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Presentazione del regime fiscale della Zona Franca della Regione Autonoma di Madeira

Di Stefano Teti avvocato
e Biagio Giancola avvocato
 
ICAMS Lda
International Consulting Accounting & Management Services
Funchal (Madeira)
Portugal
icams@netmadeira.com

22 settembre 2003

 
La Regione Autonoma di Madeira.

1. Introduzione

La Regione Autonoma di Madeira è costituita da un arcipelago di isole situate nell’Oceano Atlantico, a circa 1000 Km a sud-ovest della penisola iberica, ed appartiene alla Repubblica Portoghese. L’isola di Madeira, la cui capitale è Funchal, è quella più estesa ed importante della Regione, che include anche le isole di Porto Santo, Desertas e Selvagens. La popolazione dell’arcipelago è di circa 250.000 abitanti, quasi la metà dei quali vive nella capitale Funchal.

La Costituzione portoghese del 1976 garantisce un ampia autonomia politica ed amministrativa alla Regione, ferma restando la sua soggezione alla normativa ed alle autorità di governo portoghesi. In particolare, l’Assemblea Regionale di Madeira ha il potere di emanare leggi nelle materie di speciale competenza della Regione, sempre nel rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica Portoghese e con esclusione di quelle materie riservate alla esclusiva competenza del Parlamento Portoghese.

La posizione periferica e le particolari condizioni socio-economiche dell’isola hanno reso necessaria l’adozione di un regime di agevolazioni dirette a consentire il graduale raggiungimento di un livello di sviluppo assimilabile a quello delle Regioni dell’Europa continentale. Inizialmente, tale obiettivo è stato perseguito con l’istituzione, nel 1980, di una Free Trade Zone (FTZ), all’interno della quale le merci potevano circolare liberamente, creando condizioni di particolare favore per lo sviluppo dell’industria e dell’occupazione. Successivamente, attorno alla FTZ, è stato realizzato un vero e proprio sistema economico autonomo, denominato International Business Centre (IBC), gestito da una società appositamente costituita, la Sociedade de Desenvolvimento da Madeira, S.A. (SDM). L’IBC è attualmente costituito da:
 
- la zona franca industriale;
- il centro servizi internazionali;
- il centro finanziario off-shore;
- il Registro Navale Internazionale.

Con l’ingresso del Portogallo nell’Unione Europea, avvenuto nel 1986, si rese necessaria la “negoziazione”, tra le autorità portoghesi e quelle comunitarie, del particolare regime di agevolazioni così introdotto che, ovviamente, costituiva una chiara ipotesi di aiuto di Stato, in linea generale vietato dalla normativa comunitaria (v. artt. 87 e ss. del Trattato Istitutivo della Comunità Europea). Gli accordi stipulati per inquadrare l’ordinamento della Regione Autonoma di Madeira nell’ambito dell’Unione Europea hanno consentito il mantenimento delle agevolazioni fino al 31 dicembre 2011, riconoscendo la funzionalità del regime introdotto e la sua capacità di favorire il graduale superamento delle condizioni di ritardo nello sviluppo socio-economico della Regione.
 
Lo schema degli aiuti di stato della durata di 25 anni prevedeva e prevede un programma di verifica periodica da parte della Commissione Europea (avvenuta di fatto ogni cinque anni) dell’incidenza di tali aiuti sullo sviluppo socio-economico della Regione. In effetti, ed a seguito dei controlli effettuati dalla Commisione Europea, l’ultima proroga di reiterazione del primo schema di regime agevolativo è scaduta il 31 dicembre 2000 e le autorità portoghesi hanno dovuto sospendere, per gli anni 2001 e 2002, la concessione di licenze a favore di società di nuova costituzione, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regime. La Commissione Europea ha approvato, alla fine del 2002, il nuovo schema di agevolazioni, che è in attesa di essere trasposto nella nuova normativa da parte delle autorità legislative portoghesi.


