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Il sistema bancario cinese: prospettive per l’ingresso delle banche occidentali nel mercato cinese

Di Marco Solferini

12 settembre 2005

 

Premessa

Il giorno 11 dicembre 2001, nella riunione svoltasi a Doha, è stato deciso l’accesso alla World Trade Organisation (W.T.O.) della Cina che, nell’ambito dei documenti relativi all’ingresso, si è impegnata a garantire alle banche straniere l’accesso al proprio mercato, a partire dal 1° Luglio 2007, dopo un periodo transitorio tutt’ora in essere. A partire cioè da quella data le banche straniere potranno svolgere le attività sul mercato cinese in un regime di parità concorrenziale, senza alcuna restrizione di tipo territoriale o settoriale.

E’ pertanto del tutto logico che in un simile regime, il mercato cinese recepirà i capitali esteri tramite il sistema bancario.

Lo studio della struttura finanziaria cinese è tutt’ora in una fase di avanzamento e vi sono innumerevoli ipotesi circa una formulazione esaustiva delle reali capacità di crescita del sistema cinese. Un economia che, allo stato attuale, rappresenta certamente un elemento di sicuro interesse per il capitalismo occidentale il quale oggi, a differenza di ciò che accadde nel periodo dell’ascesa del comunismo sovietico, quando la stessa U.R.S.S dimostrava un incremento del Prodotto interno Lordo (Pil) non dissimile da quello attualmente in essere in Cina, affronta questa tematica non più in una fase embrionale o di sviluppo, bensì, per molti versi satura.

Certamente il mercato bancario necessita di corposi ed evidenti interventi se vuole davvero garantire un sistema libero e concorrenziale alle banche straniere.

Un primo quesito che ci si potrebbe porre è se la Cina imporrà delle restrizioni in termini di partecipazioni rilevanti delle banche straniere che accedono al mercato cinese. Potrebbe essere di fatti questa una strada dettata dalla consapevolezza che gran parte delle banche cinesi non sarebbero concorrenziali, laddove sono affette da evidenti situazioni di arretratezza e scarsa efficienza rispetto al mondo bancario occidentale, tanto in termini di rapidità, nell’eseguire determinate operazioni, quanto a livello di organigramma e di sistemi logistici a supporto delle attività tradizionali. Il problema si potrebbe porre nel momenti in cui quote di mercato, rilevanti, fossero aggredite dalle banche straniere..

Una considerazione si impone tuttavia d’obbligo. Gran parte del sistema bancario cinese soffre di arretratezza, ma sarebbe un errore valutare questo come un pregiudizio giacché, se a livello pubblico ci sarà una reale volontà di investire nella formazione e nell’istruzione, potrebbe essere del tutto logico prevedere che, avendo a disposizione un vasto compendio di analisi economiche, dal sistema capitalistico occidentale, fino al crollo dell’ex U.R.S.S., passando per il sistemi dell’America Latina e del Giappone, la Cina attingerà a una mole di informazioni che potrebbero spingerla ad ottimizzare la propria crescita, facendo tesoro degli altrui errori, maturando così la tendenza a non ripeterli. Naturalmente questo processo denota una formazione a tutto campo e una reale volontà di circolazione in termini di informazione all’interno del Paese.

I punti di principale arretratezze della banche cinesi sono:

• Know how.
• Territorialità: sviluppo sostenibile, mobilità interna della manodopera e dei flussi, cultura e reddito.
• Politica locale: disomogeneità a seconda delle regioni.

Lo sviluppo iniziale riguarderebbe certamente i grandi agglomerati urbani e resterebbero indietro i centri rurali, premesso che un ipotesi del genere configgerebbe con la riforma delle aree rurali varata in Cina già da un ventennio e il cui rovinoso risultato dovrebbe essere la base di partenza per un adeguata comprensione anche delle difficoltà con le quali, dopo l’intervento normativo la prassi può smentire le intenzioni, che ha reso in sostanza quello che oggi sono le megalopoli.

Il risiko bancario, nel breve periodo si svilupperà con rapidità.



Indice

Il presente lavoro si compone di parti:

Prima parte: Le principali istituzioni del sistema bancario cinese.
Seconda parte: I settori di contesa per l’acquisizione di una posizione di mercato.
Conclusioni e valutazioni.


Prima parte: Le principali istituzioni del sistema bancario cinese.

