei dipendenti azionisti.

Ad ogni modo, l’avvio dei processi di privatizzazione ha comunque stimolato la formazione di alcune embrionali forme di rappresentanza degli interessi dei dipendenti azionisti in ordine alle quali sono state presentate, sin dalla XII Legislatura, le ricordate iniziative parlamentari che oggi risultano, tuttavia, largamente superate, almeno per ciò che concerne le imprese quotate, dalla nuova disciplina dettata dal testo unico della intermediazione finanziaria, che ha contribuito ad agevolare l’ingresso di rappresentanti delle minoranze, e segnatamente i dipendenti/azionisti, nei consigli di amministrazione. In questo contesto - di sempre maggiore diffusione di nuclei di dipendenti divenuti azionisti, la grande diffusione delle stock option, in virtù del favorevole trattamento fiscale e previdenziale ad esse riservato - le associazioni dei dipendenti azionisti, pur con molte difficoltà, hanno maturato una più profonda coscienza del proprio ruolo.

Ebbene, per come ricordato dall’On. RABITTO, nel citare un intervento del Governatore della Banca d’Italia, anche nelle più alte sedi istituzionali sta emergendo una crescente consapevolezza in ordine alla necessità di attuare il dettato costituzionale, favorendo concretamente la partecipazione dei lavoratori all’azionariato dell’impresa.

In particolare, passando alla illustrazione della proposta di legge Rabitto ed altri n.6461 (cfr., Allegato A alla presente relazione) - presentata di recente e che tiene conto, pertanto, della evoluzione della normativa - si osserva come essa miri a conseguire i seguenti effetti:

a) riconoscere formalmente le associazioni dei dipendenti azionisti (art.2) quali figure analoghe ma distinte rispetto a quelle generiche di piccoli azionisti, incentivandone, fra l'altro, la crescita dimensionale e il processo aggregativo all'interno delle singole realtà aziendali, sia disponendo adeguati minimi di composizione, sia (art.5) introducendo in determinate condizioni il diritto di rappresentanza nei collegi sindacali, anche ricordando le più incisive funzioni che tali organi collegialmente, ed in rilevante misura anche i singoli componenti, hanno recentemente assunto nelle società quotate ai sensi del testo unico in materia di intermediazione finanziaria;

b) facilitare i meccanismi della rappresentanza degli associati nelle assemblee delle società di appartenenza, sia (art.3) attraverso una controllata semplificazione delle normali procedure di raccolta delle deleghe di voto, sia (art.4) attraverso la sistematizzazione del processo alternativo, già peraltro avviato in alcune realtà aziendali, della intestazione delle azioni a società fiduciarie convenzionate con le associazioni o, al limite, appositamente costituite da queste ultime e quindi in grado di operare a costi particolarmente contenuti;

c) assicurare (art.6) spazi aziendali di visibilità e di agibilità alle associazioni e alle società fiduciarie intestatarie delle azioni dei dipendenti, ai sensi dello Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300);

d) incentivare (art.7) la sottoscrizione delle azioni da parte dei dipendenti inserendo a livello codicistico tale finalità fra quelle che conferiscono il diritto ad ottenere anticipazioni periodiche, sia pure con incidenza percentuale limitata, sul trattamento di fine rapporto maturato;

e) semplificare (art.8) gli adempimenti tributari relativi alla percezione dei dividendi sulle azioni possedute dai dipendenti ed ex dipendenti.

In breve, dalla proposta esaminanda emerge che:

Ø                   le disposizioni di cui agli artt.2, 3 e 4 sono dirette ad incentivare il ruolo assembleare dei dipendenti azionisti associati, da un lato, attraverso la tradizionale raccolta delle deleghe di voto, da esercitare, sia pure con procedure semplificate secondo le modalità standard introdotte dal testo unico, dall’altro, attraverso lo strumento innovativo della intestazione dei titoli a società fiduciarie cui è demandato il compito di esercitare, nelle assemblee, il diritto di voto in conformità alle istruzioni preventivamente impartite dalle associazioni di appartenenza dei singoli dipendenti azionisti. Il principio del voto divergente, sancito dall’art.141, comma 4, testo unico (il quale, in particolare, dispone che l’associazione vota, anche in modo divergente, in conformità delle indicazioni espresse da ciascun associato nel modulo di delega. L’associato non è tenuto a conferire la delega) viene rispettato facendo salva la facoltà per ciascun dipendente di esercitare in proprio il diritto di voto nelle singole assemblee, anche limitatamente a specifici punti posti all’ordine del giorno. In base alle disposizioni contenute nella proposta di legge in discorso, le associazioni di azionisti potranno, altresì, ricorrere a convenzioni con società fiduciarie già esistenti ovvero creare proprie società fiduciarie in grado di operare a costi contenuti (detto indirizzo - per la sua flessibilità rispetto alla tradizionale modalità della raccolta di deleghe di voto per le singole assemblee - ha trovato riscontro nel caso dell’azionariato dei dipendenti dell’Alitalia; cfr., al riguardo, par. 7.1. nonché ALLEGATO B alla presente relazione);

Ø                   l’art.5 del progetto di legge n.6461 in esame sancisce la rappresentanza dei dipendenti azionisti associati nei collegi sindacali delle imprese, a condizione che le relative associazioni rappresentino, singolarmente ovvero unitariamente, almeno lo 0,50 per cento del capitale con diritto di voto nelle società quotate e l’1 per cento negli altri casi. Per ciò che concerne i collegi sindacali delle società quotate, poiché il testo unico della finanza prevede che i membri effettivi eletti dalle minoranze siano almeno uno se il collegio è formato da tre membri, e almeno due se il collegio è formato da più di tre membri, si prevede che nei casi in cui il diritto sia azionabile il collegio venga formato da più di tre membri in modo tale che, dei due sindaci di minoranza, uno possa essere espressione delle altre minoranze differenti dagli altri dipendenti azionisti, ove esistenti;

Ø                   il successivo art.6 attribuisce, poi, spazi aziendali alle associazioni e alle società fiduciarie intestatarie delle azioni dei dipendenti per come disposto dallo Statuto dei Lavoratori;

Ø                   da ultimo, gli artt.7 e 8 recano, rispettivamente, disposizioni in materia di facoltà per i prestatori di lavoro di utilizzare quote del trattamento di fine rapporto maturato per acquistare azioni delle società di appartenenza e disposizioni di semplificazione, senza oneri per lo Stato, degli adempimenti tributari relativi alla percezione dei dividendi corrisposti sulle azioni possedute da dipendenti ed ex dipendenti. Invero, tali misure necessitano di essere armonizzate con gli sviluppi normativi di carattere fiscale e previdenziale, e, in particolare, per ciò che concerne il trattamento di fine rapporto.

Alla luce delle brevi considerazioni svolte e a mente della relazione espressa dagli stessi firmatari del progetto di legge in discorso, procedere a queste necessarie innovazioni significa porsi in sintonia con i mutamenti che avvengono nella realtà economica e nella trasformazione degli assetti proprietari delle imprese sia industriali che di servizi, anche locali, e consentire che l'appello, continuamente rivolto ai dipendenti quando si va a realizzare una privatizzazione, significhi anche ampliare la partecipazione azionaria e concretizzarla in norme che governano la società per azioni.

In particolare, con la proposta di legge n.6461 brevemente esaminata, si è ritenuto di cogliere l'opportunità per tentare di dare attuazione all'articolo 46 della Costituzione, il quale, come noto, sottolinea la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e alla democrazia economica, in quanto tale parte, ad oggi, è totalmente inattuata.