2. La Free Trade Zone di Madeira.

L’istituzione della FTZ di Madeira è stata autorizzata con Decreto Legge n. 500/80, del 20 ottobre 1980, che prevedeva la creazione di una zona franca di natura industriale, all’interno della Regione Autonoma di Madeira, costituita da un’area di libera importazione ed esportazione di merci. Con il Decreto Regolamentare n. 53/82, del 23 agosto 1982, è stata istituita la FTZ, come area di territorio nella quale le merci non sono considerate all’interno del territorio nazionale dalle autorità doganali e conseguentemente sono esentate da imposte doganali, restrizioni sulle importazioni ed altre simili misure e disposizioni. Superando l’iniziale impostazione, il Decreto n. 53/82 precisa che qualunque attività di tipo industriale, commerciale o finanziario può essere esercitata all’interno della FTZ, laddove autorizzata dal Governo Regionale, chiamato a verificare le capacità degli aspiranti licenziatari e l’interesse economico sottostante ciascuna attività.

Infine, il Decreto Regolamentare Regionale n. 21/87/M, del 5 settembre 1987, disciplina nel dettaglio il funzionamento della FTZ e la procedura per il rilascio delle licenze, escludendo espressamente da tale ambito normativo le attività finanziarie off-shore, specificamente regolate dal Decreto Legge n. 10/94, del 13 gennaio 1994.
Numerose società estere hanno ottenuto licenza ed avviato attività industriali e commerciali all’interno della FTZ, soprattutto nel settore alimentare, manifatturiero e dell’energia, installando stabilimenti e beneficiando delle infrastrutture predisposte nell’area. All’interno della FTZ, infatti, ciascuna struttura può utilizzare servizi primari come reti elettriche, idriche, fognarie e di telecomunicazione e può avvalersi di un porto con acque profonde, adeguatamente attrezzato per il carico e lo scarico di ogni tipo di merce.

Le società operanti nell’ambito della FTZ beneficiano, in aggiunta alle esenzioni o agevolazioni fiscali relative alle imposte sui redditi (di cui si tratterà nei successivi paragrafi), di notevoli vantaggi anche in materia di dazi doganali: le materie prime e i prodotti semilavorati importati nella FTZ sono esenti dal dazio di importazione se destinati alla trasformazione in loco in nuovi prodotti che, essendo per questo considerati fin dall’origine comunitari, sono esenti da dazi di importazione al momento della loro immissione nel mercato dell’Unione Europea.

Inoltre, il Decreto Legge n. 165/86, del 26 giugno 1986, prevede degli incentivi finanziari, orginariamente a carico del Governo Regionale ed attualmente concessi dall’Unione Europea, che coprono fino al 50% dei costi sostenuti per la formazione del personale (in considerazione del contenuto tecnologico e dell’impatto socio-economico sulla regione) e per l’adozione di processi di produzione idonei a determinare risparmio energetico.



3. Quadro giuridico societario

L’autonomia amministrativa che caratterizza Madeira ha esclusivamente carattere regionale. Pertanto, per le materie di più generale respiro (in particolare, diritto valutario e societario) è necessario fare riferimento alla legislazione nazionale portoghese.
In Portogallo, le società possono assumere le seguenti forme:
 
- sociedade anònima (società per azioni);
- sociedade por quotas o limitada (società a responsabilità limitata);
- sociedade em nome colectivo (società in nome collettivo)
- sociedade em comandita simple o por açoes (società in accomandita semplice o per azioni);
- sociedades coligadas (associazioni di imprese).
 
Tra queste, si analizzano qui di seguito le forme maggiormente utilizzate, che sono la sociedade anonima e la sociedade limitada.

a) Sociedade anonima
- la società è costituita da almeno 5 soci sottoscrittori (possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualsiasi nazionalità e residenza);
- non ci sono limiti all’oggetto sociale;
- il capitale sociale minimo è di 50.000 Euro (il taglio minimo delle azioni è di 1 Euro), di cui almeno il 30% deve essere versato; il restante capitale deve essere versato nei 5 anni successivi;
- le azioni possono essere emesse al portatore o nominative, se le azioni sono al portatore il capitale deve essere interamente versato;
- nel caso di conferimenti in natura le azioni corrispondenti devono essere interamente liberate all’atto della sottoscrizione;
- non vi è l’obbligo di divulgazione del beneficiario economico;
- una SA può essere amministrata, alternativamente, da una struttura a due (tradizionale) o a tre organi (introdotta dal recente Codice delle società)
- il controllo contabile delle attività sociali deve essere affidato ad un revisore ufficiale dei conti;
- la sede legale, dove sono conservati i libri sociali e le scritture contabili, deve essere a Madeira;
- è permesso il trasferimento della società all’estero;
- il conferimento delle azioni di una società di Madeira in un trust è consentito in base alla legge applicabile.

