Studio Legale Tidona e Associati

HOME

CONTATTO

CHI SIAMO

 

Magistra Banca e Finanza | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario

Rivista di Diritto Bancario e Finanziario
Per contattarci

CERCA ARTICOLI:

Le Autorità creditizie e la vigilanza informativa, regolamentare ed ispettiva. La vigilanza su base consolidata

Di Maurizio Tidona, Avvocato

1 marzo 2004

 
1. Definizione di Autorità creditizie.

Il Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 - Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia - definisce quali Autorità creditizie il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, il Ministro dell'economia e delle finanze e la Banca d'Italia.

Le autorità creditizie esercitano i poteri di vigilanza avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all'efficienza e alla competitività del sistema finanziario nonché all'osservanza delle disposizioni in materia creditizia.

La vigilanza deve avvenire in armonia con le disposizioni comunitarie, applicando i regolamenti e le decisioni della Comunità europea e provvedendo in merito alle raccomandazioni in materia creditizia e finanziaria.

 
2. I soggetti sottoposti alla vigilanza.

La vigilanza si esercita nei confronti delle banche, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari.

 
3. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

Il Comitato per il credito e il risparmio (CICR) è un organo collegiale titolare dell'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Tale funzione viene esplicata mediante la partecipazione del Comitato alla produzione normativa che interessa i soggetti sottoposti al controllo.
Il CICR è composto dal Ministro del Tesoro, che lo presiede, dal Ministro del bilancio e della programmazione economica, dal Ministro del commercio con l'estero, dal Ministro per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali, dal Ministro delle finanze, dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dal Ministro dei lavori pubblici e dal Ministro delle politiche comunitarie.
Alle sedute del CICR partecipa, quale organo individuale con funzioni consultive, il Governatore della Banca d'Italia.
I poteri del CICR possono essere elencati in linea generale in gruppi di materie: raccolta del risparmio, rapporto tra banche e industria, vigilanza regolamentare sulle banche, sui gruppi e sugli intermediari finanziari, trasparenza e credito al consumo, reclami contro i provvedimenti adottati dalla Banca d'Italia nell'esercizio dei poteri di vigilanza.
Per l'esercizio delle proprie funzioni il CICR si avvale della Banca d'Italia.
 
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze.

Il Ministro dell'economia e delle finanze adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza ed ha facoltà di sottoporli preventivamente al CICR. In caso di urgenza il Ministro dell'economia e delle finanze sostituisce il CICR e dei provvedimenti assunti ne dà notizia al CICR nella prima riunione successiva, che deve essere convocata entro trenta giorni.

 
5. La Banca d’Italia

La Banca d'Italia, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, formula le proposte per le deliberazioni di competenza del CICR. Emana regolamenti nei casi previsti dalla legge, impartisce istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza. Determina e rende pubblici previamente i principi e i criteri dell'attività di vigilanza e pubblica annualmente una relazione sull'attività di vigilanza.

Contro i provvedimenti adottati dalla Banca d'Italia nell'esercizio dei poteri di vigilanza è ammesso reclamo al CICR, da parte di chi vi abbia interesse, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione. Il reclamo è deciso dal CICR previa consultazione delle associazioni di categoria dei soggetti sottoposti a vigilanza, nel caso in cui la decisione comporti la risoluzione di questioni di interesse generale per la categoria.
Gli accertamenti ispettivi svolti dalla Banca d'Italia su un istituto di credito, anche se determinano l'applicazione di sanzioni amministrative a carico degli amministratori dell'istituto stesso, non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento prevista dall'art. 7 l. 7 agosto 1990 n. 241. (Tribunale Amministrativo Lazio, sez. I, sent. n. 7235 07-09-2001)

Anche dopo l'entrata in vigore della liberalizzazione del mercato degli operatori finanziari, a seguito delle direttive comunitarie nella materia, la vigilanza esercitata dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 107 comma 2, t.u. di cui al d.lg. n. 385 del 1993, si estrinseca anche con l'emanazione di opportune disposizioni normative. (Tribunale Amministrativo Lazio, sez. I, sent. n. 4119 13-05-2003)

 
5.1 Il segreto d’ufficio.

Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d'Italia in ragione della sua attività di vigilanza sono coperti da segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Ministro dell'economia e delle finanze e del presidente del CICR. Il segreto non può essere opposto all'autorità giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per le indagini, o i procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente.

