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Sulla possibilità per il correntista
bancario di ottenere la restituzione da parte della banca
della capitalizzazione degli interessi (c.d. anatocismo
bancario) senza alcuna limitazione temporale (anche per il
periodo successivo alla data del 30 giugno 2000)
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Indipendentemente dalla pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale delle nuove condizioni applicate, le banche avrebbero
dovuto comunicare per iscritto ai clienti l’avvenuta applicazione delle
nuove condizioni entro il termine del 31 dicembre 2000. In difetto il
cliente ha ancora il diritto di chiedere la ripetizione degli importi
corrisposti a titolo di capitalizzazione degli interessi ed addebitati anche
successivamente alla data del 30 giugno 2000.
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Di Maura Castiglioni, 15 maggio 2012
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Contratto di swap, alea unilaterale e interessi non
meritevoli di tutela
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Posto che il rischio connesso all’aleatorietà
del contratto di interest rate swap deve essere a carico di entrambi i
contraenti, può essere inibito alla banca, su richiesta del cliente in via
cautelare e urgente, l’addebito di somme derivanti dalle operazioni legate
al detto contratto, allorché, nel caso specifico, sia prima facie evidente
la sostanziale immunità dal rischio per un contraente (nella specie, la
banca) e, al contrario, la notevole esposizione per l’altro (nella specie,
il cliente).
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Di Valerio Sangiovanni, 24 aprile 2012
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I limiti dimensionali e patrimoniali che impediscono
la dichiarazione di fallimento dell’imprenditore commerciale
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Ai sensi dell’Art. 1 della Legge Fallimentare
(R.D. n. 267 del 16/03/1942) non sono soggetti alle disposizioni sul
fallimento gli imprenditori che dimostrino il possesso congiunto dei
seguenti requisiti: (...)
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Di Maurizio Tidona, 18 aprile 2012
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La nullità della sentenza dichiarativa del fallimento:
l’irregolarità della notifica al debitore del decreto di convocazione
prefallimentare comporta la nullità della sentenza di fallimento anche
quando il debitore sia stato colpevolmente negligente o si sia
volontariamente reso irreperibile
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Se non sia eseguita una regolare notifica del
decreto di convocazione deve essere dichiarata la nullità di tutti gli atti
successivi al decreto di convocazione, ivi inclusa la sentenza di
fallimento.
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Di Maurizio Tidona, 11 aprile 2012
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La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità del
decreto Milleproroghe sulla prescrizione nelle operazioni bancarie: il
termine di prescrizione decennale della domanda di restituzione di importi
indebitamente corrisposti alla banca (se tesi a ripristinare la provvista)
decorre dalla chiusura del rapporto
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Con sentenza n. 78 del 2 aprile 2012 e
pubblicata il 5 aprile 2012, la Corte Costituzionale ha dichiarato
l’illegittimità dell‘articolo 2, comma 61, del decreto legge 29 dicembre
2010, n. 225 (c.d. decreto Milleproroghe), convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.
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Di Maura Castiglioni, 11 aprile 2012
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Il Trust: strumento dinamico e
efficace per la conservazione, protezione e divisione futura del patrimonio
familiare
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Il trust è uno strumento estremamente dinamico e
efficace per pianificare la protezione dei bisogni familiari e la tutela dei
minori o di soggetti diversamente abili, con possibilità di utilizzo nella
successione mortis causa od anche generazionale (passaggio dell’impresa),
con indubbi vantaggi rispetto ad ogni altro strumento previsto dal nostro
ordinamento.
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Di Maurizio Tidona, 2 aprile 2012
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La mediazione obbligatoria in
materia di contratti bancari
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In questo articolo non ci
occuperemo della mediazione in tutte le materie citate, ma solo delle
particolarità sostanziali e processuali che la mediazione pone nell’ambito
dei contratti bancari. Nel contesto bancario l’art. 5, comma 1, d.lgs. n.
28/2010 prevede che il potenziale attore debba esperire il procedimento di
mediazione disciplinato da tale decreto oppure, in alternativa, il
procedimento istituito in attuazione dell’art. 128-bis t.u.b.
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Di Valerio Sangiovanni, 12 marzo
2012
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L’azione revocatoria ordinaria e il momento storico in
cui deve essere verificata la sussistenza del pregiudizio alle ragioni del
creditore
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La giurisprudenza di legittimità considera, in tema di azione
revocatoria, una nozione di credito estesa anche alle sole aspettative del
creditore, non occorrendo che il credito sia certo e determinato nel suo
ammontare ma essendo sufficiente una ragione di credito anche eventuale,
come si desume dal dettato della legge, che prevede tale forma di tutela
anche per crediti soggetti a condizione.