b) Sociedade limitada
- la costituzione di una Limitada prevede almeno 2 soci sottoscrittori (possono essere sia persone fisiche che giuridiche di qualsiasi nazionalità e residenza);
- il capitale sociale minimo è di 5.000 Euro e deve essere interamente versato all’atto della sottoscrizione; per importi di capitale sociale eccedenti il minimo richiesto si prevede il pagamento del 50% all’atto della sottoscrizione e della restante parte entro 5 anni;
- una Lda può essere amministrata da uno o più amministratori, che non devono necessariamente essere residenti portoghesi e soci della società;
- la carica di amministratore può essere ricoperta da persone giuridiche;
- non è necessaria la nomina di un revisore contabile, ad eccezione di imprese di rilevante importanza;
- per tutte le altre norme statutarie ed amministrative vale quanto detto per le SA.

Resta salva la possibilità di costituire società unipersonali sia in forma di sociedade anonima, sia in forma di sociedade limitada.


4. Regime fiscale in vigore fino al 31 dicembre 2011.

Il primo schema approvato dalla Comunità Europea ed attuato dalle autorità portoghesi resta interessante non solo in chiave di ricostruzione storica, ma anche in considerazione del fatto che esso continua ad applicarsi alle società costituite ed autorizzate entro il 31 dicembre 2000. Occorre osservare, infatti, che nella prassi ordinaria esistono numerose società precostituite e licenziate entro tale data, pronte per essere rese operative.

Il Decreto Legge n. 165/86, in relazione ad operazioni concluse con soggetti non portoghesi, prevede tra l’altro:
a) per le società, l’integrale esenzione dalle:
- imposte sul reddito;
- imposte sulle plusvalenze;
- imposte sui trasferimenti immobiliari di terreni e fabbricati acquistati per lo svolgimento di attività economiche nella FTZ;
- imposte locali;
b) per i soci, l’integrale esenzione dalle:
- imposte sulle cessioni a titolo oneroso o gratuito di azioni o quote;
- imposte sui capital gains derivanti da operazioni sul capitale;
- imposte sui proventi derivanti da rapporti di finanziamento con le rispettive società.

Ulteriori vantaggi derivano, in favore delle società operanti nella FTZ, dalla previsione di incentivi fiscali relativi a:
- finanziamenti ottenuti da parte di istituti di credito stranieri o mediante emissione di obbligazioni;
- contributi relativi alle assicurazioni sociali;

Inoltre, è prevista una totale esenzione dall’imposizione su royalties e canoni percepiti dalle società della FTZ come corrispettivo della concessione di beni immateriali e diritti di proprietà industriale (marchi, brevetti, licenze d’uso, ecc.), nonchè l’esenzione dalla ritenuta alla fonte sul pagamento di dividendi, interessi e royalties a favore di soggetti non portoghesi.


5. La “mancata” riforma del 2001

Nel tentativo di rendere il regime fiscale previsto per le società operanti nella FTZ compatibile con la normativa comunitaria, il Decreto Legge n. 198/2001, del 3 luglio 2001, ha introdotto una serie di modifiche agli artt. 33 e 34 del Decreto Legge n. 215/89, del 1° luglio 1989, dirette a trasformare il sistema di esenzioni dalle imposte sui redditi in un sistema di agevolazioni basato sull’applicazione di aliquote ridotte. Tale regime, peraltro, non è stato mai attuato, in seguito alla sospensione del rilascio delle licenze per l’esercizio di attività nella FTZ da parte delle autorità competenti per gli anni 2001 e 2002.

