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Il sistema bancario tedesco: una realtà in cambiamento

Di Massimo Luppino

8 ottobre 2001

 

Se si cerca di dare una visione sintetica dei fattori che hanno determinato la nascita e l’evoluzione del settore bancario in Germania fino alla sua configurazione attuale, sono due i fattori essenziali: in primo luogo le condizioni e congiunture economiche esistenti all’epoca della costituzione delle prime grandi banche tedesche e, in secondo luogo, le correnti di pensiero ideologico-storiche che in modo molto incisivo hanno contribuito alla formazione di tale struttura.

Il sistema bancario tedesco è il risultato di un’evoluzione storica secolare, nella quale ha avuto un ruolo fondamentale la rivoluzione industriale, quindi, il passaggio da un’economia di tipo agrario ad un’economia di tipo industriale. Ciò è vero in prima linea vero per quanto concerne la costituzione delle grandi banche e degli altri istituti di credito privati, nati in prevalenza negli anni Settanta dell’800, come reazione all’incapacità degli allora banchieri privati di finanziare lo sviluppo del comparto industriale e la crescita del commercio estero.

Il sistema bancario tedesco, più dei settori bancari degli altri paesi industrializzati, è caratterizzato dalla forte presenza e rilevante importanza dell’organizzazione delle casse di risparmio e della categoria delle banche cooperative.

Le motivazioni ispiratrici che hanno portato alla fondazione delle casse di risparmio sono state in prima linea di ordine socio-politico. Si voleva concedere agli strati più poveri della popolazione la possibilità d’investire i propri risparmi in modo sicuro.

Nel caso delle banche cooperative la loro costituzione ha avuto una matrice di tipo socio-economico; le banche esistenti alla fine dell’800 non erano in grado di elargire credito ai piccoli imprenditori e piccoli agricoltori. E così, come reazione a tale deficienza del settore creditizio vennero fondate le prime banche cooperative. Le banche cooperative come le casse di risparmio hanno visto ampliare nel corso degli anni la gamma dei servizi offerti, diventando sempre di più banche di tipo universale.

Esistono chiaramente anche altri tipi di banche, in gran parte istituti di credito speciale, ma che comunque rappresentano realtà minori. Nel settore creditizio tedesco coesistono, quindi, banche universali e istituti di credito speciale, ma il primo tipo risulta essere dominante dal punto di vista quantitativo-numerico.

Partendo dalla ripartizione effettuata dalla Deutsche Bundesbank, il settore bancario tedesco nella sua configurazione odierna può essere suddiviso in quattro categorie: l’organizzazione delle casse di risparmio, la categoria delle banche cooperative, gli enti creditizi di diritto privato ed gli istituti di credito speciale.

La categoria delle casse di risparmio è formata dalle casse di risparmio e dalle banche regionali/uffici centrali di compensazione nonché dalle altre istituzioni comuni della categoria. Peculiarità del sistema tedesco è che le singole casse di risparmio non sono in concorrenza tra loro; ciò in virtù del cd. principio regionale. Altro principio molto importante, operante ad hoc per questa categoria è il principio dell’enumerazione tassativa ovvero le loro possibilità operative vengono determinate dalle leggi regionali sulle casse di risparmio; leggi che non sono statiche, ma che vengono via via adeguate alle necessità di mercato. Oggi tali leggi sono concepite in modo taleche le casse di risparmio assieme ai propri istituti centrali di categoria operano in modo simile ad un gruppo polifunzionale, laddove le casse di risparmio si concentrano soprattutto sul retail banking e le banche regionali sul wholesale banking e sulle altre funzioni tipiche di un istituto bancario centrale.

Il gruppo delle banche cooperative opera ancora fondamentalmente secondo un sistema piramidale a tre livelli. La base di tale costruzione è costituita dalle banche cooperative, che ad eccezioni di alcuni pochi casi, sono di piccola entità ed operano prevalentemente a livello locale. Al secondo livello si posizionano le banche centrali cooperative regionali, il cui numero è progressivamente sceso nel tempo. Al vertice di tale sistema si attesta la Deutsche Genossenschaftsbank, il cui capitale è principalmente detenuto dalle altre banche centrali cooperative. In modo simile a quanto avviene nell’organizzazione delle casse di risparmio, tale sistema ha l’obiettivo di garantire che le singole banche cooperative operanti a livello locale possano offrire ai propri utenti una gamma universale di servizi finanziari. Peculiarità delle banche cooperative è che operano secondo i principi di auto-tutela ed auto-responsabilità. Attraverso l’attività delle banche cooperative deve essere promossa la posizione economica dei soci.