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1° marzo 2012
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Brevi note sull’erogazione del danaro nel mutuo
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Secondo la definizione legislativa di mutuo, la consegna del bene è
circostanza essenziale per il
perfezionamento
del contratto. Evidenzieremo tuttavia come vi siano alcune discipline
particolari che concorrono ad attenuare la valenza di tale regola. Oltre al
fatto che la consegna del danaro avviene ormai con grande frequenza con
modalità diverse dalla consegna materiale, si deve tenere conto che nel
credito fondiario - in forza di espressa previsione di legge - la
stipulazione del contratto e l’erogazione del danaro possono formare oggetto
di atti separati: qui vi può dunque essere scissione temporale fra
l’espressione dell’accordo delle parti e la consegna del danaro.
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Di Valerio Sangiovanni, 1° marzo
2012
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I requisiti essenziali dell'assegno e le ipotesi di
nullità nella giurisprudenza bancaria
- PDF
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Completa Raccolta di
giurisprudenza relativa agli artt. 1 e 2 della Legge Assegno (Regio Decreto
21 dicembre 1933, n. 1736)
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Derivati. Margine di intermediazione e rimodulazione:
i free lunch dell’intermediario
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Con la disclosure prevista nella
Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009, il margine di
intermediazione relativo ad operazioni su derivati risulta ora evidenziato e
dettagliato. Risulta altresì esteso ai derivati OTC il più stringente regime
di adeguatezza previsto in caso di svolgimento del servizio di consulenza in
materia di investimenti.
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Di Roberto Marcelli, febbraio 2012
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Dossier - Promotori:
La responsabilità risarcitoria di banche e intermediari finanziari per i
danni causati dal promotore finanziario
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La responsabilità
dell’intermediario finanziario per i danni arrecati dal promotore
finanziario trova fondamento, oltre che nell’art. 2049 c.c. in materia di
responsabilità dei padroni e committenti per i danni arrecati dai
dipendenti, nell’art. 31, comma 3 d.lgs. 58/1998 (Testo Unico Finanziario)
che estende la responsabilità, in via solidale, in capo al soggetto
abilitato per i danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, anche se
tali danni siano conseguenti a responsabilità accertata in sede penale.
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Di Maurizio
Tidona, gennaio 2012
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L’informazione degli intermediari sui
contratti derivati e la (in-)certezza del diritto
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In mancanza di elementi contrari
emergenti dalla documentazione già in possesso dell’intermediario in valori
mobiliari, la semplice dichiarazione, sottoscritta dal legale
rappresentante, che la società disponga della competenza ed esperienza
richieste in materia di operazioni in valori mobiliari esonera
l’intermediario stesso dall’obbligo di ulteriori verifiche sul punto e, in
carenza di contrarie allegazioni specificamente dedotte e dimostrate dalla
parte interessata, può costituire argomento di prova che il giudice può
porre a base della propria decisione.
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Di Valerio Sangiovanni, 29 novembre 2011
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Illecito
del promotore e responsabilità della SIM: fine di un percorso ad ostacoli?
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La responsabilità della SIM, la
quale pur sempre presuppone che il fatto illecito del promotore sia legato
da un nesso di occasionalità necessaria all'esercizio delle incombenze a lui
facenti capo, trova la sua ragion d'essere nel fatto che l'agire del
promotore è uno degli strumenti dei quali l'intermediario si avvale
nell'organizzazione della propria impresa, traendone benefici cui è
ragionevole far corrispondere i rischi.
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Di Fernando Greco, 11 novembre 2011
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Il vizio nella notifica dell’istanza di fallimento e la nullità della
sentenza dichiarativa del fallimento
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La nullità della sentenza
dichiarativa del fallimento, per la mancata audizione del debitore in camera
di consiglio (secondo l'art. 15 l. fall., quale vigente a seguito della
sentenza della Corte cost. n. 141 del 1970), può essere rilevata, anche
d'ufficio, soltanto nella fase di primo grado del giudizio di opposizione
alla sentenza stessa, poiché nelle ulteriori fasi del giudizio trova
applicazione il principio della conversione dei motivi di nullità in motivi
di impugnazione.