Attualmente il mercato bancario cinese si presenta come segue:
Banca popolare della Cina: è il cuore del sistema bancario cinese, in tema di politiche monetarie svolge il ruolo di formulazione ed applicazione. In tema di ispezione e controllo gli spettano i ruoli di amministrazione e supervisione delle attività degli altri organi finanziari. Il presidente come pure i Vice Presidenti sono eletti direttamente dal Primo Ministro e l’Assemblea Popolare approva.

Direttamente controllate dalla Banca Popolare della Cina ci sono banche per settori altamente specifici che danno attuazione, a livello monetario, alle politiche centrali:

• Banca dello sviluppo nazionale.
• Banca dello sviluppo dell’agricoltura.
• Banca dell’import/export.

Tutte queste banche hanno una fortissima concentrazione politica, frutto di un sistema piramidale orientato al controllo, non è inusuale che in Cina a dare il via a una determinata politica di finanziamenti sia un rappresentante locale dello Stato che chiama il direttore della banca.

Và inoltre sottolineato come nel proseguo del presente parere sarà più argomentativamente chiarito che una simile prassi non è considerata come deprecabile, a livello concettuale l’impostazione occidentale è fortemente orientata ad un sistema di regole, per es. il fatto che una legge venga ad essere promulgata con lentezza nel presupposto che successivamente trovi certamente applicazione, allo stesso modo è bene tenere a mente che il sistema cinese non è altrettanto schematico e certuni dogmi che vengono dati per assunti in occidente, potrebbero essere smentiti con estrema semplicità in Cina. Pertanto nello scrivere un documento l’occidente è bene faccia attenzione a mettere la maiuscola quando si parla di Assemblea del Popolo, la mancanza, più che una distrazione potrebbe suonare come uno scarso segno di rispetto, specie nelle province più ortodosse.

In sostanza il danaro non è delle banche, non sono obbligate a mantenere quel vasto sistema di controlli che è tipico dei sistemi bancari occidentali, in quanto non avendo la sostanziale proprietà del danaro bensì solo quella formale nemmeno i crediti vantati dalle banche, specie se in sofferenza possono dirsi veramente attribuibili alle banche.

Di fatti il sistema bancario cinese ha un altissima percentuale di crediti inesigibili e altrettanti in sofferenza.

Il secondo interrogativo che ci poniamo è come, in breve tempo, sia possibile cancellare la prassi di un legame così stretto fra il sistema bancario e la politica, specie a livello locale. Ovviamente in un sistema realmente aperto alle banche straniere non potrebbe giammai sussistere una simile sperequazione.

In risposta a questo interrogativo è bene sottolineare che nel corso degli anni si sono formati anche dei legami di tipo famigliare che vedono compartecipi il mondo della politica e quello bancario, Stato e banche sono due casati favorevoli per un sistema che punta alla stabilità famigliare di quanti hanno la fortuna di far parte di un elite ristretta, di benestanti. In particolare questo ragionamento è stato compreso già da diversi anni dai c.d. nuovi ricchi, piccoli e medi imprenditori che si stanno espandendo.

Questo crea un problema alle banche straniere in termini di potenziale.

Le banche di proprietà nazionale:

• Banca commerciale ed industriale cinese.
• Banca agricola.
• Banca cinese.
• Banca della costruzione cinese.

Queste banche sono sì di tipo commerciale, ma sono sotto il controllo dello stato; differiscono in parte le strutture bancarie che hanno la forma delle Spa, la loro peculiarità in effetti non esclude un controllo dello Stato, tuttavia è parzialmente più mediato e nell’ottica di una normativa sull’Opa che fosse similare ai nostri Testi Unici creditizi e finanziari le renderebbe il primo target aggredibile secondo le logiche occidentali. Occorre distingue fra l’ordinaria amministrazione, dove è anche possibile un minimo di discrezionalità, dalla straordinaria amministrazione, dove invece è praticato il principio dell’assorbimento e in quanto tale di fronte ad una volontà d’imperio del Popolo, è pressocché impossibile sottrarsi.

Accanto a questa panoramica vi sono organismi differenti di tipo finanziario, le banche straniere e quelle delle zone speciali (es. Hong Kong).