In estrema sintesi, solo le imprese operanti nel settore industriale e in quello del trasporto marittimo avrebbero continuato a beneficiare dell’esenzione totale dall’imposta sui redditi, mentre alle altre sarebbero state applicate delle aliquote (comunque assai ridotte) destinate ad aumentare progressivamente in funzione dell’anno di ottenimento della licenza.

In particolare, sempre in presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla normativa del Decreto Legge n. 215/89:
a) le società di gestione di fondi di investimento, le società di assicurazione e riassicurazione, le società di gestione di fondi pensione, le società commerciali non industriali nonchè le società di gestione di partecipazioni sociali avrebbero pagato un imposta sui redditi con un’aliquota pari all’1% se licenziate negli anni 2001 e 2002, del 2% se licenziate negli anni 2003 e 2004 e del 3% se licenziate negli anni 2005 e 2006;
b) gli istituti di credito e le società finanziarie avrebbero pagato un imposta sui redditi con un’aliquota pari al 7,5% se licenziate negli anni 2001 e 2002, del 10% se licenziate negli anni 2003 e 2004 e del 12,5% se licenziate negli anni 2005 e 2006.

Considerando che l’imposta su reddito delle persone giuridiche applicata in Portogallo (Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Colectivas o IRC) ha un aliquota ordinaria del 30% e che, in alcuni casi, è possibile l’applicazione di un’imposta locale pari al 10% dell’IRC, è agevole comprendere la persistente vantaggiosità del regime appena analizzato (come detto, tuttavia, mai applicato).


6. La riforma in atto

La Commissione Europea ha approvato, alla fine del 2002, uno schema legislativo al quale le autorità portoghesi dovranno uniformarsi nell’emanare la normativa applicabile alle società che diverranno licenziatarie a partire dal 2003. Tale normativa non è stata ancora adottata, ma la Commissione Europea ha già reso noto il contenuto essenziale dello schema legislativo da essa approvato.

In particolare, la nuova FTZ comprenderà:
- una zona franca industriale;
- un centro servizi internazionale;
- un registro navale internazionale.

Quest’ultimo, tuttavia, sarà oggetto di una specifica ed autonoma decisione, considerata la necessità di ulteriori previ chiarimenti.

Il sistema di tassazione delle società trae ispirazione da quello introdotto con la riforma del 2001: alle società verrà applicata un’aliquota IRC (come detto, la nostra IRPEG) pari all’1, al 2 o al 3% a seconda che abbiano ottenuto licenza, rispettivamente, negli anni 2003-2004, 2005-2006 o 2007-2011.

La vera novità consiste in un particolare requisito richiesto al fine del rilascio delle nuove licenze: le società dovranno garantire la creazione di nuovi e tendenzialmente permanenti posti di lavoro. Le società che creeranno più di 5 nuovi posti di lavoro potranno ottenere licenza senza ulteriori requisiti; le società che creeranno fino a 5 nuovi posti di lavoro dovranno effettuare un investimento minimo di 75.000 Euro nell’arco dei primi due anni di attività.

In ogni caso, i benefici fiscali saranno limitati da un tetto massimo basato sull’imponibile, che andrà da 1,5 milioni di Euro, se saranno creati meno di tre nuovi posti di lavoro, fino a 125 milioni di Euro, se saranno creati più di 100 nuovi posti di lavoro. Le società saranno comunque obbligate ad avviare la loro attività, a pena di decadenza, entro un anno dal rilascio della licenza, se operanti nell’ambito della zona franca industriale, o entro sei mesi dal rilascio della licenza, se operanti nell’ambito del centro servizi internazionali.

In quest’ultimo caso, inoltre, le società potranno svolgere solo le attività indicate in un elenco tassativo predisposto dalle autorità portoghesi nel rispetto dei criteri distintivi utilizzati all’interno dell’Unione Europea. Si tratta, per lo più, di servizi offerti ad attività agricole, di trasporto, di telecomunicazione, immobiliari, culturali, sportive, con l’espressa esclusione dei servizi di intermediazione finanziaria ed assicurativa (e relative attività ausiliarie) nonchè dei servizi “intra-gruppo” (relativi al coordinamento societario, alla contabilità o alla distribuzione).
In sostanza, considerato che il mantenimento delle agevolazioni si giustifica con la necessità di continuare a sostenere lo sviluppo della Regione Autonoma nei settori ancora arretrati, le attività che contribuirebbero in misura ridotta al miglioramento delle condizioni socio-economiche di Madeira sono state escluse dal nuovo schema. E’ il caso dei servizi finanziari e “intra-gruppo”, che costituiscono probabilmente l’eccezione più significativa.


