Di Michele Trifiletti – Senior Officer and MLRO
Profilo ORCID autore (identificativo internazionale dei contributori scientifici e professionali)
In un mondo sempre più interconnesso ma anche costantemente esposto ai rischi della criminalità finanziaria, la capacità di identificare gli indicatori di anomalia, noti come “Red Flag“, nel contesto AML/CFT (Anti-Money Laundering/Combating the Financing of Terrorism) è di cruciale importanza. Sebbene i principi generali siano universalmente riconosciuti, esistono sfumature e specificità nelle indicazioni fornite dalle autorità nazionali e internazionali. Approfondiamo un confronto tra l’approccio italiano, guidato dall’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), e quello di organismi come il FATF (Financial Action Task Force) e l’Unione Europea.
Un Approccio Condiviso con Specificità Nazionali
A livello globale, l’obiettivo è univoco: prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Per questo, enti come il FATF stabiliscono standard internazionali che fungono da base per le normative nazionali. L’Unione Europea recepisce e rafforza questi standard attraverso le sue direttive, che vengono poi trasposte nelle legislazioni dei singoli Stati membri. L’Italia, con il suo Decreto Legislativo 231/2007 e i provvedimenti della UIF, si conforma pienamente a questo quadro.
La principale differenza non risiede tanto nella natura dei fenomeni da rilevare (il riciclaggio è intrinsecamente lo stesso ovunque), quanto nella granularità , nell’enfasi e nel contesto applicativo degli indicatori. Questi ultimi possono variare significativamente in base alle specificità economiche, sociali e criminali di ciascun paese.
Indicatori di Anomalia: Italia (UIF) vs. Contesto Internazionale (FATF, UE)
Ecco un confronto approfondito su alcune aree chiave:
- Comportamento e Caratteristiche del Cliente
- UIF (Italia): I provvedimenti della UIF, come quello in vigore dal 1° gennaio 2024 (12 maggio 2023), sono estremamente dettagliati e spesso includono sub-indici con esempi specifici calati sulla realtà italiana. Viene posta una forte enfasi sulla riluttanza del cliente a fornire informazioni, sulla produzione di documenti contraffatti o incompleti e sull’uso di mezzi di contatto insoliti o fittizi. Un’attenzione particolare è data anche alla mancanza di interesse del cliente per i dettagli economici dell’operazione, concentrandosi solo sul risultato finale. La UIF tende a specificare comportamenti anomali per varie categorie di soggetti obbligati (es. intermediari finanziari, professionisti).
- FATF (Internazionale): Le linee guida del FATF sono più di alto livello e basate su principi, fornendo un quadro generale di “Red Flag”. Si concentrano su comportamenti come la segretezza eccessiva, l’elusione delle domande KYC/CDD (Know Your Customer/Customer Due Diligence) e l’incoerenza delle informazioni fornite. Il FATF evidenzia spesso il coinvolgimento di Persone Politicamente Esposte (PEP) o la presenza di legami con soggetti noti per attività criminali.
- Unione Europea: Le linee guida dell’EBA (European Banking Authority) e della Commissione Europea, pur rifacendosi al FATF, tendono a fornire indicazioni più operative e armonizzate per gli Stati membri. Ribadiscono l’importanza di una CDD approfondita, con particolare attenzione a strutture societarie complesse senza giustificazione economica, l’uso di società di comodo (shell companies) e le transazioni che coinvolgono giurisdizioni non cooperative.
In sintesi: La UIF offre un “manuale” più dettagliato e orientato al caso specifico, mentre FATF e UE forniscono un framework più ampio e concettuale, lasciando poi alle autorità nazionali il compito di affinare gli strumenti.
- Fonte dei Fondi e Movimentazioni Finanziarie
- UIF (Italia): Gli indicatori italiani sono molto specifici riguardo alle incoerenze tra il profilo socio-economico del cliente e le movimentazioni finanziarie. Vengono dettagliati scenari come versamenti in contante su conti di persone fisiche coinvolte in procedure concorsuali, rimborsi anticipati di mutui senza giustificazione, acquisti di beni in contanti usati come garanzia e aumenti di capitale anomali in società , soprattutto se di recente costituzione. C’è un’attenzione particolare anche alle operazioni sul mercato immobiliare e ai finanziamenti da soggetti esterni al circuito bancario.