In sostanza le banche commerciali cinesi non sono veramente delle banche commerciali in quanto lo stato è l’unico azionista e quindi può intervenire nella loro gestione. Questo incide su alcuni importanti elementi:

• Le dimensioni patrimoniali sono relativamente ridotte, da un punto di vista di bilancio, ovviamente qualora volessimo sommare ad esse la solidità dello Stato Cinese questo inciderebbe sui relativi parametri, ma anche questo è destinato a cambiare in un economia di mercato aperta alla libera concorrenza.
• I crediti in sofferenza sono molti, alcuni irrecuperabili e in percentuale molto superiore a quel che accade nei paesi occidentali (circa fra il 24% e il 27%, con punte oltre il 30% per alcuni istituti).
• Alcune crisi finanziarie sono perduranti all’interno del sistema bancario cinese: efficienza e qualità dei servizi finanziari sono relativamente bassi, la diversificazione è scarsa, ma in espansione soprattutto nelle forme di finanziamento.


Seconda parte: I settori di contesa fra banche straniere e nazionali per l’acquisizione di una posizione di mercato.
 

Certamente le sfide dell’immediato futuro per il sistema bancario cinese saranno orientate ad alcuni profili altamente peculiari e settoriali, qui subentra una considerazione di luogo, fondamentale per una corretta pianificazione dell’attività pratica, sul campo, delle banche straniere. Generalmente, fino ad oggi, le banche provenienti da sistemi più evoluti rispetto a quello cinese, si sono orchestrate in modo tale da essere d’appoggio alle imprese operanti sul posto, che volevano sbarcare nel mercato cinese o produrre in questo mercato per poi esportare. Di fatto le banche si sono mosse con una clientela, una sorta di landing zone se mi si consente questo termine militare che appartiene tuttavia a un gergo meno tecnico, ma ad avviso dello scrivente altrettanto idoneo alla prassi di un ambiente, quello economico, dove battaglie ne vengono combattute e di innumerevoli.

Orbene i settori in cui le banche cinesi dovranno necessariamente rivolgere la loro attenzione saranno:

• L’acquisizione di clientela di alto profilo
• La contesa di un persona qualificato
• La contese di segmenti di mercato

Circa il punto numero uno va rilevato che attualmente le imprese bancarie cinesi sono scarse sotto questo profilo, mentre in occidente gran parte del business bancario è determinato da un clientela di alto profilo spesso a carattere famigliare. La Cina certamente si adeguerà e con ottima probabilità potrebbe sfruttare l’asse con la politica, il rapporto simbiotico che violerebbe in modo meno apparente, la libera concorrenza di mercato. E’ certamente necessario per le banche straniere munirsi di esperti di contrattualistica internazionale, soprattutto di carattere tributario, con particolare riferimento alla possibilità oggigiorno offerta post interventi legiferativi, di adeguare il patrimonio per il mezzo dei trust off shore. Nel contempo è necessaria una struttura riguardante l’antitrust che sia cioè in grado di denunciare la presenza di cartelli, oltre che agli organismi locali a quelli sovranazionali. Sarà inoltre importante un sentimento di coesione da parte delle componenti politiche di provenienza delle banche estere che sia d’ausilio all’attività bancaria, in particolare di sostegno nel merito di certune necessità che le banche straniere già oggi evidenziano sul campo.

Il personale qualificato risulterà fondamentale; certamente le banche straniere affronteranno un problema anche di carattere linguistico e qui è necessario aprire una parentesi di basilare importanza, chi scrive si pregia di avere intrapreso prima della carriera universitaria in ambito forense studi di carattere archeologico. Rammentiamo sempre che la Cina ha una storia molto antica, dinastie e correnti di pensiero che oggi sono presenti e sono espressione di una onorevolezza del passato, di particolare prestigio. La Cina non è l’U.r.s.s. del dopo Rivoluzione, è potenzialmente paragonabile, per le sue origini, solo al percorso di taluni popoli asiatici come l’India. C’è un bagaglio culturale alle spalle che avrà la sua importanza. Se fosse massimizzato o ridotto a un minimo comune denominatore su tute le province della vasta area geografica, questo costituirebbe certamente uno sbaglio. Le banche hanno la necessità di dotarsi, nella propria struttura, di personale qualificato in termini letterari, storici e filosofici per adeguare la propria comprensione nel merito del mercato, passando attraverso la mentalità dei cinesi. Con ottima approssimazione la componente statale cinese metterà a disposizione dei dipendenti delle banche la possibilità di ammortizzare i costi dei Master e degli studi nei paesi occidentali e in Giappone, il che significherà colmare in fretta il gap esistente. Per le imprese bancarie occidentali meglio ricercare il personale sul luogo, nelle zone speciali come Hong Kong, per questi soggetti saranno poi fondamentali i tirocini e i Master, i primi da svolgersi presso istituzioni sopranazionali come F.M.I., la B.C.E. e la World Bank, tutti le citate istituzioni organizzano tirocini a numero chiuso della durata di 4 mesi, la componente sul campo può essere assolta attraverso lo spostamento all’interno del gruppo, del personale cui accompagnare una pesante mole di istruzione, attraverso l’e-learnig, senza naturalmente tralasciare l’apprendimento con il Master, accreditato e specialistico.