I dipendenti della Banca d'Italia sono vincolati dal segreto d'ufficio e nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Governatore tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati.

 
6. La vigilanza.

La vigilanza sulle banche è funzione amministrativa e viene qualificata dal legislatore come "pubblico servizio".

In questo ambito devono essere attratte tutte le fasi di realizzazione di tale funzione, ivi comprese non solo quelle rivolte alla rilevazione di eventuali infrazioni alle regole da osservarsi dagli enti autorizzati all'attività creditizia, ma anche (e soprattutto) quelle dirette, attraverso la repressione dei comportamenti scorretti, alla dissuasione (e, quindi, alla prevenzione) del reiterarsi di comportamenti siffatti e, in definitiva, a presidiare l'interesse pubblico all'ordinato svolgimento di detta attività. (Consiglio di Stato, sez. VI, sent. n. 2533 13-05-2003).

La vigilanza può essere: informativa, regolamentare ed ispettiva.

 
7. La vigilanza informativa.

Le banche inviano alla Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, le segnalazioni periodiche nonché ogni altro dato e documento richiesto ed i propri bilanci.

Il collegio sindacale delle banche informa senza indugio la Banca d'Italia di tutti gli atti o i fatti, di cui venga a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una irregolarità nella gestione delle banche o una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria. A tali fini lo statuto della banca, indipendentemente dal sistema di amministrazione e controllo adottato, assegna all'organo che svolge la funzione di controllo i relativi compiti e poteri.

L'inosservanza dei doveri di tenuta della contabilità e di comunicazione di notizie corrette e veritiere, in conformità delle disposizioni della legge bancaria e delle direttive impartite dalla Banca d'Italia nell'esercizio delle attribuzioni da tale legge affidatele, è sanzionabile, per i componenti del consiglio di amministrazione degli istituti di credito, privi di funzioni rappresentative, ai sensi dell'art. 144 d.lg. 1 settembre 1993 n. 385, ove ascrivibile ad azioni od omissioni dei medesimi. Pertanto, tale disciplina sanzionatoria non contiene alcuna ipotesi di responsabilità oggettiva, presupponendo, invece, "l'imputabilità" dell'infrazione al suo autore e quindi il dolo o la colpa, non diversamente da quanto stabilito dalla disciplina generale dell'illecito amministrativo, desumibile dalla legge n. 689 del 1981. (Cassazione Civile, sez. I, sent. n. 6302 18-04-2003)

L'art. 2392 c.c. impone a tutti gli amministratori un generale dovere di vigilanza sul generale andamento della gestione, che non viene meno - come si evince dall'espressione "in ogni caso" di cui al comma 2 - neppure nell'ipotesi di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di uno o più amministratori, a meno che non forniscano la prova che, pur essendosi diligentemente attivati a tal fine, la predetta vigilanza non potè essere esercitata per il comportamento ostativo degli altri componenti del consiglio. (Cassazione Civile, sez. I, sent. n. 12696 29-08-2003).