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Di Maurizio Tidona, 20 ottobre 2011
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I
prodotti bancari e finanziari che facciano riferimento all'Euribor sono
nulli per violazione della normativa antitrust (Legge n. 287/1990)
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L’Euribor è composto da una
“media” giornaliera delle quotazioni fornite su 13 “scadenze” da un insieme
(attualmente) di 44 banche della zona euro (le cosiddette "banche di
riferimento"), quale determinazione autonoma di una posta contabile,
definita giornalmente quale media di voci stabilite dalle banche aderenti,
senza alcun controllo superiore.
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Di Maurizio Tidona, 6 ottobre 2011
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La nuda
prelazione ipotecaria nel nuovo procedimento di accertamento del passivo
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Nel caso in cui il fallito abbia
costituito ipoteca sui suoi beni a garanzia di mutuo contratto da altro
soggetto, la questione circa la sua abilitazione a partecipare al concorso
dei creditori ex art. 52 l.fall., è superata se nel fallito stesso si
concentrino le qualità, oltre che di terzo datore di ipoteca, anche di
debitore del creditore ipotecario per avere rilasciato una fideiussione
nell’interesse del mutuatario, dispensando così dall’onere di dover
esaminare la portata delle modifiche apportate all’art. 52, secondo comma,
l.fall. dal D.Lgs. n. 5/2006 e confermate dal D.Lgs. n. 169/2007
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Di Virgilio Cederle, 4 ottobre 2011
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Il
preavviso di revoca nella segnalazione alla Centrale d’Allarme Interbancaria
degli assegni non pagati per difetto di provvista
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Con il preavviso di revoca il
trattario deve comunicare al traente che, decorso il termine di sessanta
giorni dalla data di scadenza della presentazione del titolo senza che abbia
fornito la prova dell'avvenuto pagamento del titolo - oltre gli accessori di
cui si dirà in seguito -, il suo nominativo sarà iscritto nell'archivio di
cui all'articolo 10-bis (Archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria)
della Legge n. 386/1990 e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni
autorizzazione (per l’intero sistema bancario e postale) ad emettere
assegni.
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Di Maurizio Tidona, 15 luglio 2011
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Il Trust
interno autodichiarato a scopo puramente liquidatorio
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Non ogni trust è ammissibile,
valido ed efficace in quanto tale, è indispensabile valutare l’atto
istitutivo per comprendere il suo programma negoziale e valutare la
meritevolezza degli interessi sottesi a tale atto oltre che l'eventuale
possibilità di raggiungere i medesimi obiettivi con istituti di diritto
interno.
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Di Francesco Guariniello, 13 luglio 2011
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La
Centrale d’Allarme Interbancaria, la revoca di sistema e la responsabilità
solidale della banca
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Con l’iscrizione nell’archivio
della Centrale d’Allarme Interbancaria tutti gli istituti bancari che
accedono al sistema centrale (attraverso le rispettive sezioni remote
indicate dall’art. 13 del D.M. n. 458/2001 e con gli accordi di cui agli
artt. 11 e 12 del Regolamento della Banca d’Italia del 29 gennaio 2002)
devono provvedere alla revoca di qualsiasi autorizzazione in essere con chi
abbia emesso irregolarmente assegni senza autorizzazione o provvista ed
hanno il divieto di concludere nuove convenzioni di assegno per il periodo
di sei mesi, ed anche la proibizione di pagare gli assegni emessi nel
periodo di interdizione, a prescindere dall’esistenza della provvista.
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Di Maurizio Tidona, 7 giugno 2011
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La
sentenza della Cassazione S.U. n. 24418/2010: criteri applicativi sulla
prescrizione decennale della domanda di restituzione delle voci
indebitamente versate alla banca
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L’impiego dell’art. 1194 c.c. -
Nella maggiore complessità del ricalcolo, indotta dalla distinzione fra
rimesse solutorie e ripristinatorie, viene proposto un uso indifferenziato
dell’art. 1194 c.c. e un acritico impiego del saldo riveniente dagli
estratti conto per discriminare le rimesse solutorie dalle rimesse
ripristinatorie.
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Di Roberto Marcelli, 30 maggio 2011
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La
responsabilità oggettiva dell’intermediario per le appropriazioni illecite
da parte del promotore non è esclusa dalla finalità di acquisto, da parte
del risparmiatore, di prodotti diversi rispetto a quelli proposti
dall’intermediario
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Ai sensi dell’art. 31, 3° comma
del D.lgs. n. 58/1998 (Testo Unico delle Leggi Finanziarie) gli intermediari
(i soggetti abilitati all’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di
servizi di investimento) rispondono in via solidale per i danni arrecati a
terzi dai promotori finanziari, della cui attività gli stessi soggetti si
avvalgono, anche qualora i danni siano conseguenti a responsabilità
accertata in sede penale.
