Dalla Provvista Sospetta all’Uso Sospetto: Evoluzione della Segnalazione di Operazioni Sospette tra l’Articolo 35 del D.Lgs. 231/2007 e il Considerando 138 del Regolamento AML

ARGOMENTI
Le banche possono ricevere la segnalazione dei nuovi pareri, delle schede e degli approfondimenti pubblicati da Tidona Giuridica. Richieda l'iscrizione →

Di Annamaria Gallo, Esperta in Antiriciclaggio

Introduzione

La lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo rappresenta uno dei pilastri della regolamentazione finanziaria a livello globale. L’Italia, con il decreto legislativo 231 del 2007, ha introdotto un quadro normativo solido che richiede ai soggetti obbligati di collaborare attivamente segnalando operazioni sospette (SOS) ogniqualvolta vi siano motivi per ritenere che i fondi abbiano un’origine illecita o siano collegati a crimini finanziari. Tuttavia, l’evoluzione delle minacce e delle pratiche criminali ha portato l’Unione Europea a riflettere su un ampliamento della portata delle SOS, introducendo con il nuovo Regolamento AML la possibilità  di segnalare operazioni dove, pur essendo lecita l’origine dei fondi, l’utilizzo risulti illecito o sospetto.

Questo articolo esamina il passaggio concettuale e normativo tra l’articolo 35 del D.Lgs. 231/2007 e il considerando 138 del Regolamento AML, analizzando le implicazioni pratiche per i soggetti obbligati, le sfide operative e le opportunità  per rafforzare l’efficacia del sistema antiriciclaggio.

Articolo 35 del D.Lgs. 231/2007: Il focus sull’origine dei fondi

L’articolo 35 rappresenta il riferimento principale per l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Esso stabilisce che i soggetti obbligati devono inviare una SOS all’UIF (Unità  di Informazione Finanziaria) quando:

  • Sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che i fondi siano provento di attività  criminosa;
  • Le operazioni siano ricollegabili al finanziamento del terrorismo.

Questa impostazione si concentra esclusivamente sull’origine della provvista finanziaria, intesa come elemento chiave per la valutazione del rischio. I soggetti obbligati devono identificare anomalie che possano suggerire un’origine illecita, basandosi su:

  • Analisi del profilo economico-finanziario del cliente;
  • Confronto tra le operazioni effettuate e la natura dell’attività  dichiarata;
  • Pattern comportamentali che non trovano giustificazione razionale.

L’approccio italiano, in linea con le precedenti direttive europee, risulta efficace nel contrastare le forme tradizionali di riciclaggio, ma presenta dei limiti rispetto a fenomeni più complessi, dove l’origine dei fondi può essere lecita ma il loro utilizzo è volto a finalità  criminali.

Considerando 138 del Regolamento AML: Il focus sull’utilizzo dei fondi

Con la VI Direttiva Antiriciclaggio, l’Unione Europea propone un approccio innovativo che amplia la portata delle SOS. Il considerando 138 introduce infatti la possibilità  di segnalare operazioni sospette anche quando l’origine dei fondi è lecita, ma il loro utilizzo risulta illecito o associato ad attività  criminali.

La norma afferma:

“L’obbligo di segnalazione dovrebbe sorgere anche nei casi in cui l’origine dei fondi sia lecita, ma l’uso previsto o effettuato dei fondi sia collegato ad attività  criminali, ad esempio nel caso di fondi utilizzati per finanziare la criminalità  organizzata o il terrorismo.”

Questo ampliamento implica un cambio di prospettiva: mentre l’articolo 35 si concentra sull’origine sospetta dei fondi, il considerando 138 pone l’attenzione sull’intenzione o modalità  di utilizzo. Tale approccio risponde all’evoluzione delle dinamiche criminali, come il finanziamento di attività  illecite attraverso risorse di origine lecita (ad esempio stipendi, eredità  o risparmi legittimi).

