CASSAZIONE – Il piano di rientro concordato tra la banca ed il cliente non impedisce al cliente la contestazione della nullità  delle clausole negoziali preesistenti

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CASSAZIONE CIVILE, SEZ. VI, n. 2855 del 31/01/2022

Secondo la giurisprudenza di questa S.C., in tema di conto corrente bancario, il piano di rientro concordato tra la banca ed il cliente, ove abbia natura meramente ricognitiva del debito, non ne determina l’estinzione, né lo sostituisce con nuove obbligazioni, sicché resta valida ed efficace la successiva contestazione della nullità  delle clausole negoziali preesistenti (Cass. 19 settembre 2014, n. 19792). Consistendo in una dichiarazione unilaterale recettizia che non integra una fonte autonoma di obbligazione, avendo piuttosto effetto confermativo di un preesistente rapporto fondamentale, la ricognizione di debito non può poi supplire alla mancata documentazione della pattuizione, soggetta alla forma scritta ad substantiam, da cui tragga origine il detto rapporto. Il principio è stato affermato in più occasioni con riguardo al tema degli interessi ultralegali: si è detto, al riguardo, che per la costituzione dell’obbligo di pagare interessi in misura superiore a quella legale è necessaria la forma scritta ad substantiam e che perciò è a tal fine inidonea una ricognizione del debito, atto successivo alla costituzione di detto obbligo (Cass. 20 ottobre 2003, n. 15643; Cass. 14 gennaio 1997, n. 280; Cass. 16 marzo 1987, n. 2690). Alla stessa conclusione deve pervenirsi con riguardo alle altre pattuizioni, regolanti le condizioni praticate al cliente, contenute nei contratti bancari: i quali, a norma dell’art. 117 t.u.b., devono essere redatti per iscritto (comma 1), a pena di nullità  (comma 3). La Corte di merito non avrebbe potuto conseguentemente accogliere la domanda riconvenzionale della banca sulla scorta del nominato piano di rientro: a fronte della deduzione attorea, da essa stessa richiamata, secondo cui ricorreva “l’inesistenza del contratto scritto” (pag. 7 della sentenza impugnata) e a fronte, altresì, della contestazione, da parte della correntista e dei garanti, dell'”applicazione di condizioni non contrattualizzate” (pag. 2 della sentenza), essa avrebbe dovuto verificare se nella fattispecie si ravvisasse o meno una nullità  del contratto per vizio di forma (per una fattispecie analoga, in materia peraltro diversa, cfr. Cass. 13 giugno 2014, n. 13506).


Come citare questo articolo

Studio Legale Tidona, “CASSAZIONE – Il piano di rientro concordato tra la banca ed il cliente non impedisce al cliente la contestazione della nullità  delle clausole negoziali preesistenti”, Magistra Banca e Finanza, 30 luglio 2022, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/cassazione-il-piano-di-rientro-concordato-tra-la-banca-ed-il-cliente-non-impedisce-al-cliente-la-contestazione-della-nullita-delle-clausole-negoziali-preesistenti/.

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Argomenti: conto corrente