7. I rapporti con gli altri Paesi dell’Unione Europea

a) Italia
Le operazioni che intervengono tra Italia e Portogallo sono di certo appetibili e rodate; infatti l’intero corpus normativo italiano opera a favore di operazioni con società situate nell’isola di Madeira.

La recente introduzione della cd. Normativa anti-paradisi fiscali, ossia la CFC (Controlled Foreign Companies) Legislation, con L. n. 342/2000 di modifica del DPR 917/86 (che introduce il nuovo art. 127-bis, recante la disciplina CFC, e sostituisce i commi 7-bis e 7-ter dell'art. 76, recanti la disciplina dei costi relativi ad operazioni intercorse con imprese residenti in Paesi a fiscalità privilegiata) prevede la tassazione per trasparenza delle società estere controllate da società italiane.

A tal proposito, il legislatore ha emanato con il D.M. del 21 novembre 2001 (in G.U. n. 273, del 23 novembre 2001) la c.d. black list, che individua i Paesi per i quali si rende applicabile la disciplina CFC, la cui entrata in vigore decorre a partire dal periodo di imposta 2002. Ebbene, la black list non ricomprende Madeira tra i regimi con agevolazioni fiscali ritenute dannose, pur menzionando Paesi quali il Liechtenstein, il Lussemburgo (con riferimento alle sole Holding del ’29), Malta per le società con proventi esteri, la Svizzera (con riferimento alle società Holding, ausiliarie e di domicilio).

In definitiva, all’atto dell'eventuale corresponsione sotto forma di dividendi dei redditi prodotti dalla società portoghese con sede in Madeira, beneficiante delle menzionate agevolazioni fiscali, alla società partecipante collocata in Italia, gli stessi redditi non saranno assoggettati ad alcuna ritenuta, e nell’ipotesi in cui si renda applicabile anche la Direttiva Comunitaria n. 435/90 (cd. Direttiva madre-figlia), l’intero dividendo distribuito verrà sottoposto ad imposta IRPEG con aliquota ordinaria solo per una quota pari al 5% del dividendo medesimo.

b) Belgio e Lussemburgo.
Recentemente, tra gli altri Paesi membri dell’Unione Europea, anche il Lussemburgo ed il Belgio, con le rispettive riforme fiscali del 2002 e 2003, nel pieno rispetto del codice di condotta europeo in materia fiscale, hanno definitivamente eliminato ogni ostacolo alla strutturazione di operazioni finanziarie e commerciali che coinvolgano le società con sede in Madeira, prevedendo il beneficio del privilegio di affiliazione domestica (ossia la cd. participation exemption) qualora siano rispettati i requisiti relativi alla percentuale di partecipazione e al cd. Holding period, nonché mediante l’adozione della presunzione legale assoluta di non dannosità fiscale per le società con sede in Paesi membri dell’Unione Europea (non ricompresi in altre black lists), residenti ai sensi dell’art. 2 della suddetta Direttiva n. 435/90.
Ne consegue che anche nei casi di società con sede a Madeira, partecipate da società con sede in Lussemburgo o Belgio, si applicherà la Direttiva n. 435/90 ovvero il beneficio della participation exemption con tutti i vantaggi che derivano in relazione alla distribuzione dei dividendi, come appena indicato con riferimento alle operazioni che coinvolgono società portoghesi con sede a Madeira e società italiane.