La responsabilità solidale degli amministratori a norma dell'art. 2392 c.c. può essere in parte attenuata soltanto nelle ipotesi in cui la complessità della gestione sociale renda necessaria la ripartizione di competenze ed attività mediante ricorso ad istituti specifici, quali le deleghe di funzioni al comitato esecutivo o ad uno o più amministratori, attraverso una procedura formalizzata secondo la previsione dell'art. 2381 c.c.; è pertanto da escludere che, al di fuori delle ipotesi riconducibili al citato art. 2381, una divisione di fatto delle competenze tra gli amministratori, l'adozione, di fatto, del metodo disgiuntivo nell'amministrazione, o, semplicemente, l'affidamento all'attività di altri componenti il collegio di amministrazione, possano valere ad escludere la responsabilità di alcuni amministratori per le violazioni commesse dagli altri, posto che la condotta omissiva per affidamento a terzi, lungi dal comportare esclusione di responsabilità, può costituire invece ammissione dell'inadempimento dell'obbligo di diligenza e vigilanza. (Cassazione Civile, sez. I, sent. n. 12696 29-08-2003).

Il soggetto incaricato della revisione o del controllo contabile comunica senza indugio alla Banca d'Italia gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria ovvero che possano pregiudicare la continuità dell'impresa o comportare un giudizio negativo, un giudizio con rilievi o una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio. Tale soggetto invia alla Banca d'Italia ogni altro dato o documento richiesto.

 
7. Vigilanza regolamentare.

La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, emana disposizioni di carattere generale aventi a oggetto:

a) l'adeguatezza patrimoniale;
b) il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni;
c) le partecipazioni detenibili;
d) l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni.

Le disposizioni emanate possono prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d'Italia.

La Banca d'Italia può:

a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti delle banche per esaminare la situazione delle stesse;
b) ordinare la convocazione degli organi collegiali delle banche, fissandone l'ordine del giorno, e proporre l'assunzione di determinate decisioni;
c) procedere direttamente alla convocazione degli organi collegiali delle banche quando gli organi competenti non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla lettera b);
d) adottare, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singole banche per le materie indicate nel comma 1.

Le banche devono rispettare, per la concessione di credito in favore di soggetti a loro collegati o che in esse detengono una partecipazione rilevante, i limiti indicati dalla Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR.

Tali limiti sono determinati con esclusivo riferimento al patrimonio della banca e alla partecipazione in essa detenuta dal soggetto richiedente il credito. Il CICR disciplina i conflitti di interesse tra le banche e chi detiene una partecipazione rilevante rilevanti, relativi alle altre attività bancarie.

 
8. Vigilanza ispettiva.

La Banca d'Italia può effettuare ispezioni presso le banche e richiedere a esse l'esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari. Può richiedere alle autorità competenti di uno Stato comunitario che esse effettuino accertamenti presso succursali di banche italiane stabilite nel territorio di detto Stato ovvero concordare altre modalità delle verifiche.

Le autorità competenti di uno Stato comunitario, dopo aver informato la Banca d'Italia, possono ispezionare, anche tramite persone da esse incaricate, le succursali stabilite nel territorio della Repubblica di banche dalle stesse autorizzate. Se le autorità competenti di uno Stato comunitario lo richiedono, la Banca d'Italia può procedere direttamente agli accertamenti ovvero concordare altre modalità delle verifiche.
A condizione di reciprocità, la Banca d'Italia può concordare con le autorità competenti degli Stati extracomunitari modalità per l'ispezione di succursali di banche insediate nei rispettivi territori.

La Banca d'Italia dà notizia alla CONSOB delle comunicazioni ricevute.

La Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, esercita il controllo sulle succursali di banche comunitarie nel territorio della Repubblica.

 
9. La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie in materia di servizi afferenti alla vigilanza sul credito.

In base all'art. 33 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80, come sostituito dall'art. 7 l. 21 luglio 2000 n. 205, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi, ivi compresi quelli afferenti alla vigilanza sul credito: quest'ultima nozione è idonea a ricomprendere non solo i poteri istruttori, regolamentari, ispettivi e permissivi della Banca d'Italia, ma anche i conseguenziali poteri sanzionatori. (Tribunale Amministrativo Lazio, sez. I, sent. n. 7236 07-09-2001).

Appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo tutte le controversie proposte nella materia della " vigilanza sul credito", in cui cioè la legge attribuisce a un ente poteri di vigilanza nei confronti di soggetti che gestiscono professionalmente capitali, anche quando la vigilanza è esercitata nei confronti di istituti bancari o di fondi di liquidazione. (Consiglio di Stato, sez. VI, sent. n. 1153 02-03-2001)

 
9. Vigilanza su base consolidata.

Il gruppo bancario è composto:

a) dalla banca italiana capogruppo e dalle società bancarie, finanziarie e strumentali da questa controllate;
oppure:
b) dalla società finanziaria capogruppo e dalle società bancarie, finanziarie e strumentali da questa controllate, quando nell'ambito del gruppo abbia rilevanza la componente bancaria, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR.

La c.d. Capogruppo è la banca italiana o la società finanziaria con sede legale in Italia, cui fa capo il controllo delle società componenti il gruppo bancario e che non sia, a sua volta, controllata da un'altra banca italiana o da un'altra società finanziaria con sede legale in Italia, che possa essere considerata capogruppo.

La società finanziaria è considerata capogruppo quando nell'insieme delle società da essa controllate abbiano rilevanza determinante, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia in conformità delle deliberazioni del CICR, quelle bancarie, finanziarie e strumentali.

La capogruppo è soggetta ai controlli di vigilanza previsti e la Banca d'Italia accerta che lo statuto della capogruppo e le sue modificazioni non contrastino con la gestione sana e prudente del gruppo stesso.

La capogruppo, nell'esercizio dell'attività di direzione e di coordinamento, emana disposizioni alle componenti del gruppo per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia nell'interesse della stabilità del gruppo. Gli amministratori delle società del gruppo sono tenuti a fornire ogni dato e informazione per l'emanazione delle disposizioni e la necessaria collaborazione per il rispetto delle norme sulla vigilanza consolidata ed è altresì previsto l’obbligo di pronta comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti incaricati del controllo dei conti per ogni irregolarità riscontrata nel gruppo.

Ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso la società finanziaria capogruppo si applicano le disposizioni in materia di requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza previste per i soggetti che esercitano le medesime funzioni presso le banche.

Soggetti inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata da parte della Banca d'Italia sono:

a) società appartenenti a un gruppo bancario;
b) società bancarie, finanziarie e strumentali partecipate almeno per il 20% dalle società appartenenti a un gruppo bancario o da una singola banca;
c) società bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo bancario, ma controllate dalla persona fisica o giuridica che controlla un gruppo bancario ovvero una singola banca;
d) società finanziarie, aventi sede legale in un altro Stato comunitario, che controllano una capogruppo o una singola banca italiana, sempreché tali società siano incluse nella vigilanza consolidata di competenza della Banca d'Italia ai sensi dell'art. 69;
e) società bancarie, finanziarie e strumentali controllate dai soggetti di cui alla lettera d);
f) società bancarie, finanziarie e strumentali partecipate almeno per il 20%, anche congiuntamente, dai soggetti indicati nelle lettere d) ed e);
g) società finanziarie, diverse dalla capogruppo e dalle società indicate nella lettera d), che controllano almeno una banca;
h) società, diverse da quelle bancarie e finanziarie, che, fermo restando quanto previsto dall'art. 19, comma 6, controllano almeno una banca;
i) società diverse da quelle bancarie, finanziarie e strumentali quando siano controllate da una singola banca ovvero quando società appartenenti a un gruppo bancario ovvero soggetti indicati nelle lettere d), e), g) e h) detengano, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo.

Nei confronti dei soggetti inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata resta ferma l'applicazione di norme specifiche in tema di controlli e di vigilanza, secondo la disciplina vigente.

 
10. Vigilanza informativa su base consolidata.

Al fine di realizzare la vigilanza su base consolidata, la Banca d'Italia richiede ai soggetti indicati la trasmissione, anche periodica, di situazioni e dati nonché ogni altra informazione utile. La Banca d'Italia può altresì richiedere le informazioni utili all'esercizio della vigilanza su base consolidata.