Certo ben più ampia è la problematica della democrazia economica e le risposte che ad essa bisogna dare, i percorsi che occorre costruire a partire dalla concertazione che si è sviluppata in questi anni, ma l'azionariato dei dipendenti è un momento di questo ragionamento. Se l'azionista/dipendente, non come singolo, ma come soggetto di un'impresa, è un momento della democrazia economica, bisogna far sì che ciò si rifletta anche sul piano legislativo.

Vi è una diversità che non sempre viene colta.

Infatti, il dipendente è interessato allo sviluppo dell'impresa, alla sua competitività e anche alla realizzazione degli utili perché dallo sviluppo della stessa dipendono il suo futuro e per grande parte quello della sua famiglia.

In un secondo momento, quando diventa azionista, subentra l'aspetto della realizzazione degli utili. Questa è la differenza fondamentale, come hanno sottolineato le associazioni dei dipendenti azionisti europei, e il fatto che si vada a livelli transnazionali sta ad indicare questo aspetto. E' un confronto che dura da oltre un decennio a livello europeo, sia nella Commissione della Unione Europea che a livello di Europarlamento, ma che invero è meno presente nel dibattito italiano.

Vi è la convinzione (in un numero ampio di forze politiche) che, in fondo, fra l'azionista/dipendente e il piccolo azionista non vi siano differenze. Si ritiene, per converso, necessario compiere delle distinzioni, perché sono reali.

In particolare, per come chiarito dai firmatari del progetto di legge n.6461, vi è una sostanziale differenza, attorno alla quale è opportuno riflettere, fra la rappresentanza del sindacato e quella degli azionisti/dipendenti.

Sul piano della democrazia economica e della concertazione, il sindacato, nell'ultimo decennio, ha fatto enormi passi in avanti - sia in ambito comunitario sia in ambito nazionale - non solo a livello confederale, ma anche a livello di impresa: le norme contrattuali ormai prevedono il confronto fra l'impresa e il sindacato sui programmi produttivi. Diventa, dunque, facile, per chi vuole argomentare, affermare che il sindacato ha già una sua sede propria. A parte il fatto che vi è una differenza fra i lavoratori in sé e la rappresentanza che il sindacato assume della universalità dei lavoratori (anche se vi è una ulteriore distinzione fra il lavoratore iscritto e il lavoratore non iscritto al sindacato), l'azionista/dipendente è qualcosa di diverso, che non è alternativo al sindacato. E' anche diverso dai generici piccoli azionisti, che riflettono altri problemi e interessi, ed è, altresì, cosa diversa rispetto ai fondi pensione chiusi.

 

7.1. La raccolta delle deleghe presso gli azionisti/dipendenti. L’esperienza della prassi applicativa: in particolare, la soluzione adottata dagli azionisti/dipendenti del Gruppo Alitalia.

Con riguardo alla raccolta di deleghe di voto presso gli azionisti/dipendenti l’art.137, comma 3, testo unico (il quale, come noto, dispone che lo statuto sociale delle società emittenti può prevedere delle disposizioni dirette a facilitare la raccolta delle deleghe in discorso) consente una notevole apertura a clausole statutarie che agevolino l’acquisizione di deleghe presso soci dipendenti anche da parte di soggetti diversi dalle associazioni di azionisti.

Gli statuti sociali, in questo senso, possono derogare al testo unico.

Invero, la questione principale cui, a parere di chi scrive, occorre tener conto è quello di individuare delle regole minimali che assicurino la consapevolezza nel conferimento della delega.

In particolare, tra le diverse possibili soluzioni offerte dalla prassi applicativa di attuazione del testo unico, nella sede che ci occupa non sembra superfluo illustrare brevemente la soluzione adottata da dipendenti ed ex dipendenti del Gruppo Alitalia, al fine di rendere possibile l’esercizio congiunto dei diritti di voto relativi alle azioni di loro proprietà.

Nella specie, ci si riferisce al cd. Accordo Millennium (cfr, il testo dell’Accordo, ALLEGATO B alla presente relazione).

Trattasi, in particolare, di un accordo di preventiva consultazione, soggetto agli obblighi di comunicazione di cui all’art.122 testo unico e del relativo Regolamento di attuazione in materia di Emittenti n.11971/99 e successive modificazioni (con riguardo agli accordi di preventiva consultazione e alla disciplina dei patti parasociali in genere dettata dal testo unico della finanza, cfr., il mio articolo allegato, I patti parasociali dopo la Riforma Draghi. In particolare: gli obblighi di pubblicità legale dei patti e gli adempimenti informativi in caso di recesso - già pubblicato in Magistra.it in data 19 marzo 2001, e segnalato su iusseek.com nel mese di marzo 2001 - nonché la postilla di aggiornamento Le recenti modificazioni ed integrazioni alla disciplina delle comunicazioni alla Consob dei patti parasociali di cui all’art.122 d.lgs.24 febbraio 1998, n.58, ivi, 14 maggio 2001).

Le Parti dell’Accordo ne hanno determinato una durata triennale ed hanno, altresì, previsto che, alla scadenza (fissata al 28 febbraio 2004) l’Accordo stesso si rinnoverà di tre anni in tre anni.

Più precisamente, l’Accordo in discorso si compone di tre parti e di otto Allegati.

La prima parte disciplina la fase di preventiva consultazione e le modalità per esercitare congiuntamente il voto nelle assemblee della società.

In particolare, per tutta la durata dell’Accordo, e durante i suoi eventuali rinnovi, i partecipanti (ossia ciascun azionista/dipendente aderente all’Accordo), si sono impegnati a:

Ø                   conferire le proprie azioni in amministrazione fiduciaria ad una società fiduciaria di diritto italiano autorizzata ad operare ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 1966/1939 e successive modifiche ed integrazioni;

Ø                   nominare un Procuratore, ossia la persona incaricata da ciascun fiduciante di impartire alla fiduciaria le istruzioni circa l’esercizio dei diritti relativi alle proprie azioni conferite all’Accordo nonché il suo sostituto;

Ø                   conferire irrevocabilmente al Procuratore e al sostituto, nonché al Presidente del Consiglio dei Rappresentanti, con poteri di firma tra loro gradatamente disgiunti, incarico di impartire alla fiduciaria, in nome e per conto del fiduciante, le istruzioni relative all’esercizio dei diritti inerenti le azioni diversi dai diritti patrimoniali. Il Procuratore è tenuto ad esercitare tale potere impartendo istruzioni alla fiduciaria per intervenire in assemblea e votare in senso conforme al parere espresso dal Consiglio dei Rappresentanti (più precisamente, in base all’Accordo, il Consiglio dei Rappresentanti è un organo collegiale, con funzione consultiva su base democratica, istituito con il compito di esprimere un parere nell’interesse dei partecipanti, in occasione delle assemblee ordinarie e straordinarie della società e, comunque, in ogni caso in cui si renda opportuno e/o venga richiesto in merito a scelte di rilevante importanza nella vita sociale; il Consiglio avrà altresì il compito di dialogare con i dipendenti/azionisti e diffondere presso gli stessi la conoscenza dell’accordo ricercandone l’adesione ad esso: a tal fine l’Accordo prevede che il Consiglio potrà anche diffondere comunicazioni e pubblicazioni e organizzare incontri aperti ai dipendenti/azionisti. Da ultimo, con riferimento alla composizione, il Consiglio è un organo composto da due diverse componenti: l’una composta da dipendenti/azionisti, l’altra di nomina tecnica). In ogni caso, ciascun partecipante sarà comunque libero, in relazione ad ogni singola assemblea e ad ogni parere del Consiglio, di dare istruzioni al proprio Procuratore di non conformarsi al parere del Consiglio.

