CASSAZIONE – Responsabilità  della banca per accesso illegittimo all’internet banking del cliente – Presidi da adottare – Rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento

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CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, SENT. N. 16417 del 20/5/2022

(nella specie, trattavasi di accertamento della responsabilità  contrattuale di Poste Italiane s.p.a in ordine all’addebito di una somma di denaro per una ricarica di telefonino, quale diretta conseguenza di una frode informatica su conto corrente e carta di credito prepagata, avvenuta mediante un illegittimo accesso all’internet banking realizzato con l’uso delle credenziali dell’utente)

 

MASSIMA ESTRATTA N. 1:

Secondo l’orientamento di questa Corte, cui il collegio intende dare continuità , in tema di responsabilità  della banca in caso di operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, anche al fine di garantire la fiducia degli utenti nella sicurezza del sistema (il che rappresenta interesse degli stessi operatori), è del tutto ragionevole ricondurre nell’area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento, prevedibile ed evitabile con appropriate misure destinate a verificare la riconducibilità  delle operazioni alla volontà  del cliente, la possibilità  di una utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte dei terzi, non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo. Ne consegue che, anche prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 11 del 2010, attuativo della direttiva n. 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, la banca, cui è richiesta una diligenza di natura tecnica, da valutarsi con il parametro dell’accorto banchiere, è tenuta a fornire la prova della riconducibilità  dell’operazione al cliente (Cass., n. 2950/17). È stato ancora affermato che la responsabilità  della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità  alla volontà  del cliente mediante il controllo dell’utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa se ricorre una situazione di colpa grave dell’utente, configurabile nel caso di protratta mancata attivazione di una qualsiasi forma di controllo degli estratti conto. (Cass., n, 18045/19; n. 26916/20).

MASSIMA ESTRATTA N. 2:

Va richiamata la regola generale contemplata dall’art. 1218 c.c., secondo la quale, in tema di prova dell’adempimento di un’obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento, deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della dimostrazione del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, o dall’eccezione d’inadempimento del creditore ex art. 1460 c.c. (Cass., n. 25584/18; n. 3587/21; SU, n. 13533/01). Nell’ambito del rapporto di conto corrente, con modalità  telematiche, tale regula juris declina la responsabilità  della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità  alla volontà  del cliente mediante il controllo dell’utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa se ricorre una situazione di colpa grave dell’utente.

MASSIMA ESTRATTA N. 3:

Al riguardo, è da evidenziare che nell’esaminare la condotta delle parti contrattuali, la regola desumibile dall’art. 1218 c.c., va coordinata con l’art. 1176 c.c., quale clausola generale relativa alla diligenza richiesta al debitore per l’adempimento contrattuale. Al riguardo, va osservato che la diligenza posta a carico del professionista ha natura tecnica e deve valutarsi tenendo conto dei rischi tipici della sfera professionale di riferimento, assumendo come parametro la figura dell’accorto banchiere (Cass., n. 806/16). Inoltre, la diligenza esigibile dal professionista o dall’imprenditore, nell’adempimento delle obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività , ha contenuto tanto maggiore quanto più è specialistica e professionale la prestazione richiesta; pertanto, incorre in responsabilità  il soggetto che non adoperi la diligenza dovuta in relazione alle circostanze concrete del caso, con adeguato sforzo tecnico e con impiego delle energie e dei mezzi normalmente ed obiettivamente necessari o utili all’adempimento della prestazione dovuta e al soddisfacimento dell’interesse creditorio, nonché ad evitare possibili effetti dannosi (Cass., n. 12407/2020).


Come citare questo articolo

Studio Legale Tidona, “CASSAZIONE – Responsabilità  della banca per accesso illegittimo all’internet banking del cliente – Presidi da adottare – Rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento”, Magistra Banca e Finanza, 29 luglio 2022, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/cassazione-responsabilita-della-banca-per-accesso-illegittimo-allinternet-banking-del-cliente-presidi-da-adottare-rischio-professionale-del-prestatore-dei-servizi-di-pag/.

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