Le società sottoposte all’attività di vigilanza su base consolidata, aventi sede legale in Italia, forniscono alla capogruppo ovvero alla singola banca le situazioni, i dati e le informazioni richiesti per consentire l'esercizio della vigilanza consolidata.
Le società con sede legale in Italia ricomprese nella vigilanza su base consolidata di competenza delle autorità di vigilanza degli altri Stati comunitari forniscono ai soggetti individuati dalle stesse le informazioni necessarie per l'esercizio della vigilanza consolidata.

 
11. Vigilanza regolamentare su base consolidata.

Al fine di realizzare la vigilanza consolidata, la Banca d'Italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, ha facoltà di impartire alla capogruppo, con provvedimenti di carattere generale o particolare, disposizioni, concernenti il gruppo bancario complessivamente considerato o suoi componenti, aventi ad oggetto:

a) l'adeguatezza patrimoniale;
b) il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni;
c) le partecipazioni detenibili;
d) l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni.

Le disposizioni emanate possono prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d'Italia.

 
12. Vigilanza ispettiva su base consolidata.

A fini di vigilanza su base consolidata, la Banca d'Italia può effettuare ispezioni presso i soggetti sottoposti ad essa e richiedere l'esibizione di documenti e gli atti che ritenga necessari. Le ispezioni nei confronti di società diverse da quelle bancarie, finanziarie e strumentali hanno il fine esclusivo di verificare l'esattezza dei dati e delle informazioni forniti per il consolidamento.
La Banca d'Italia può richiedere alle autorità competenti di uno Stato comunitario di effettuare accertamenti presso i soggetti indicati nel comma 1, stabiliti nel territorio di detto Stato, ovvero concordare altre modalità delle verifiche.

La Banca d'Italia, su richiesta delle autorità competenti di altri Stati comunitari o extracomunitari, può effettuare ispezioni presso le società con sede legale in Italia ricomprese nella vigilanza su base consolidata di competenza delle autorità richiedenti. La Banca d'Italia può consentire che la verifica sia effettuata dalle autorità che hanno fatto la richiesta ovvero da un revisore o da un esperto.

Elenco completo degli articoli

 

Si iscriva alla Newsletter per ricevere gli approfondimenti

 

Raccolta di Giurisprudenza in Omaggio:

IL CONTENZIOSO SUL MUTUO BANCARIO

Clicca qui per richiedere la Raccolta in omaggio

 
 
 

© COPYRIGHT TIDONA

Tutti i contenuti sono protetti dal diritto d'autore. Ogni utilizzo non autorizzato sarà perseguito ai sensi di legge.

RIPRODUZIONE VIETATA

 

 

 

Vedi tutti gli articoli
NOTE OBBLIGATORIE per la citazione o riproduzione degli articoli e dei documenti pubblicati in Magistra Banca e Finanza
È consentito il solo link dal proprio sito alla pagina della rivista che contiene l'articolo di interesse.
È vietato che l'intero articolo, se non in sua parte (non superiore al decimo), sia copiato in altro sito;  anche in caso di pubblicazione di un estratto parziale è sempre obbligatoria l'indicazione della fonte e l'inserimento di un link diretto alla pagina della rivista che contiene l'articolo.
Per la citazione in Libri, Riviste, Tesi di laurea, e ogni diversa pubblicazione, online o cartacea, di articoli (o estratti di articoli) pubblicati in questa rivista è obbligatoria l'indicazione della fonte, nel modo che segue:
Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
Studio Legale Tidona | Diritto Bancario e Finanziario
 
In questo sito web utilizziamo cookies tecnici per migliorare la Sua navigazione. Continuando la navigazione acconsente al loro uso. Maggiori informazioni alla nostra cookie policy.

stampa questa pagina

© copyright 1998-2009 Studio Legale Tidona e Associati | Tidona.com |