Particolare importanza nell’Accordo rivestono le figure dei Procuratori, ossia i soggetti ai quali ciascun partecipante conferisce incarico irrevocabile di impartire per suo conto alla fiduciaria le istruzioni per l’intervento e l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee della società, nonché per l’esercizio di ogni altro diritto diverso dai diritti patrimoniali: i Procuratori danno, pertanto, istruzione alla fiduciaria di intervenire nelle assemblee sociali e di esercitarvi il diritto di voto in conformità del parere emesso dal Consiglio dei Rappresentanti, come risultante dal verbale delle riunioni del Consiglio loro trasmesso in copia. In ogni caso, il dipendente/azionista che non intenda conformarsi al parere del Consiglio dei Rappresentanti, sarà libero di incaricare il proprio Procuratore di dare istruzioni alla fiduciaria di agire secondo la diversa volontà espressa dal dipendente/azionista.

Con riguardo, poi, all’amministrazione fiduciaria delle azioni, e, più precisamente, alle disposizioni dell’Accordo disciplinante l’esercizio del diritto di voto e degli altri diritti corporativi (diversi dai diritti patrimoniali) da parte della fiduciaria, la parte seconda dell’Accordo - disciplinante, appunto, il mandato di amministrazione fiduciaria delle azioni che ciascun dipendente/azionista conferisce alla fiduciaria, aderendo all’Accordo stesso - all’art.3, prevede quanto segue.

Le istruzioni concernenti l’intervento nelle assemblee ordinarie e straordinarie della Società e l’esercizio del diritto di voto, nonché ogni istruzione circa l’esercizio dei diritti diversi dai diritti patrimoniali relativi alle azioni saranno irrevocabilmente ed esclusivamente impartite alla fiduciaria dal Procuratore ovvero nei casi di impossibilità del Procuratore, dal suo sostituto o dal presidente del Consiglio dei Rappresentanti.

In occasione della convocazione delle assemblee della Società, la fiduciaria si attiverà, d’iniziativa, per ottenere la certificazione per l’intervento in assemblea. Il fiduciante esonera la fiduciaria dall’obbligo di dargli notizia dell’avvenuta convocazione di ciascuna assemblea della Società.

Le istruzioni circa l’intervento in assemblea e l’esercizio del diritto di voto dovranno essere comunicate per iscritto alla fiduciaria dal Procuratore, o dal suo sostituto o dal presidente del Consiglio dei Rappresentanti, almeno cinque giorni prima di quello fissato per l’assemblea della Società.

La norma in esame, poi, dispone che in caso di contrasto tra le istruzioni del Procuratore e quelle del suo sostituto e/o del Presidente del Consiglio dei Rappresentanti, la fiduciaria sarà tenuta a dare corso alle sole istruzioni del Procuratore e considerare le altre prive di effetto. Ed ancora. In caso di contrasto tra le istruzioni del sostituto e quelle del presidente del Consiglio dei Rappresentanti, la fiduciaria dovrà dar corso alle sole istruzioni del sostituto e considerare prive di effetto quelle del presidente del Consiglio dei Rappresentanti.

Inoltre, nella medesima disposizione, ai commi successivi, si legge che il fiduciante è consapevole che la fiduciaria potrà trovarsi nella condizione di poter esprimere il voto in via divergente in esecuzione delle eventuali istruzioni ricevute direttamente dai dipendenti/azionisti.

Da ultimo, ai sensi del disposto di cui all’art.4 della parte seconda dell’Accordo in esame prevede che le istruzioni impartite dal fiduciante in modo difforme e/o incompatibile con quanto previsto dall’Accordo e/o dal mandato, ovvero quelle difformi e/o incompatibili con norme imperative di legge e/o con le disposizioni contenute nello Statuto della Società, dovranno considerarsi prive di ogni effetto per la fiduciaria.

Per completezza espositiva si segnala, infine, che il mandato che il fiduciante conferisce alla fiduciaria è oneroso e che, al di là delle commissioni fiduciarie, ciascun dipendente/azionista, nell’aderire all’Accordo, si obbliga ex art.2 parte terza - disciplinante le modalità di adesione all’Accordo e le relative controversie nonché la validità e l’efficacia dell’Accordo stesso - a partecipare alle spese e ai costi derivanti dal funzionamento dell’accordo, impegnandosi a corrispondere un importo annuale predeterminato (nella specie, pari ad una lira) per ogni azione conferita.

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ALLEGATO A

PROPOSTA DI LEGGE

N.6461

d'iniziativa dei deputati

RABBITO, BENVENUTO, REPETTO, AGOSTINI,

DUCA, PANATTONI, TARGETTI

 

Norme per favorire l'azionariato diffuso dei dipendenti nelle società per azioni

Presentata il 14 ottobre 1999

Art. 1. (Finalità).


1. Finalità della presente legge è quella di favorire lo sviluppo dell'azionariato fra i lavoratori dipendenti e gli ex dipendenti in pensione, per consentirne la partecipazione attiva alla vita dell'impresa ai sensi dell'articolo 46 della Costituzione.

Art. 2. (Associazioni di dipendenti azionisti).

1. Ai fini della presente legge sono definite associazioni di dipendenti azionisti le associazioni di azionisti di una singola società, ancorché non quotata, che rispettano i requisiti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 141 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, emanato con decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e che:

a) rappresentino almeno il 20 per cento dei dipendenti per le società con un numero di dipendenti fino a 500 dipendenti o siano composte da almeno 200 dipendenti per le società con un numero di dipendenti tra 500 e 5.000 dipendenti o da almeno 300 dipendenti per le società con più di 5.000 dipendenti;

b) si iscrivono in un apposito elenco tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB).

Art. 3. (Raccolta delle deleghe).

1. Le associazioni di cui all'articolo 2 possono esercitare la raccolta delle deleghe di voto in deroga all'articolo 2372 del codice civile.


2. Le clausole statuarie che limitano in qualsiasi modo la rappresentanza nelle assemblee non si applicano alle deleghe di voto conferite in conformità alle disposizioni della presente legge.

3. Il delegato esercita la sua funzione sulla base degli orientamenti prevalenti dell'associazione.

4. Ai fini della raccolta delle deleghe sono riconosciuti idonei gli strumenti elettronici, inclusa la firma digitale.

5. Ai fini della dimostrazione del possesso azionario si applicano le norme vigenti in materia di autocertificazione.

6. Per quanto non disposto dai commi 3, 4 e 5 del presente articolo, si applicano gli articoli 141, commi 2 e 3, 142, 143 e 144 del testo unico emanato con decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Art. 4. (Società fiduciarie).

1. In alternativa al conferimento delle deleghe di cui all'articolo 3, gli aderenti alle associazioni di cui all'articolo 2 possono intestare fiduciariamente le proprie azioni a società fiduciarie autorizzate ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966, e successive modificazioni, ovvero costituite appositamente, anche con atto unilaterale, dalle medesime associazioni ed iscritte in un elenco speciale tenuto dall'organo competente per la vigilanza sulle società fiduciarie.

2. Le società fiduciarie esercitano in ciascuna assemblea il diritto di voto in conformità alle istruzioni che sono loro preventivamente impartite dalle associazioni, salva restando la facoltà per ciascun fiduciante di esercitare in proprio il diritto di voto in singole assemblee, anche limitatamente a specifici punti all'ordine del giorno.