La contesa in segmenti di mercato, in questo le banche occidentali partono avantaggiate perché conoscono la logica e la tecnica del project work e del poject financing, le indagini mercato, se condotte in outsourcing da imprese locali su mandato delle banche straniere daranno ottimi risultati, tanto per ciò che riguarda il tessuto reddituale che imprenditoriale. Fondamentale sarà in questo ambito dotarsi di esperti del Fund Raising sulle opere no profit per accompagnare l’espansione bancaria, attraverso fondazioni ed enti no profit.


Conclusioni e valutazioni

Il mercato cinese rappresenta una frontiera importante per le banche straniere e per il sistema bancario da cui esse provengono, per saperlo penetrare sarà necessario vivere una simbiosi di stile e comprensione non dissimile da quanto accadde con il Giappone. Sarà necessario strutturare un buon team management che si avvalga dell’opera di un gruppo di lavoro che sia di consiglio e di ausilio nell’ambito delle scelte decisionali. In questo ambito le c.d. multinazionali del diritto, law firm a carattere planetario, potranno certamente offrire un servizio eccellente, anche se costoso. Tuttavia la sfida riguarderà il background di conoscenze non solo l’apporto della tecnologia informatica, seppur fondamentale, basti pensare ai sistemi di gestione integrata e di back office oggi già esistenti e forniti da società quali, a titolo di esempio, ma senza alcuna volontà pubblicitaria, Tas per l’Italia.

Le strategie espansive a livello bancario sono inoltre abbastanza note, si può consultare la pregevole opera svolta da Unicredit Banca con il programma New Europe per quanto riguarda l’espansione ad est e in Cina esiste una realtà ben avviata da parte di Intesa Bci.

Momenti estremamente diversi, una tecnica di acquisizioni come quella di New Europe non funzionerebbe in Cina nel medio periodo seppur darebbe nel breve buoni risultati. Considerando il breve periodo che termina con l’assunzione di una capacità competitiva delle banche cinesi sul proprio mercato, il rischio sarebbe quello di vedersi mangiati dai colossi che certamente la Cina originerà.

In termini scacchisti significherebbe anticipare le proprie mosse e subire l’onda lunga.

Per questo motivo è necessario lavorare molto e bene nelle P.R. locali e nazionali, questo significa investire su uomini immagine, persone responsabili, dotte, con un “savoir faire” di spiccata personalità e carisma, esattamente come fu alla fine dell’800 per gli esploratori. Persone che diano di sé e della propria rappresentanza, un immagine grandiosa, ma nel contempo minuziosa e responsabile, che conoscano il Tao e Confucio, che abbiano alle spalle un compendio di informazioni sempre aggiornato. Infiltrare, nel senso buono del termine, questi uomini, nei salotti della finanza cinese sarà fondamentale, senza dimenticare i buoni rapporti che dovranno sussistere con le potenti lobby commerciali strutturatesi in Hong Kong e l’apparato aziendale bellico che rappresenterà un fondamentale del P.i.l. cinese nei prossimi 10 anni.

 

* * *


Un ringraziamento speciale al Professor Renzo Costi per essere stato il mio relatore durante la tesi di laurea in Diritto dei Mercati Finanziari con titolo: L’attività di collocamento dei prodotti finanziari.

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Autore, Titolo, in Magistra, Banca e Finanza - www.magistra.it - ISSN: 2039-7410, anno
Esempio: CASTIGLIONI M., La securitization in Italia, in Magistra Banca e Finanza - Tidona.com - ISSN: 2039-7410, 2010
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