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La linea di credito "evergreen"

Di Maura Castiglioni, Avvocato

11 settembre 2000

 

L’evergreen è una particolare linea di finanziamento caratterizzata da una scadenza fissa predeterminata (solitamente un trimestre), ma ripristinabile dal cliente attraverso il preavviso di una relativa richiesta di rinnovo indirizzata alle banche finanziatrici.

Si tratta pertanto di una concessione di denaro scadenzata temporalmente ma in realtà aperta ed indefinita perché continuamente soggetta a possibili ripristini e per questo motivo denominata “sempreverde” (evergreen).

In genere il prestito viene accordato da un pool di banche in quanto concerne ingenti cifre di denaro volte a finanziare investimenti ad alto livello; l'ammontare della linea concessa può pertanto venire aumentato, per effetto dell'ingresso nel pool di nuove banche, oppure ridotto, qualora uno o più istituiti finanziatori decidano di recedere.

L’evergreen consente ad entrambe le parti di esercitare il diritto di recesso ma in tempi notevolmente differenti. Infatti le banche partecipanti – per il tramite dell’istituto capofila (lead manager) che agisce in rappresentanza di tutte le altre – possono decidere di revocare l’accordo rispettando tuttavia un congruo preavviso in genere compreso tra i sei e i quindici mesi. Solo in casi del tutto eccezionali e qualora si manifestino gravi circostanze in grado di compromettere la capacità di rimborso dell’impresa finanziata,  le banche possono recedere con effetto immediato.

A differenza di quanto sopra invece al cliente è data facoltà di recedere dal contratto con preavviso incluso di norma tra i sessanta ed i novanta giorni.

L'indeterminatezza della scadenza ed i termini contrattuali del preavviso inferiori comunque a diciotto mesi fanno rientrare l'evergreen tra i prestiti a breve termine.

Il servizio di credito che caratterizza l’evergreen appare particolarmente sofisticato e può essere brevemente sintetizzato nella facoltà attribuita al beneficiario (borrower) di utilizzare più volte i fondi, per cifre anche parziali – pur sempre nel limite dell’importo massimo originariamente stabilito - senza la necessità di rimborsare i prelievi effettuati in precedenza prima di procedere ad ulteriori utilizzi. Il soggetto finanziato ha la disponibilità di un importo massimo accordato dalle banche, con l’onere tuttavia di comunicare per iscritto, e con un dato preavviso, la somma che intenda prelevare durante il periodo trimestrale contrattualmente stabilito. Alla scadenza del trimestre al beneficiario è data facoltà di attingere nuovamente alla linea di credito, per la parte residua, anche per un importo diverso da quello utilizzato in precedenza, oppure non utilizzarla - riservandosi la possibilità di accedere nuovamente al finanziamento in un momento successivo – ed anzi dar luogo ad un rimborso parziale o totale di quanto prelevato nel trimestre precedente qualora ad esempio si verifichi in favore del borrower di un flusso di reddito che consenta la restituzione di quanto avuto in prestito.

Infatti la ratio dell’istituto dell’evergreen è volta a consentire importanti aiuti economici ad imprese che debbano supportare rilevanti investimenti a rapido ritorno ma con flussi di reddito incostanti o che comunque presentino un notevole grado di incertezza nel momento in cui si realizzerà il flusso di reddito. Gli istituti finanziatori saranno certamente soggetti ad una forte tensione di liquidità – anche in quanto saldamente vincolati al contratto a seguito dei maggiori tempi per l’esercizio della revoca rispetto al cliente – ma comunque sono in ogni caso “garantiti” dalla relativa certezza di ritorno degli investimenti finanziati.

Il pool di banche finanziatrici può sempre negare la richiesta di rinnovo avanzata dal beneficiato alla scadenza stabilita, cautelandosi quindi verso quella clientela che non abbia evidenziato nel corso del rapporto una elevata movimentazione e non sia in grado di comprovare un equilibrio finanziario tale da assicurare il rimborso dovuto.

Può accadere poi che il debitore esaurisca tutto il finanziamento concessogli senza provvedere ad alcun rimborso durante il periodo contrattuale stabilito ed anzi continuando ad inoltrare le prescritte richieste di rinnovo allo scadere di ogni trimestre, pur senza avere più alcuna possibilità di prelievo. In questa ipotetica circostanza il cliente ha interesse alla continuazione del rapporto, vedendo infatti in questo modo posticipato ad un momento imprecisato nel futuro – la revoca del rapporto – l’obbligo di rimborso in un’unica soluzione. D’altra parte anche la banca – purché sia certa della capacità del debitore di procedere alla restituzione del finanziamento – può avere interesse a che l’accordo sia rinnovato ad ogni scadenza,  in quanto continuerebbe a percepire le commissioni (fees) e gli interessi stabiliti quale compenso del prestito accordato.

Nulla impedisce poi che il pool di banche finanziatrici trasformi un recesso ordinario già manifestato – che impone un consistente preavviso – in  un recesso immediato (cioè vincolante subito e senza alcun preavviso alla restituzione delle somme utilizzate)  qualora si verifichino quelle gravi circostanze che lo avrebbero di già permesso in corso di rapporto (protesto o fallimento in capo al beneficiato o di eventuali garanti, segnalazione alla centrale dei rischi di posizioni debitorie, etc.). Difatti durante il periodo di preavviso il rapporto rimarrebbe in essere continuando a produrre i suoi effetti, il che consentirebbe al cliente di procedere ad ulteriori prelievi nel limite finanziato. Proprio la permanenza degli effetti sostanziali del rapporto durante il tempo di preavviso permette pertanto al pool di trasformare il recesso ordinario precedentemente esercitato in recesso immediato, cautelandosi dal rischio che il cliente – nel pericolo di insolvenza – provveda comunque ad ulteriori prelevamenti.

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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