La Bundesbank ricomprende nel gruppo degli enti creditizi di diritto privato le grandi banche, le banche di dimensione regionale operanti nella forma di società di capitali, le filiali e le controllate di banche estere ed i banchieri privati.

Le grandi banche s’identificano con la Deutsche Bank, Dresdner Bank, Commerzbank e da alcuni anni la HypoVereinsbank. Tali istituti di credito hanno una rete di sportelli che si estende su tutto il territorio federale ed operano in tutti i comparti dell’attività bancaria.

Da sempre le grandi banche hanno avuto un forte legame con l’industria e con gli altri settori dell’economia. Infatti, le grandi banche sono banche universali che hanno rilevanti partecipazioni non solo nel settore finanziario, ma spesso anche in imprese industriali e gruppi commerciali.

Le banche di dimensione regionale inserite nella categoria degli enti creditizi privati sono banche universali che non operano su tutto il territorio federale, ma che concentrano il baricentro della propria attività su una o più regioni. Inoltre, hanno quasi esclusivamente la forma di società di capitali. 

Le filiali e controllate di banche estere si occupano soprattutto di offrire servizi bancari ai clienti provenienti dal paese d’origine della banca così come assistere gli utenti tedeschi che hanno rapporti d’affari con il paese dove la banca ha la propria sede centrale. Altre banche estere si dedicano prevalentemente all’investment banking; solamente pochi istituti di credito esteri sono riusciti a posizionarsi in modo rilevante sul mercato bancario tedesco ed avere accesso ad una larga fascia di utenti.

I banchieri privati appartengono agli istituti di credito più vecchi del sistema bancario. Con l’industrializzazione, a partire dalla fine del XIX secolo e nel XX secolo hanno progressivamente perso la propria importanza. Oggi la maggior parte di questi banchieri sono istituti specializzati che per lo più operano nel private banking con i soggetti più abbienti, ad esempio con la prestazione di servizi nell’ambito delle operazioni su valori mobiliari e dell’amministrazione di patrimoni.

Gli istituti di credito speciale hanno focalizzato la propria attività verso determinati ambiti operativi ed una determinata cerchia di clienti o svolgono particolari incarichi assegnati dallo Stato o dall’economia creditizia. Molti istituti di credito speciale fanno parte di un gruppo finanziario o di una delle due organizzazioni bancarie.

Un sistema di vigilanza bancario efficiente appartiene agli elementi essenziali dell’infrastruttura di ogni sistema finanziario Quando si analizza la struttura di un sistema bancario non si può trascurare l’organizzazione ed il funzionamento della vigilanza bancaria, nonché il ruolo e le funzioni della banca centrale, nel nostro caso, la Deutsche Bundesbank, da sempre uno dei protagonisti principali della scena finanziaria tedesca.

La vigilanza degli istituti di credito in Germania è fondamentalmente centralizzata, anche se poteri e funzioni sono suddivisi tra più enti. Gli attori principali di tale sistema sono il Bundesaufsichtsamt für das Kreditwesen e la Deutsche Bundesbank, laddove quest’ultima ricopre sostanzialmente una funzione di sostegno nei confronti del primo ente, cui sono affidate le funzioni primarie.

È da notare, come negli ultimi anni, si registri l’affermarsi della volontà di maggiore centralizzazione delle istituzioni di vigilanza, volontà sbocciata nella proposta di un disegno di legge che prevede l’istituzione di un’unica authority di vigilanza per tutti gli intermediari finanziari, bancari e non bancari.