3. All'attività svolta dalle società fiduciarie ai sensi del presente articolo non si applica l'articolo 122, commi 3 e 4, del testo unico emanato con decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Art. 5. (Collegio sindacale).

1. Le associazioni di cui all'articolo 2 possono in ogni caso presentare, direttamente o per il tramite delle società fiduciarie di cui all'articolo 4, proprie candidature per gli organi di controllo delle società le cui azioni con diritto di voto sono possedute dagli associati.

2. Nelle società che hanno azioni quotate, ove le associazioni rappresentino oltre lo 0,50 per cento del capitale con diritto di voto, il collegio sindacale deve risultare formato da più di tre membri e il candidato designato dalle associazioni è incluso di diritto tra i membri effettivi eletti dalla minoranza ai sensi dell'articolo 148, comma 2, del testo unico emanato con decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

3. Nelle società non comprese tra quelle di cui al comma 2, il candidato designato dalle associazioni che rappresentano oltre l'1 per cento del capitale con diritto di voto è incluso di diritto tra i membri effettivi.

4. Nel caso di coesistenza di più associazioni rappresentative dei dipendenti della medesima società, il diritto di designazione di cui ai commi 2 e 3 compete a quella tra esse cui aderisce il numero più alto di dipendenti in servizio e formula una proposta unitaria.

5. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, ma in ogni caso non oltre il diciottesimo mese successivo a tale data.

Art. 6. (Visibilità delle associazioni).

1. Per le attività previste dalla presente legge, alle associazioni di cui all'articolo 2 ed alle società fiduciarie di cui all'articolo 4 della presente legge, sono riconosciuti il diritto di affissione di cui all'articolo 25 e la disponibilità di locali di cui all'articolo 27 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 7. (Trattamento di fine rapporto).

1. All'articolo 2120 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il nono comma è inserito il seguente: "Il prestatore di lavoro, con almeno cinque anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che sia emittente di azioni, può inoltre ottenere, in costanza del rapporto di lavoro, anticipazioni non superiori al 10 per cento del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta, per acquistare le suddette azioni. Le anticipazioni possono essere ripetute a distanza non inferiore a tre anni nel corso del rapporto di lavoro in misura non superiore al 10 per cento del trattamento maturato nell'ulteriore periodo intercorso, e sono detratte, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto";

b) il decimo comma è sostituito dal seguente: "Nell'ipotesi di cui all'articolo 2122 le anticipazioni di cui al presente articolo sono detratte dall'indennità prevista dalla norma medesima".

Art. 8. (Disposizioni tributarie).

1. I dividendi distribuiti dalle società sulle azioni possedute dai propri dipendenti in servizio e dagli ex dipendenti in pensione sono esenti da imposte in capo ai percettori e non si applica ad essi alcuna ritenuta.

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ALLEGATO B

MILLENNIUM Accordo di preventiva consultazione per l’esercizio congiunto del diritto di voto da parte di dipendenti/azionisti della Alitalia S.p.A..

PARTE INTRODUTTIVA

Il presente Accordo MILLENNIUM di preventiva consultazione si compone di tre parti, oltre alla presente, e di otto allegati. 

La prima parte disciplina la fase di preventiva consultazione e le modalità per esercitare congiun- tamente il voto nelle assemblee dell’Alitalia. 

La seconda disciplina il Mandato di amministrazione fiduciaria delle Azioni che ciascun dipendente-azionista conferisce alla Fiduciaria, aderendo all’Accordo. 

La terza disciplina le modalità di adesione all’Accordo e le relative controversie, nonché la validità e l’efficacia dell’Accordo stesso. 

L’allegato A) elenca in dettaglio le Azioni di proprietà degli aderenti all’Accordo, l’allegato B) stabilisce le condizioni generali del Mandato di amministrazione fiduciaria delle Azioni, conferite da ciascun dipendente-azionista alla Fiduciaria, l’allegato C) riporta il modulo per la nomina del Procuratore e del relativo sostituto, l’allegato D) riporta il documento conoscitivo rilasciato dalla Fiduciaria, l’allegato E1) riporta il modulo per disporre il trasferimento alla Fiduciaria delle Azioni libere da vincoli, l’allegato E2) riporta il modulo per disporre il trasferimento alla Fiduciaria, presso altra banca, delle Azioni vincolate in pegno, l’allegato E3) riporta il modulo per disporre il trasferimento alla Fiduciaria, all’interno della stessa banca, delle Azioni vincolate in pegno, l’allegato F) riporta il modulo di richiesta alla Alitalia perché trattenga sullo stipendio gli importi dovuti per le spese dell’Accordo e per le commissioni alla Fiduciaria. 

 

Ai fini del presente Accordo i termini di seguito specificati assumono il seguente significato convenzionale: 

 

Accordo di preventiva consultazione ovvero Accordo MILLENNIUM o anche solo Accordo
indica  l’Accordo di preventiva consultazione contenuto nel presente documento e diretto a favorire l’esercizio congiunto del diritto di voto relativo alle Azioni conferite all’Accordo stesso da dipendenti azionisti della Alitalia; 

 

Alitalia: indica la società Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. con sede in Roma Via Alessandro Marchetti n. 111; 

 

Azioni: indica le azioni ordinarie emesse dalla Alitalia di proprietà di ciascun dipendente-azionista aderente all’Accordo; 

 

Comitato Promotore:è il Comitato formato dalle tre associazioni di dipendent dell’Alitalia (Rappresentanze)  che hanno promosso la conclusione dell’Accordo, e più precisamente: l’ANPAV, la FILT-CGIL PILOTI RSA  Alitalia e l’UNIONE PILOTI;

 

Consiglio dei Rappresentanti o anche solo Consiglio: indica il Collegio composto da tutti i Rappresentanti nominati, di cui al punto 3.1 della successiva Parte Prima dell’Accordo; 

 

Dipendente-azionista: indica ciascun dipendente dell’Alitalia che sia anche proprietario di Azioni; 

 

Fiduciaria: indica la società fiduciaria FINNAT Fiduciaria S.p.A., con sede in Roma, Piazza del Gesù, n. 49, autorizzata ad operare ai sensi e per gli effetti della legge 1966/1939 e successive modifiche ed integrazioni; 

 

Fiduciante: indica ciascun dipendente-azionista che, aderendo all’Accordo, conferisce incarico di
amministrazione fiduciaria delle proprie Azioni alla Fiduciaria; 

 

Mandato: indica l’incarico di amministrazione fiduciaria delle Azioni conferite da ciascun Fiduciante alla Fiduciaria secondo la disciplina di cui alla successiva Parte Seconda dell’Accordo; 

 

Partecipante: indica ciascun dipendente-azionista che aderisca all’Accordo; 

 

Procuratore: indica la persona incaricata da ciascun Fiduciante di impartire alla Fiduciaria le istruzioni circa l’esercizio dei diritti relativi alle proprie Azioni conferite all’Accordo; 

 

Rappresentante: indica ciascun membro del Consiglio dei Rappresentanti; 

 

Rappresentanza: indica ciascuna organizzazione sindacale di dipendenti dell’Alitalia, nonché ogni ente rappresentativo di dipendenti-azionisti attivo nella stessa Alitalia; 

 

Le parole indicanti un genere includono l’altro genere. 

Le parole singolari includono il plurale e viceversa. 


PARTE PRIMA    L’ACCORDO MILLENNIUM


1.Partecipanti

L’adesione all’Accordo MILLENNIUM è aperta a tutti i dipendenti ed ex dipendenti delle Società del Gruppo Alitalia, che siano proprietari di Azioni Alitalia ed intendano aderire all’Accordo con proprie Azioni. 