- FATF (Internazionale): Il FATF si concentra su “Red Flag” più generali come transazioni grandi e inusuali, il frazionamento di operazioni (structuring) per eludere le soglie di segnalazione, la movimentazione rapida di fondi tra diversi conti o giurisdizioni e fonti di ricchezza o fondi non chiaramente identificabili. Le loro linee guida si sono recentemente arricchite con indicatori specifici per i Virtual Assets (VA) e i Virtual Asset Service Providers (VASP).
- Unione Europea: Similmente al FATF, l’UE evidenzia la necessità di monitorare transazioni veloci e in uscita verso paesi ad alto rischio, depositi e prelievi di contante insoliti e la mancanza di una chiara giustificazione economica per le transazioni. L’UE, attraverso l’EBA, ha anch’essa esteso le sue linee guida ai fornitori di servizi di cripto-asset.
In sintesi: La UIF approfondisce scenari di riciclaggio più “tradizionali” e specifici del contesto economico italiano, mentre gli organismi internazionali hanno un’attenzione crescente verso le nuove frontiere del riciclaggio (es. criptovalute).
- Caratteristiche e Struttura delle Operazioni
- UIF (Italia): La UIF pone l’accento su operazioni che presentano complessità ingiustificate, come strutture societarie complesse con holding estere in paesi a fiscalità privilegiata o l’uso di società senza sede operativa in Italia per progetti con fondi pubblici (es. PNRR). Gli indicatori includono anche anomalie nelle procedure concorsuali e nelle operazioni legate al settore pubblico.
- FATF (Internazionale): Il FATF sottolinea l’uso di strutture societarie opache, società di comodo (shell companies) e la mancanza di scopo economico o commerciale legittimo per le transazioni. L’attenzione è spesso sulle operazioni transfrontaliere e sull’uso di paradisi fiscali.
- Unione Europea: L’UE si concentra sulla complessità delle strutture aziendali e fiduciarie senza una giustificazione economica, sui cambi di titolarità effettiva poco prima o dopo l’imposizione di sanzioni e sulla non corrispondenza del bene o servizio con l’attività dell’acquirente. Vi è anche un forte focus sugli indicatori legati alle sanzioni internazionali.
In sintesi: Le indicazioni sono simili, ma l’UIF spesso fornisce un elenco più esaustivo di scenari specifici applicabili al contesto legale e commerciale italiano, inclusi riferimenti a frodi fiscali complesse e operazioni connesse al settore pubblico italiano.
Il Principio Universale dell’Approccio Basato sul Rischio
Nonostante le differenze nella specificità degli indicatori, tutte le autorità concordano su un principio fondamentale: l’approccio basato sul rischio (Risk-Based Approach – RBA). Nessun “Red Flag” o indicatore di anomalia, da solo, è sufficiente a determinare il sospetto. È sempre necessaria una valutazione contestuale dell’operazione e del cliente, tenendo conto di tutti i fattori di rischio e delle eventuali giustificazioni fornite.
La capacità di un soggetto obbligato di integrare le indicazioni nazionali (UIF) con le best practice internazionali (FATF, EBA) è ciò che definisce un sistema di AML/CFT robusto ed efficace. La vigilanza continua, la formazione del personale e l’adozione di tecnologie avanzate sono gli strumenti chiave per trasformare questi “segnali” in azioni concrete a tutela dell’integrità finanziaria.
Michele Trifiletti – Senior Officer and MLRO, “INDICATORI DI ANOMALIA AML/CFT: un confronto tra approccio italiano e standard internazionali”, Magistra Banca e Finanza, 24 giugno 2025, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/indicatori-di-anomalia-aml-cft-un-confronto-tra-approccio-italiano-e-standard-internazionali/.
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