La Deutsche Bundesbank è suddivisa in nove amministrazioni centrali rappresentate dalle banche centrali dei Länder. Quest’ultime non possono essere assimilate a semplici filiali, in quanto non si limitano ad eseguire direttive che provengono da un’entità gerarchica superiore, bensì partecipano attivamente, attraverso la presenza dei loro rappresentanti negli organi direttivi della Bundesbank, alla politica della banca centrale tedesca. Con il passaggio della sovranità della politica monetaria alla Banca Centrale Europea, le banche centrali dei Länder hanno visto scomparire il loro ruolo attivo nella determinazione degli indirizzi di politica monetaria. In linea con le tendenze riformiste che regnano in questo periodo in Germania, è stato presentata una proposta di legge che non solo prevede lo snellimento della struttura della Bundesbank, ma anche i poteri dei governatori delle banche centrali dei Länder verranno ridotti in maniera significativa.

Inoltre, la partecipazione tedesca all’ultima fase dell’Unione Monetaria ha comportato rilevanti cambiamenti istituzionali, soprattutto per la Deutsche Bundesbank, che vede passare parte delle proprie funzioni alla Banca Centrale Europea. Importanti sono state le modifiche apportate al diritto nazionale tedesco che hanno avuto principalmente l’obiettivo di rafforzare l’indipendenza della Deutsche Bundesbank o sono servite all’integrazione di questa nel Sistema Europeo delle Banche Centrali.

La descrizione dettagliata del processo storico che ha condotto alla configurazione odierna del sistema bancario tedesco e dei caratteri strutturali e peculiari che questo presenta, rappresenta il presupposto fondamentale per la comprensione dell’evoluzione avvenuta nel settore bancario tedesco.

La forma originaria dell’intermediazione nel settore finanziario attraversa in Germania una profonda evoluzione. Cambiamenti nel contesto economico e sociale e nuove forme di concorrenza caratterizzano la situazione del settore finanziario tedesco.

Per quasi nessun altro settore il contesto operativo si è così profondamente modificato come è accaduto per l’economia finanziaria. La globalizzazione dei mercati finanziari ed il forte progresso tecnologico accompagnati da un aumento delle esigenze della clientela hanno ormai da anni scatenato un processo di evoluzione strutturale anche nel settore bancario tedesco.

Le barriere di entrata al mercato si vanno attenuando per effetto della globalizzazione dei mercati finanziari ed il forte sviluppo delle tecniche d’informazione e comunicazione, nonché per la progressiva riforma degli assetti istituzionali e regolamentari dei mercati.

A ciò si aggiunga il cambiamento del comportamento della clientela, per la quale qualità e prezzo hanno assunto più che mai un valore decisivo. La conseguenza di tali cambiamenti è innanzitutto l’alleggerimento della tradizionale relazione con la propria Hausbank. Sono ormai molte le imprese, così come i nuclei familiari, che si avvalgono di più istituti di credito per l’effettuazione di operazioni bancarie. Parallelamente è aumentato il patrimonio della popolazione tedesca; ciò ha avuto come effetto l’aumento d’importanza del private banking, l’attività bancaria con i soggetti privati.

Altro fenomeno che delinea la nuova dimensione della concorrenza è la disintermediazione e la crescente presenza di near-banks (società offerenti carte di credito, società di gestione di patrimoni, etc.) e non-banks (gruppi automobilistici, catene commerciali, gruppi petroliferi, etc.). Negli anni Novanta il settore bancario non è più riuscito a conservare la posizione che aveva originariamente nell’economia finanziaria nazionale.

Sono soprattutto le grandi imprese che sempre più rinunciano all’intermediazione delle banche e si finanziano tramite l’emissione di obbligazioni, anche se il ruolo dell’emissione di obbligazioni come fonte di finanziamento è ancora basso se confrontato con quello di altri paesi industrializzati; ciò a causa del basso peso degli investitori istituzionali in Germania. La risposta delle banche a tale fenomeno è stato il rafforzamento della tendenza all’allontanamento dal commercial banking a favore dell’investment banking, con un conseguente aumento dell’importanza delle operazioni indipendenti da interessi nel bilancio delle banche.

Il processo di cambiamento verrà accelerato dall’Euro. Con l’Unione Monetaria Europea nasce un unico mercato dei capitali europeo; i mercati europei perdono, in virtù della scomparsa del rischio di cambio, la loro originaria frammentazione nazionale. Un’area valutaria comune crea una maggiore trasparenza nell’offerta dei servizi bancari in quanto le comparazioni tra le banche saranno più facili. Ne risulta un’intensificazione ed una ridefinizione della concorrenza.