 

2. Oggetto

I Partecipanti, al fine di rendere possibile l’esercizio congiunto dei diritti di voto relativi alle Azioni di loro proprietà, intendono costituire, come con il presente atto costituiscono, un Accordo di preventiva consultazione, disciplinato secondo le condizioni e i termini di cui al presente documento. 
Con la sottoscrizione del presente atto i Partecipanti aderiscono all’Accordo di preventiva consultazione con riferimento all’esercizio dei diritti di voto inerenti le Azioni di rispettiva proprietà individuate nell’allegato A, che sarà tenuto aggiornato a cura della Fiduciaria. 

Verranno conferite nell’Accordo anche le azioni che - in seguito ad aumenti di capitale comunque attuati - spetteranno ai titolari delle Azioni conferite all’Accordo o saranno altrimenti assegnate ai Partecipanti dalla Alitalia. 

Per tutta la durata dell’Accordo, e durante i suoi eventuali rinnovi, ciascun Partecipante si impegna: 

(i)a conferire le proprie Azioni in amministrazione fiduciaria alla Fiduciaria, alle condizioni e termini precisati nella parte seconda dell’Accordo; 


(ii)a nominare il Procuratore (e il suo sostituto) secondo quanto disciplinato nel successivo punto 4; 


(iii)a conferire irrevocabilmente al Procuratore (e al suo sostituto, nonché al Presidente del Consiglio dei Rappresentanti, con poteri di firma tra loro gradatamente disgiunti) incarico di impartire alla Fiduciaria in  nome e per conto del Fiduciante, le istruzioni relative all’esercizio dei diritti inerenti le Azioni diversi dai diritti patrimoniali. Il Procuratore dovrà esercitare tale potere secondo quanto disciplinato nell’Accordo, impartendo istruzioni alla Fiduciaria per intervenire in assemblea e votare in senso conforme al parere  del Consiglio dei Rappresentanti e a quanto disciplinato nell’Accordo. 


Ciascun Partecipante sarà comunque libero in relazione ad ogni singola assemblea della Alitalia e ad ogni parere del Consiglio, di dare istruzione al proprio Procuratore di non conformarsi al parere del Consiglio. 

 

3.Compiti del Consiglio dei Rappresentanti 

Il Consiglio dei Rappresentanti esercita una funzione consultiva su base democratica. All’interno del Consiglio tutte le Rappresentanze hanno diritto di manifestare pienamente la loro volontà, senza discriminazioni partitiche e sindacali. 

Compito principale del Consiglio dei Rappresentanti è quello di esprimere un parere nell’interesse dei Partecipanti, in occasione delle assemblee ordinarie e straordinarie dell’Alitalia e, comunque, in ogni caso in cui si renda opportuno e/o venga richiesto in merito a scelte di rilevante importanza nella vita dell’Alitalia. 

I pareri del Consiglio sono comunicati in via riservata alla Fiduciaria e ai Procuratori che, a richiesta dei Partecipanti, li metteranno a disposizione degli stessi, con l’impegno e l’obbligo dei Partecipanti, dei Procuratori e della Fiduciaria di mantenerli riservati e di non abusarne, e ciò anche con preciso ma non esclusivo riferimento alla disciplina del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. 

I pareri del Consiglio potranno da quest’ultimo essere resi pubblici e/o comunicati all’Alitalia e/o agli Organi di Vigilanza e/o alla società di gestione del mercato, ogni volta, e nelle forme, che il Presidente del Consiglio riterrà opportune e/o dovute. In ogni caso, qualsiasi pubblicazione dei pareri resi dal Consiglio dovrà essere autorizzata in modo specifico per iscritto dal Presidente del Consiglio dei Rappresentanti. 

Al fine di perseguire le finalità dell’Accordo, il Consiglio dei Rappresentanti potrà raggiungere intese amichevoli, comunque non vincolanti per i Partecipanti, con altre realtà rappresentative degli interessi dei dipendenti-azionisti attive in Alitalia. 

Il Consiglio dovrà altresì dialogare con i dipendenti-azionisti e diffondere presso costoro la conoscenza dell’Accordo, ricercandone l’adesione ad esso. A tali fini, il Consiglio potrà anche diffondere comunicazioni e pubblicazioni e organizzare incontri aperti ai dipendenti-azionisti.

 

3.1  Nomina dei Rappresentanti 

Il Consiglio dei Rappresentanti è formato da due diverse componenti: l’una è composta da dipendenti-azionisti, mentre l’altra è di estrazione tecnica ed è composta da tre persone di provata e qualificata esperienza e competenza, rispettivamente nel campo del diritto, della finanza e del commercio aereo. 

In caso di rinuncia all’incarico o di impossibilità ad esercitarlo da parte di uno o più Rappresentanti di nomina tecnica, la relativa sostituzione è disposta con il voto favorevole dei due terzi dei Rappresentanti dei dipendenti-azionisti. 

Ai fini della nomina dei Rappresentanti la durata dell’Accordo viene distinta in due fasi: 


Prima Fase: decorre dalla stipula dell’Accordo fino al 30 settembre 2002. Il Comitato Promotore svolgerà un ruolo di iniziativa diretto ad assicurare la più ampia adesione all’Accordo.


Seconda Fase: è successiva alla data del 30 settembre 2002. Cesserà ogni ruolo del Comitato Promotore e verranno rinnovate le nomine dei Rappresentanti, anche al fine di consentire ai dipendenti-azionisti di partecipare attivamente all’Accordo, prescindendo da ogni logica di appartenenza. 

 

3.1.1  La Prima Fase 

Nomina dei Rappresentanti 

Il Consiglio dei Rappresentanti è formato: 

 

per la componente espressa dalle Rappresentanze promotrici dell’Accordo 

dal Sig. VINCENZO RANDAZZO, nominato dall’ANPAV, 

dal Sig. ANTONINO SIMETI, nominato dalla FILT CGIL Piloti RSA Alitalia, 

dal Sig. ANDREA DE MARTIIS, nominato dall’Unione Piloti; 

 

per la componente tecnica 

dall’Ing. PASQUALE CASALE (esperto in campo finanziario), dall’Avv. ANTONIO SPALLANZANI  (esperto di  diritto) dal Prof. CLAUDIO BIANCHI (esperto di economia aziendale), nominati di comune accordo dalle Rappresentanze promotrici dell’Accordo. 

 

Le Rappresentanze promotrici dell’Accordo nominano il Sig. VINCENZO RANDAZZO, il Sig. ANDREA DE MARTIIS e il Sig. ANTONINO SIMETI rispettivamente Presidente, Vice Presidente e Segretario del Consiglio dei Rappresentanti. Il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario possono essere sostituiti nell’esercizio delle rispettive cariche da altri membri del Consiglio nominati dalle Rappresentanze, con il voto favorevole dei due terzi dei Rappresentanti dipendenti-azionisti. 

Ogni Rappresentanza aderente nella Prima Fase all’Accordo, dopo la sua stipulazione, ha diritto di nominare un membro nel Consiglio, una volta ammessa dal Consiglio stesso, soltanto se aderiranno all’Accordo tanti dipendenti-azionisti che dichiarino di appartenere a detta Rappresentanza e che complessivamente conferiscano all’Accordo almeno n. 1.500.000 (unmilionecinquecentomila) Azioni. 

I Rappresentanti nominati nella Prima Fase resteranno in carica fino al 30 settembre 2002 e cesseranno dalla carica all’insediarsi dei Rappresentanti eletti nella Seconda Fase, esercitando fino a tale momento tutti i compiti loro assegnati dall’Accordo. 