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Di Maurizio Tidona, 16 maggio 2011
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Contratto
di intermediazione finanziaria
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L’azione in giudizio deve essere
fondata al fine di essere accolta e gli attori devono pertanto identificare
un qualche inadempimento per ottenere la condanna dell’intermediario
finanziario. In un elevato numero di casi la fonte della responsabilità
delle banche è l’inosservanza delle norme di comportamento (art. 21 t.u.f.)
che essi sono tenuti a rispettare nella prestazione dei servizi di
investimento. Le principali regole di condotta sono il dovere d’informare i
clienti, il dovere di compiere solo operazioni adeguate (o, nel nuovo
regime, almeno appropriate) e il dovere di gestire i conflitti d’interessi.
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Di Valerio Sangiovanni, 5 maggio 2011
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Prospetto
informativo e responsabilità civile secondo la Cassazione
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In presenza di un prospetto di
offerta pubblica di sottoscrizione di azioni societarie che contenga
informazioni fuorvianti in ordine alla situazione patrimoniale della
società, l'emittente al quale le errate informazioni siano imputabili, anche
solo a titolo di colpa, risponde verso chi ha sottoscritto le azioni del
danno subito per aver acquistato titoli di valore inferiore a quello che il
prospetto avrebbe lasciato supporre, dovendosi presumere, in difetto di
prova contraria, che la non veridicità del prospetto medesimo abbia
influenzato le scelte d'investimento del sottoscrittore.
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Di Valerio Sangiovanni, 18 aprile 2011
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L'obbligo della banca di
interrompere senza ritardo il rapporto di affidamento in essere con il
cliente che manifesti un significativo peggioramento delle condizioni
patrimoniali
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L’art. 1956 c.c. prevede difatti
la liberazione di chi abbia prestato fideiussione per altrui obbligazioni
future qualora, senza specifica autorizzazione dello stesso fideiussore, il
creditore abbia fatto credito al terzo pur essendo consapevole del
peggioramento delle condizioni patrimoniali di costui, tali da rendere più
difficile il soddisfacimento del credito.
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Di Maurizio Tidona, 4 aprile 2011
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Prescrizione e Anatocismo negli Affidamenti Bancari. I principi giuridici
stabiliti dalla sentenza della Cassazione S.U. 2 dicembre 2010 n. 24418:
quelli enunciati e quelli impliciti
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In tema di prescrizione è stata
più recentemente inserita, nel provvedimento legislativo ‘mille-proroghe’
(legge n. 10/11 di conversione del D.L. 225/10), un’‘interpretazione’
normativa alquanto singolare, che mira ad introdurre per il conto corrente
una deroga ai principi stabiliti dalla Cassazione S.U.. Al comma 61
dell’art. 2 si prevede: ‘In ordine alle operazioni bancarie regolate in
conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la
prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a
decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo
alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto legge”.
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Di Roberto Marcelli, 15 marzo 2011
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Mancata
sottoscrizione e forma del contratto di intermediazione finanziaria
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La mancata sottoscrizione, da
parte della banca, del contratto d’intermediazione finanziaria determina la
nullità di tale contratto ai sensi dell’art. 23 TUF, senza che sia possibile
una successiva ratifica o sanatoria del medesimo.
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Di Valerio Sangiovanni, 10 marzo 2011
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Anatocismo bancario e prescrizione: le Sezioni Unite e la difficile
applicabilità del decreto mille proroghe. Continua il match tra correntisti
e banche
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Tutte le volte in cui i
versamenti in conto non superino il passivo ed
in particolare il limite dell'affidamento
concesso al cliente si tratterà di atti
ripristinatori della provvista, della quale il
correntista può ancora continuare a godere, e
non di pagamenti. In questi casi il termine di
prescrizione decennale per il reclamo delle
somme trattenute dalla banca indebitamente, a
titolo di interessi su un'apertura di credito in
conto corrente, decorre dalla chiusura
definitiva del rapporto, trattandosi di un
contratto unitario che dà luogo ad un unico
rapporto giuridico, anche se articolato in una
pluralità di atti esecutivi.
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Di
Fernando Greco, 8 marzo 2011
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