In considerazione di tali fattori, le banche sono chiamate a ripensare profondamente il proprio modo di operare e, di conseguenza, a ridefinire la propria politica degli sportelli e a valutare l’attivazione di canali distributivi alternativi alle filiali.

C’è stata un’evoluzione degli obiettivi della politica degli sportelli, non più l’acquisizione di clienti e depositi, bensì l’intensificazione delle relazioni con il cliente; ciò ha comportato un’inversione di marcia in relazione all’espansione territoriale che aveva preso il via negli anni Cinquanta.

In particolare, dal 1958, data in cui fu abolito il cd. “controllo di necessità”, fino al 1975 forte fu l’espansione del numero di agenzie bancarie che salì del 65%. Tra il 1975 e il 1985 la rete degli sportelli fu sviluppata lentamente solo in misura del 2,6%. Da allora il numero di agenzie è lentamente e costantemente in discesa. In virtù della riunificazione delle due Germanie il numero assoluto delle agenzie è nuovamente salito dal 1990. L’effetto creato dalla riunificazione non poteva che essere temporaneo e così tra la fine del 1992 e la fine del 1999 il numero di sportelli è sceso di oltre il 10%.      

Nonostante lo snellimento della rete degli sportelli  bancari che ha caratterizzato la Germania, il sistema bancario tedesco dispone ancora di un’alta densità se comparata con quella degli altri paesi dell’Unione Europea.

Questo processo che si è instaurato nel sistema bancario tedesco crea però anche nuovi mercati e nuove opportunità di profitto. Se da un lato la nuova dimensione della concorrenza ha significato un forte rafforzamento della concorrenza all’interno del settore bancario, è da rilevare comunque come quest’ultimo abbia nel corso degli anni Novanta conosciuto una forte espansione, che in termini quantitativi è anche superiore alla crescita media del PIL. Dall’altro lato, le banche, in virtù dell’aumentata concorrenza con altri intermediari finanziari hanno visto significativi arretramenti nell’ambito delle operazioni di credito e di deposito e dovuto subire una diminuzione dei margini di utili.

Paragonato al resto dell’Europa, il settore bancario in Germania è caratterizzato da una bassa concentrazione delle posizioni di mercato, spiegabile in base alla sua particolare struttura Anche i cambiamenti avvenuti all’interno del settore bancario sembrano avere avuto poca influenza sulla distribuzione delle quote di mercato delle categorie bancarie. La Germania, infatti, è rimasta pressoché immune da crisi bancarie, che altrove hanno comportato considerevoli spostamenti in relazione alle posizioni di mercato.

Le posizioni di mercato sono cambiate soprattutto all’interno delle singole categorie bancarie e, inoltre, l’analisi delle quote di mercato misurate in relazione al volume d’affari nasconde come in realtà nei singoli comparti d’attività nel corso del tempo i spostamenti siano stati notevoli.

L’analisi della struttura dei bilanci nella loro evoluzione dal 1990 lascia intravedere la continuazione di alcune tendenze di lungo periodo. Dalla parte dell’attivo si è assistito ad un aumento significativo del peso dei crediti su valori mobiliari e dei crediti a l/termine, mentre il lato passivo è stato caratterizzato dall’incremento della quota di debiti obbligazionari a scapito delle operazioni di deposito.

All’aumento dell’interdipendenza  dei singoli mercati finanziari e la maggiore importanza dell’attività internazionale, gli istituti di credito tedeschi hanno reagito con un ampliamento della loro già forte presenza all’estero. Tale fenomeno si riversa soprattutto nella veloce crescita del volume d’affari delle filiali estere.

Sul lato opposto, nelle operazioni bancarie tradizionali la quota delle banche estere sul volume d’affari totale è stagnante da molti anni; una posizione tradizionalmente forte viene assunta nell’investment banking.