Adesione all’Accordo di nuove Rappresentanze nel corso della Prima Fase 
Ogni Rappresentanza attiva in Alitalia potrà richiedere in qualsiasi momento di aderire all’Accordo, nonché di partecipare al Consiglio dei Rappresentanti qualora si verifichi la condizione sopraindicata. 

La richiesta di adesione dovrà essere rivolta al Consiglio dei Rappresentanti, che deciderà a maggioranza assoluta dei suoi componenti (con esclusione dal voto dei Rappresentanti di nomina tecnica). 

La Rappresentanza nuova aderente dovrà indicare un nominativo da inserire nell’elenco dei Procuratori (ed un nominativo quale suo sostituto) di cui al successivo 4.1. 

 

3.1.2  La Seconda Fase 

Nella Seconda Fase il Consiglio continuerà ad essere formato da due componenti (l’una diretta espressione dei dipendenti-azionisti, l’altra di nomina tecnica).

I Rappresentanti di diretta nomina dei dipendenti-azionisti saranno eletti con suffragio universale dai Partecipanti e resteranno in carica fino alla prima scadenza dell’Accordo. 

Le modalità di svolgimento di tale suffragio saranno disciplinate con Regolamento, che sarà adottato dal Consiglio dei Rappresentanti, nel rispetto dei seguenti principi guida: 

il numero dei Rappresentanti da eleggere non potrà essere superiore al numero dei Rappresentanti che sono diretta espressione dei dipendenti-azionisti in carica al termine della Prima Fase; 

i candidati alla carica di Rappresentante verranno indicati in liste presentate liberamente da tanti
dipendenti-azionisti che corrispondano ad una quota percentuale di Azioni conferite all’Accordo o ad un predeterminato numero di Partecipanti;

risulteranno eletti i candidati che raggiungeranno il maggior numero di preferenze. 


Il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio dei Rappresentanti saranno nominati con il voto favorevole dei due terzi dei Rappresentanti dei dipendenti-azionisti e con la medesima maggioranza potranno essere sostituiti nell’esercizio delle rispettive cariche da altri membri del Consiglio nominati per suffragio. 

In caso di rinuncia all’incarico o di impossibilità ad esercitarlo da parte di uno o più Rappresentanti nominati dai dipendenti-azionisti, la relativa sostituzione sarà disposta dal Consiglio dei Rappresentanti secondo le regole di votazione di cui all’art. 3.2.1. I nuovi Rappresentanti restano in carica fino allo svolgimento del successivo suffragio. 

I singoli membri della componente tecnica del Consiglio dei Rappresentanti saranno nominati con il voto favorevole dei due terzi dei Rappresentanti dei dipendenti-azionisti e resteranno in carica fino alla prima scadenza dell’Accordo. 

 

3.2 Funzionamento del Consiglio dei Rappresentanti 

3.2.1 Il Consiglio dei Rappresentanti 

 

Il Consiglio dei Rappresentanti è composto da tutti i Rappresentanti. 

Il Presidente del Consiglio convoca il Consiglio stesso, in prossimità della convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie dell’Alitalia, con un preavviso di almeno sei giorni. La riunione, ove possibile, deve essere convocata in una data che consenta ai Procuratori di rispettare i termini previsti dal Mandato fiduciario per impartire le istruzioni necessarie all’esercizio del voto nelle assemblee dell’Alitalia. 

Il Presidente dovrà altresì convocare il Consiglio in caso di richiesta motivata proveniente da almeno due dei Rappresentanti, con indicazione dell’ordine del giorno.

Il Consiglio sarà validamente costituito, ed in grado di deliberare, con la presenza della maggioranza dei suoi componenti. 

I Rappresentanti dipendenti-azionisti, che non possono partecipare alle riunioni del Consiglio dei Rappresentanti, potranno farsi sostituire conferendo delega valida per singole riunioni ad uno degli altri Rappresentanti dipendenti-azionisti. 

Il Consiglio discuterà gli argomenti posti all’ordine del giorno, che verranno quindi posti in votazione. 

Alla prima votazione parteciperanno solo i Rappresentanti di diretta espressione dei dipendenti-azionisti. Se con tale votazione non si raggiunge la maggioranza dei due terzi dei Rappresentanti nominati, si procederà ad una seconda votazione. Se i due terzi dei Rappresentanti non corrispondono ad un numero intero, quest’ultimo va arrotondato all’unità superiore. 

Alla seconda votazione parteciperanno solamente i Rappresentanti di nomina tecnica. La delibera sarà validamente presa con il voto favorevole della maggioranza dei Rappresentanti di nomina tecnica. 

 

3.2.2 Il Presidente del Consiglio e il Vice Presidente del Consiglio 

Il Presidente del Consiglio dirige i lavori del Consiglio e compie ogni azione utile per realizzare nel modo più efficace la finalità dell’Accordo. Esercita le altre funzioni affidategli dall’Accordo. 

Il Vice Presidente svolgerà le funzioni del Presidente in caso di assenza e/o impedimento di quest’ultimo. 

 

3.2.3 Il Segretario 

Il Segretario nella Seconda Fase viene nominato a maggioranza semplice dei Rappresentanti di diretta espressione dei dipendenti-azionisti, e viene scelto tra uno di costoro. 

Il Segretario provvede a redigere il verbale delle riunioni del Consiglio, che trasmetterà in copia ai Procuratori, ai loro sostituti e alla Fiduciaria. 

 

4.I Procuratori 

I Procuratori sono le persone alle quali ciascun Partecipante conferisce incarico irrevocabile di impartire per suo conto alla Fiduciaria le istruzioni per l’intervento e l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee dell’Alitalia, nonché per l’esercizio di ogni altro diritto diverso dai diritti patrimoniali. 

 

4.1  Nomina dei Procuratori 

La nomina del Procuratore (e del suo sostituto) avviene all’atto di adesione all’Accordo da parte di ciascun Partecipante mediante il modulo allegato in facsimile sub C. 

Il Procuratore ed il suo sostituto dovranno essere scelti tra le seguenti persone: 

 

Il Sig. Mario Canale (titolare) e il Sig. Vito Cuscito (sostituto), nominati dall’ANPAV; 

Il Sig. Efrem Zovico(titolare) e il Sig. Andrea Susini (sostituto), nominati dalla FILT - CGIL Piloti RSA Alitalia; 

Il Sig. Massimo Giorgini (titolare) e il Sig. Massimo Di Giulio (sostituto), nominati dall’Unione Piloti. 

 

Salvo il caso di morte, rinuncia o impossibilità, la nomina dei Procuratori e dei loro sostituti avrà efficacia per tutta la durata dell’Accordo. 

Nella Seconda Fase, i Partecipanti che presentino liste di candidati per l’elezione dei Rappresentanti, potranno aggiungere all’elenco dei Procuratori un nominativo di loro fiducia (ed uno quale suo sostituto). 

 

4.2  Esecuzione dell’incarico da parte del Procuratore 

I Procuratori daranno istruzione alla Fiduciaria di intervenire nelle assemblee dell’Alitalia e di esercitarvi il diritto di voto in conformità del parere emesso dal Consiglio dei Rappresentanti, come risultante dal verbale loro trasmesso secondo quanto disciplinato nel precedente punto 3.2.3. 

In ogni caso, il dipendente-azionista, che non intenda conformarsi al parere del Consiglio dei Rappresentanti, sarà libero di incaricare il proprio Procuratore di dare istruzioni alla Fiduciaria di agire secondo la diversa volontà del dipendente-azionista; un siffatto comportamento non potrà in alcun modo costituire inadempimento all’Accordo. 