Analisi comparativa

Articolo 35 D.lgs. 231/2007Considerando 138 VI Direttiva AML
Focus sull’origine dei fondiFocus sull’utilizzo dei fondi
Basato sul sospetto di provenienza illecitaInclude l’uso sospetto anche con fondi leciti
Limitato alla verifica della provvistaEsteso alla finalità  economica dell’operazione
Maggiore attenzione alla documentazione del clienteMaggiore attenzione al contesto operativo e all’uso previsto

Implicazioni pratiche per i soggetti obbligati

L’introduzione del considerando 138 comporta significative implicazioni operative per i soggetti obbligati, che dovranno adattare i propri modelli di analisi del rischio e le procedure interne per individuare e segnalare operazioni sospette legate all’uso illecito dei fondi. Le principali sfide includono:

  1. Evoluzione dei criteri di valutazione

I soggetti obbligati dovranno ampliare il set di indicatori di anomalia, includendo parametri che valutino:

  • La coerenza tra il fine dichiarato e quello effettivo dell’operazione;
  • La destinazione dei fondi, con particolare attenzione a controparti e settori ad alto rischio;
  • L’eventuale presenza di segnali indiretti che suggeriscano un uso illecito (ad esempio, trasferimenti verso aree ad alto rischio).
  1. Aggiornamento dei sistemi informatici

I software utilizzati per il monitoraggio delle transazioni dovranno integrare algoritmi capaci di rilevare anomalie legate non solo all’origine, ma anche all’uso previsto dei fondi. Ciò richiederà  lo sviluppo di:

  • Modelli predittivi basati su machine learning;
  • Database aggiornati sulle tipologie di utilizzo illecito più comuni;
  • Funzionalità  di analisi comportamentale più avanzate.
  1. Formazione del personale

La transizione a un sistema duale di segnalazione richiederà  un rafforzamento della formazione per gli operatori, con particolare attenzione a:

  • Tecniche di analisi del rischio basate sull’uso sospetto;
  • Studio di casi pratici relativi a utilizzi illeciti di fondi leciti;
  • Approfondimento delle nuove normative europee e nazionali.

Vantaggi e criticità  dell’approccio esteso

L’ampliamento dell’obbligo di segnalazione offre significativi vantaggi, ma comporta anche nuove sfide:

Vantaggi

  • Maggiore efficacia nella lotta al crimine organizzato: Intercettando l’uso illecito, si riducono i rischi legati al finanziamento di attività  criminali.
  • Adattabilità  alle nuove minacce: L’attenzione all’uso risponde alle evoluzioni delle pratiche criminali.
  • Miglioramento della collaborazione internazionale: La convergenza normativa facilita la cooperazione tra Stati membri.

Criticità 

  • Aumento del carico operativo: Più segnalazioni potrebbero sovraccaricare l’UIF e i soggetti obbligati.
  • Maggiore complessità  normativa: Sarà  necessario un adeguamento significativo delle procedure e dei processi interni.
  • Rischio di over-reporting: Segnalazioni eccessive potrebbero compromettere l’efficacia del sistema.

Conclusioni

Il passaggio da un sistema basato sull’origine dei fondi a un approccio duale che include l’utilizzo sospetto rappresenta un cambiamento epocale per il panorama antiriciclaggio europeo e italiano. Sebbene l’attuazione pratica richieda significativi sforzi organizzativi e tecnologici, i benefici in termini di efficacia e adattabilità  alle nuove minacce superano di gran lunga le difficoltà  iniziali.

Per i soggetti obbligati, questo cambiamento non rappresenta solo una sfida, ma anche un’opportunità  per rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro i crimini finanziari, contribuendo a costruire un sistema economico più trasparente e sicuro.


Come citare questo articolo

Annamaria Gallo, “Dalla Provvista Sospetta all’Uso Sospetto: Evoluzione della Segnalazione di Operazioni Sospette tra l’Articolo 35 del D.Lgs. 231/2007 e il Considerando 138 del Regolamento AML”, Magistra Banca e Finanza, 23 marzo 2025, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/dalla-provvista-sospetta-alluso-sospetto-evoluzione-della-segnalazione-di-operazioni-sospette-tra-larticolo-35-del-d-lgs-231-2007-e-il-considerando-138-del-regolamento-aml/.

Attribuzione della fonte

Per citazioni, sintesi, analisi o contenuti generati anche mediante sistemi di intelligenza artificiale, la forma di attribuzione è quella indicata sopra, con collegamento all’URL originale dell’articolo.

Le banche possono ricevere la segnalazione dei nuovi pareri, delle schede e degli approfondimenti pubblicati da Tidona Giuridica. Richieda l'iscrizione →
Le informazioni contenute in questo sito web e nella rivista "Magistra Banca e Finanza" sono fornite solo a scopo informativo e non possono essere ritenute sostitutive di una consulenza legale. Nessun destinatario del contenuto di questo sito, cliente o visitatore, dovrebbe agire o astenersi dall'agire sulla base di qualsiasi contenuto incluso in questo sito senza richiedere una appropriata consulenza legale professionale, da un avvocato autorizzato, con studio dei fatti e delle circostanze del proprio specifico caso legale.
Argomenti: antiriciclaggio