Anche in Germania però il sistema bancario, da alcuni anni a questa parte, ha cominciato a rispondere ai cambiamenti delle condizioni di mercato con una febbre di acquisizioni e fusioni. Notizie relative a fusioni, acquisizioni, partecipazioni e cooperazioni si susseguono freneticamente. Accanto ad una molteplicità di fusioni di piccole dimensioni avvenute nella categoria delle casse di risparmio ed in quella delle banche cooperative, sono state soprattutto le fusioni tra i maggiori istituti di credito tedeschi ad attrarre l’attenzione del mondo finanziario.

Già fin dalla sua nascita il sistema bancario tedesco è protagonista di un processo di concentrazione in base al quale il numero degli istituti bancari è sceso continuamente, anche se più o meno velocemente a seconda dell’intervallo temporale.

Se si osservano le singole categorie bancarie il quadro diventerà ancora più chiaro. La tendenza verso il consolidamento è stata più marcata nella categoria degli istituti di credito di diritto pubblico; allo stesso modo è da descrivere il processo di concentrazione che ha percorso la categoria delle banche cooperative.

Complessivamente si può notare come il processo di concentrazione che tutt’ora attraversa l’economia bancaria tedesca abbia in prevalenza interessato il segmento delle “banche piccole”. Negli ultimi anni ciò sta mutando in modo vistoso. Le speculazioni su possibili fusioni o acquisizioni proliferano e riguardano sempre di più anche le banche di maggiori dimensioni: basti pensare alla fusione che ha dato origine alla Bayerische HypoVer-einsbank, il secondo istituto bancario in Germania. Gli esempi da citare sono molteplici e riguardano tutte le categorie bancarie.

Anche l’evoluzione verso la bancassurance è iniziata in Germania da più di un secolo, ma nel corso degli anni Novanta ha conosciuto un nuovo vigore mai visto prima. Una delle cause che ha portato all’intensificazione del fenomeno di bancassurance  è sicuramente la deregulation; quest’ultima affievolisce le frontiere tra attività bancaria ed assicurativa. Inoltre, i margini di profitto, che già sono in diminuzione, vengono messi ancor più sotto pressione dall’aumento della concorrenza.

In tale contesto, s’inserisce anche l’acquisizione di Dresdner Bank da parte di Allianz, quest’ultima da sempre protagonista attivo nel monopoly bancario tedesco; tale operazione darà vita al secondo gruppo finanziario europeo la cui gamma comprende assicurazioni, servizi bancari e prodotti d’investimento.

L’idea non è nuova, ma la novità assoluta consiste nell’acquisizione in Germania di una banca da parte di un ente assicurativo.

Da un alto si assiste ad un’intensificazione degli intrecci tra banche ed assicurazioni, basate su partecipazioni ed accordi di cooperazione; dall’altro lato, le maggiori compagnie assicurative hanno deciso di non voler più lasciare alle banche il predominio nella gestione dei fondi comuni d’investimento e nell’amministrazione di patrimoni. Inoltre, il comparto dell’asset management è considerato il mercato con le maggiori potenzialità di crescita nell’ambito dell’economia finanziaria. E così sempre più istituti assicurativi entrano in gioco attraverso la costituzione di una propria società di asset management.

In futuro nessun istituto assicurativo potrà sopravvivere se non comprenderà nel proprio core business, anche altri servizi oltre quelli assicurativi. L’asset management sarà sicuramente di quei comparti che vedranno progressivamente aumentare il proprio peso all’interno delle strategie di crescita degli enti assicurativi.

I cambiamenti strutturali nel sistema bancario sono sia l’effetto sia la causa di strutture di mercato cambiate. Dal momento però che i mercati non compiono un unico adeguamento per poi passare ad una fase statica, e dal momento che la direzione del cambiamento può mutare e nuove tendenze prendere piede in modo virulento, risulta molto difficile fare un’analisi prospettica delle future strutture dell’economia bancaria tedesca.

La banca del futuro? Naturalmente rimarrà principalmente una stazione di raccolta e concessione di denaro e capitale. Nella veste di specchio finanziario dell’economia e della società e dei suoi cambiamenti, l’evoluzione fa parte della sua esistenza. Il sistema bancario tedesco ha fino ad adesso superato bene questa prova permanente e ha le carte in regola per continuare a farlo.

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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