In caso di morte, rinuncia o di comprovata impossibilità anche temporanea del Procuratore ad assolvere l’incarico, le funzioni del Procuratore saranno svolte dal suo sostituto nominato dal dipendente-azionista, secondo quanto disciplinato al precedente punto 4.1. 

In caso di morte, rinuncia o di comprovata impossibilità, anche temporanea, anche del sostituto del Procuratore, le funzioni del Procuratore saranno svolte dal Presidente del Consiglio dei Rappresentanti fino alla nomina di un nuovo Procuratore. 

A tali fini, l’impossibilità del Procuratore (o del suo sostituto) a svolgere la propria funzione per qualsiasi causa intervenuta, dovrà essere prontamente comunicata al Presidente del Consiglio dei Rappresentanti ed alla Fiduciaria da parte della Rappresentanza di cui detto Procuratore è espressione, e ciò anche al fine di poter procedere alla eventuale indicazione di altro nominativo e ad ogni altro incombente eventualmente necessario. 

 

PARTE SECONDA    L’INTESTAZIONE FIDUCIARIA DELLE AZIONI

 

Premessa 

Ai fini della migliore esecuzione dell’Accordo MILLENNIUM, ciascun dipendente-azionista aderendo al medesimo: conferisce incarico di amministrazione fiduciaria delle proprie Azioni ad una società fiduciaria di diritto italiano, operante ai sensi e per gli effetti della l. 1966/1939 e successive modifiche ed integrazioni, esclusivamente individuata nella società FINNAT Fiduciaria S.p.A. con sede in Roma. apre al contempo un conto corrente presso IMIWeb Bank con sede in Milano per l’accreditamento dei dividendi distribuiti dall’Alitalia. 

 

Il mandato di amministrazione fiduciaria 

 

Premesso che:

 

a) il Fiduciante è socio della Alitalia ed è esclusivo proprietario delle Azioni, individuate nell’Allegato A; 

b) contestualmente al conferimento del presente incarico il Fiduciante aderisce all’Accordo; 

c) l’Accordo prevede che la Fiduciaria eserciti il voto inerente tali Azioni nelle assemblee ordinarie e  straordinarie della Società, nonché eserciti i diritti corporativi inerenti le Azioni, su istruzione del  Procuratore del Fiduciante (o, a determinate condizioni, del suo sostituto o dal Presidente del Consiglio), previo parere del Consiglio dei Rappresentanti; 

d) l’Accordo prevede altresì che, ai fini di quanto in essa contemplato, il Fiduciante intesti   fiduciariamente le Azioni alla Fiduciaria; 

e) il Fiduciante, in esecuzione degli accordi e degli impegni assunti nell’Accordo, intende conferire in amministrazione fiduciaria le Azioni, intestandole alla Fiduciaria; 

f) la Fiduciaria è interessata ad assumere l’amministrazione con intestazione fiduciaria delle Azioni;

g) nell’esecuzione del presente incarico i rapporti tra il Fiduciante e la Fiduciaria saranno regolati  anche dalle clausole di cui all’Allegato B in quanto applicabili e in quanto non incompatibili con le norme di cui alla presente Parte Seconda dell’Accordo; 


il Mandato della Fiduciaria è disciplinato come segue. 

 

1.Premesse ed allegati 

Le premesse e gli allegati costituiscono parte integrante e sostanziale del Mandato. 

 

2.Oggetto 

Il Mandato ha per oggetto l’amministrazione fiduciaria delle Azioni in conformità con quanto disciplinato nell’Accordo MILLENNIUM. 

La Fiduciaria, in conformità della volontà manifestata dal Fiduciante, depositerà le Azioni conferite in amministrazione fiduciaria presso IMIWeb Bank ovvero presso altra banca scelta tra cinque diverse banche residenti, che saranno individuate di comune accordo tra la Fiduciaria e il Comitato Promotore, a condizione che almeno quindici aderenti all’Accordo vogliano depositare le azioni presso una delle cinque banche suddette. 

Il prezzo di carico delle Azioni conferite in amministrazione fiduciaria è pari a Lit. 6495,5 cadauna. 

 

3.Diritto di voto 

Le istruzioni concernenti l’intervento nelle assemblee ordinarie e straordinarie della Società e l’esercizio del diritto di voto, nonché ogni istruzione circa l’esercizio dei diritti diversi dai diritti patrimoniali relativi alle Azioni saranno irrevocabilmente ed esclusivamente impartite alla Fiduciaria dal Procuratore ovvero, nei casi ed alle condizioni previsti in Accordo, dal suo sostituto o dal Presidente del Consiglio dei Rappresentanti. 

In occasione della convocazione delle assemblee della Alitalia, la Fiduciaria si attiverà, d’iniziativa, per ottenere la certificazione per l’intervento in assemblea. Il Fiduciante esonera la Fiduciaria dall’obbligo di dargli notizia dell’avvenuta convocazione di ciascuna assemblea dell’Alitalia. 

Le istruzioni circa l’intervento in assemblea e l’esercizio del diritto di voto dovranno essere comunicate per iscritto alla Fiduciaria dal Procuratore, o dal suo sostituto o dal Presidente del Consiglio dei Rappresentanti, secondo quanto disciplinato nell’Accordo stesso, almeno cinque giorni prima di quello fissato per l’assemblea dell’Alitalia. 

In caso di contrasto tra le istruzioni del Procuratore, e quelle del suo sostituto e/o del Presidente del Consiglio dei Rappresentanti, la Fiduciaria dovrà dare corso alle sole istruzioni del Procuratore e considerare le altre prive di effetto. In caso di contrasto tra le istruzioni del sostituto e quelle del Presidente del Consiglio dei Rappresentanti la Fiduciaria dovrà dare corso alle sole istruzioni del sostituto e considerare prive di effetto quelle del Presidente del Consiglio dei Rappresentanti. 

Il Fiduciante è consapevole che la Fiduciaria potrà trovarsi nella condizione di dovere esprimere il voto in via divergente in esecuzione delle eventuali istruzioni ricevute direttamente dai dipendenti-azionisti. 

Il Fiduciante è altresì consapevole che in dipendenza dalla condizione sospensiva di cui al successivo art. 1 della Parte Terza dell’Accordo, la Fiduciaria non interverrà in assemblea né esprimerà il voto in relazione alle Azioni del Fiduciante fino all’intervenuta efficacia della sua adesione all’Accordo e del relativo Mandato fiduciario. 

 

4.Istruzioni del Fiduciante 

Le istruzioni impartite dal Fiduciante in modo difforme e/o incompatibile con quanto previsto dall’Accordo e/o dal Mandato, ovvero quelle difformi e/o incompatibili con norme imperative di legge e/o con le disposizioni contenute nello Statuto dell’Alitalia, dovranno considerarsi prive di ogni effetto per la Fiduciaria. 

 

5. Sospensione dell’esecuzione del Mandato 

Nel caso di sottoposizione delle Azioni a provvedimenti giurisdizionali di sequestro e/o pignoramento, la Fiduciaria sospenderà l’esecuzione del Mandato relativamente alle Azioni oggetto di tali provvedimenti. 

In caso di sospensione dell’esecuzione del Mandato ai sensi del presente articolo, resta inteso che eventuali istruzioni del Fiduciante incompatibili con la ripresa dell’esecuzione del Mandato dovranno considerarsi prive di ogni effetto per la Fiduciaria. 