8. Il Trust

Nell’ambito della FTZ è possibile ricorrere anche all’utilizzo del trust, strumento giuridico di derivazione anglosassone che, grazie alla sua notevole duttilità, può essere sfruttato per la realizzazione delle più disparate operazioni economiche. Come noto, il trust è un negozio giuridico mediante il quale un soggetto (cd. disponente o settlor) trasferisce la titolarità di un determinato patrimonio ad un altro soggetto (cd. gestore fiduciario o trustee), affinché quest’ultimo lo amministri destinando i beni che ne fanno parte e i relativi frutti a favore di determinati beneficiari o al perseguimento di un fine specifico.

Tale istituto è stato introdotto nell’ordinamento della Regione di Madeira con il Decreto Legge n. 352-A/88, del 3 ottobre 1988, uno dei pochi provvedimenti normativi, adottato dai paesi europei di civil law, che ha istituito e disciplinato la figura giuridica del trust, senza limitarsi ad aderire alla ben nota Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, relativa alla legge applicabile ai trusts e al loro riconoscimento.

In particolare, il D.L. n. 352-A/88 ha introdotto nella FTZ il trust destinato ad attività off-shore, che si caratterizza, tra l’altro, in quanto:
1) il settlor e i beneficiari devono essere soggetti non residenti in Portogallo, ovvero entità off-shore debitamente autorizzate ad operare nell’ambito della FTZ;
2) il trustee deve essere una società o una succursale di società a tal fine autorizzata ai sensi del D.L. n. 352-A/88;
3) i redditi del trust non possono derivare da fondi locali, ad eccezione di quelli provenienti da depositi effettuati presso entità finanziarie off-shore della FTZ;
4) gli immobili situati in Portogallo non possono far parte del patrimonio gestito dal trustee.

Nel rispetto di tali condizioni, il trust istituito nell’ambito della FTZ, ai sensi di una qualunque legislazione che ammetta tale istituto, beneficerà delle stesse esenzioni fiscali ed altre agevolazioni già illustrate con riferimento alle strutture societarie.


9. Considerazioni conclusive

Da quanto sopra esposto può dedursi che la Regione Autonoma di Madeira offre interessantissime prospettive di investimento: si tratta di una zona a bassa fiscalità facente parte dell’Unione Europea e formalmente approvata dagli organi di governo comunitario, in un ottica di sostegno dello sviluppo di regioni periferiche caratterizzate dalla presenza di condizioni socio-economiche svantaggiate rispetto a quelle dell’Europa continentale.
L’attività di gestione della zona franca, ottimamente esercitata dalla SDM, ha prodotto uno sviluppo delle infrastrutture e delle attività economiche a dir poco sorprendente, garantendo enormi benefici alla popolazione locale e alle imprese disposte ad effettuare investimenti in loco.

L’appartenenza all’Unione Europea assicura il rispetto degli standards progressivamente stabiliti, nell’ambito delle attività economico-produttive, dalle direttive e dai regolamenti comunitari, mentre l’appartenenza alla Repubblica Portoghese offre la possibilità di beneficiare dell’applicazione delle convenzioni internazionali da essa stipulate.

Per quanto concerne le direttive comunitarie, deve attribuirsi particolare rilievo, come già accennato, alla Direttiva n. 435/90 (cd. “madre-figlia”) che, in caso di dividendi distribuiti da una società controllata (partecipata da almeno un anno e per almeno il 25% del capitale sociale) alla sua controllante estera, prevede l’esenzione dalla ritenuta alla fonte dello Stato di produzione del reddito e l’imposizione soltanto sul 5% dei dividendi da parte dello Stato di residenza della controllante.

Quanto alle convenzioni internazionali, va ovviamente segnalata la convenzione Italia-Portogallo contro le doppie imposizioni che, utilizzando il meccanismo del credito d’imposta, consente di evitare che i redditi prodotti da soggetti residenti in uno o entrambi gli Stati vengano tassati sia dallo Stato fonte del reddito, sia dallo Stato di residenza.

Concludendo, si può sostenere che la Regione Autonoma di Madeira offre ad imprese italiane, comunitarie o extra-comunitarie possibilità di investimento che, in considerazione delle sopra illustrate agevolazioni fiscali, doganali e di altra natura, appaiono nettamente più vantaggiose di quelle riscontrabili in altri ordinamenti dell’Unione Europea considerati a fiscalità privilegiata.

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