 

6.Durata 

Il Mandato avrà effetto fino alla data di scadenza originaria o prorogata dell’Accordo, ferma restando la facoltà del Fiduciante di revocarlo a seguito del suo recesso dall’Accordo. 

 

7.Comunicazioni 

Qualsiasi comunicazione richiesta ai sensi del presente Mandato dovrà essere effettuata per iscritto e dovrà essere consegnata a mano, o inviata a mezzo telegramma, telefax o telex confermato mediante lettera raccomandata A.R., e dovrà essere indirizzata alla FINNAT Fiduciaria in Roma, Piazza del Gesù 49, cap.00186, telefax 06/6796081, ovvero al Fiduciante all’indirizzo indicato nel documento contrattuale allegato sub B, ovvero a qualsiasi altro indirizzo o numero di telefax o telex che ciascuna delle parti potrà comunicare all’altra successivamente alla data del presente Mandato in conformità delle precedenti disposizioni, restando inteso che presso gli indirizzi suindicati, ovvero presso i diversi indirizzi che potranno essere comunicati in futuro, le parti eleggono il proprio domicilio ai fini del presente Mandato, nonché ai fini di eventuali notificazioni relative a
procedimenti giudiziari o arbitrali. 

 

8.Spese e commissioni 

Il Fiduciante corrisponderà alla Fiduciaria, come corrispettivo delle sue prestazioni, la commissione di Lire 60.000 (sessantamila) per ogni anno o frazione di anno, comprensiva dell’IVA e di qualsiasi altra spesa sostenuta dalla Fiduciaria per l’esecuzione del Mandato. L’importo verrà versato alla Fiduciaria, nel settembre di ogni anno, da parte dell’Alitalia, a cui il Fiduciante conferisce mandato a trattenere l’importo suddetto sul relativo stipendio mediante il modulo allegato sub F; qualora il Fiduciante sia pensionato, la commissione sarà corrisposta, nel mese di settembre di ogni anno, mediante bonifico o con altra modalità concordata con la Fiduciaria. 

9.Accredito dei dividendi 

I dividendi erogati dall’Alitalia saranno trasferiti, al netto di spese e commissioni, dalla Fiduciaria al Fiduciante nel conto corrente da questi detenuto presso IMIWeb Bank. A tal fine il Fiduciante, nel dichiarare di essere residente e di non possedere alcuna partecipazione qualificata nell’Alitalia ai sensi dell’art. 81 del d.p.r. n. 917/86, richiede l’applicazione della ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% sui dividendi e s’impegna a comunicare alla Fiduciaria ogni nuova circostanza che renda qualificata ai sensi della norma sopra citata la sua partecipazione nell’Alitalia. 

 

PARTE TERZA    VARIE

 

1. Durata, obblighi di comunicazione dell’Accordo MILLENNIUM e condizione sospensiva 

 

Con la sottoscrizione del presente documento ciascun dipendente-azionista aderisce all’Accordo MILLENNIUM e conferisce altresì il Mandato alla Fiduciaria per l’amministrazione fiduciaria delle Azioni di sua proprietà secondo la disciplina di cui alla Parte Seconda dell’Accordo, aprendo al contempo un conto corrente presso IMIWeb Bank con sede in Milano. 

L’Accordo decorre dalla data della sua stipula fino al 28 febbraio 2004. Alla scadenza l’Accordo si rinnoverà di tre anni in tre anni e si procederà per suffragio universale all’elezione dei nuovi Rappresentanti dei dipendenti-azionisti, che dovranno poi nominare i nuovi Rappresentanti di estrazione tecnica. 

L’Accordo è soggetto agli obblighi di comunicazione di cui all’art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n.58 e del relativo Regolamento di attuazione. Tali obblighi verranno di volta in volta eseguiti dalla Fiduciaria o dal Presidente del Consiglio dei Rappresentanti per conto dei Partecipanti e a loro spese. 

L’Accordo sarà stipulato in un solo originale, che rimarrà depositato presso la Fiduciaria nell’interesse di tutti i Partecipanti. 

Al fine di effettuare solo periodicamente le comunicazioni richieste dalla citata disciplina del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, l’adesione all’Accordo e, conseguentemente, il conferimento del Mandato da parte dei Partecipanti che aderiscano successivamente alla stipula dell’Accordo, saranno giuridicamente validi fin dalla loro sottoscrizione, ma la loro efficacia sarà sospensivamente condizionata fino alla data del raggiungimento di almeno n. 100 (cento) adesioni, che si aggiungano a quelle comprese nella precedente comunicazione ai competenti organi di vigilanza e ai soggetti indicati dalla citata disciplina del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. 

All’avverarsi di detta condizione sospensiva saranno eseguiti di volta in volta gli adempimenti prescritti dalla disciplina del D.Lgs. 24 febbraio 1998,n. 58, e la Fiduciaria provvederà alla compiuta formalizzazione dell’intestazione fiduciaria delle Azioni, dando comunicazione a ciascun nuovo Partecipante dell’intervenuta efficacia della sua adesione all’Accordo. 

Il Presidente del Consiglio dei Rappresentanti può rinunciare, per conto dei Partecipanti, alla predetta condizione sospensiva mediante comunicazione scritta alla Fiduciaria e chiedere ad essa l’immediata esecuzione degli adempimenti prescritti nei commi precedenti. 

 

2. Partecipazione alle spese 

Ciascun dipendente-azionista si obbliga a partecipare alle spese e costi derivanti dal funzionamento dell’Accordo, a tal fine impegnandosi a corrispondere un importo annuale pari ad una lira per ogni Azione conferita. 

Tale importo, unitamente all’importo delle commissioni fiduciarie, dovrà, a richiesta del dipendente-azionista formulata mediante il modulo allegato sub F, essere trattenuto direttamente in busta paga da parte dell’Alitalia;

qualora il Partecipante sia pensionato, il suddetto importo sarà corrisposto, nel settembre di ogni anno, con modalità concordate con il Presidente del Consiglio. 

 

3. Diritto di recesso 

Ciascun Partecipante è libero di recedere dall’Accordo nel rispetto di un termine di preavviso di 15 giorni, mediante lettera raccomandata A.R. inviata alla Fiduciaria e al Presidente del Consiglio dei Rappresentanti. 

 

4. Foro competente 

Ogni eventuale controversia che dovesse eventualmente sorgere in relazione all’esistenza, interpretazione e/o esecuzione dell’Accordo sarà devoluta all’esclusiva competenza del Foro di Roma. 
 

Roma, 23 aprile 2001 

 

Il Comitato Promotore dell’Accordo MILLENNIUM 

ANPAV (Il Presidente - Massimo Muccioli) 

FILT CGIL PILOTI RSA ALITALIA (Il Rappresentante nazionale - Carlo Galiotto) 

UNIONE PILOTI (Il Presidente - Mario Marinelli) 

Il Presidente del Consiglio dei Rappresentanti (Il Presidente - Vincenzo Randazzo) 

La FINNAT Fiduciaria sottoscrive il presente documento non quale parte dell’Accordo,
ma per accettazione delle relative modalità esecutive di sua specifica competenza.  (L’Amministratore Delegato - Roberto Casasole) 

I Dipendenti-Azionisti 

F.to Andrea De Martiis 

F.to Antonino Simeti 

F.to Augusto Laghi 

F.to Giorgio Scoppetta 

F.to Efrem Zovico 

F.to Michele Marziale 

F.to Muccioli Massimo 

F.to Mario Marinelli 

F.to Mauro Antoniozzi 

F. to Pier Giacomo Marinelli

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Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - www.tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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