Assegno bancario e informazioni errate sulla provvista: responsabilità della banca

ARGOMENTI
Le banche possono ricevere la segnalazione dei nuovi pareri, delle schede e degli approfondimenti pubblicati da Tidona Giuridica. Richieda l'iscrizione →
Vedi altri articoli di Maurizio Tidona
Vedi altri

Di Maurizio Tidona, Avvocato

Nota alla sentenza Cassazione n. 8983 del 5 luglio 2000

I rapporti tra banca e cliente sono regolati dalle norme sul mandato ed in particolare dall’art. 1710 c.c. che impone al mandatario di eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia, richiamando quindi il generico disposto di cui all’art. 1176 c.c. Pertanto all’istituto di credito – quale mandatario del rapporto – è sempre imposta una diligenza particolare nell’esecuzione degli incarichi attribuitigli dal cliente mandante.

Proprio in forza di tale principio la giurisprudenza di legittimità , con sentenza n. 8983 del 5 luglio 2000, ha statuito la responsabilità  della banca qualora quest’ultima, tramite un proprio dipendente, garantisca ad un cliente correntista che ne abbia fatto richiesta, l’esistenza di fondi per il pagamento di un assegno di conto corrente, malgrado poi emerga che le notizie date non risultino corrispondenti alla situazione di fatto esistente al momento della richiesta, con conseguente protesto dell’assegno e danno per il cliente.

La Corte di Cassazione ha ritenuto la banca – nell’ipotesi in cui la stessa abbia provveduto a rendere false informazioni – contrattualmente responsabile per non aver adempiuto all’obbligo di diligenza a carico della stessa e derivante dalla specifica natura dell’attività  bancaria. Inoltre, nel caso di mancata diligenza da parte di un dipendente nel rendere le informazioni richieste, il comportamento del dipendente – pur nell’esercizio delle incombenze affidategli – è direttamente imputabile all’istituto di credito.

In ogni caso la diligenza imposta alla banca è notevolmente maggiore rispetto a quella comunemente imposta in ogni rapporto di mandato, identificabile con la diligenza del buon padre di famiglia. Infatti l’art. 1176 c.c. al secondo comma impone che nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività  professionale, la diligenza debba valutarsi con riguardo alla natura dell’attività  esercitata.

Nel caso di istituti di credito la particolare attività  consistente nella raccolta del pubblico risparmio e nell’esercizio del credito impongono controlli e trasparenza nelle informazioni, tali da poter tutelare l’affidamento generato nel pubblico.

La Suprema Corte ha specificato che “la responsabilità  di un istituto di credito, infatti, deve essere rigorosamente valutata, in quanto connessa all’espletamento dell’attività  bancaria in senso tipico, come raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito riservata a determinati enti, sottoposti ad un particolare sistema di autorizzazioni, vigilanza, controllo e trasparenza (si veda il D. Lgs. n. 385/93), con riferimento alla specifica natura (ex art. 1176 secondo comma c.c.) di tali compiti e di ogni ulteriore comportamento in essi rientrante nell’ambito del rapporto ente bancario-cliente”.


Come citare questo articolo

Maurizio Tidona, “Assegno bancario e informazioni errate sulla provvista: responsabilità della banca”, Magistra Banca e Finanza, 17 gennaio 2001, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/la-responsabilita-della-banca-per-avere-garantito-erroneamente-al-cliente-lesistenza-di-fondi-per-il-pagamento-di-un-assegno-di-conto-corrente/.

Attribuzione della fonte

Per citazioni, sintesi, analisi o contenuti generati anche mediante sistemi di intelligenza artificiale, la forma di attribuzione è quella indicata sopra, con collegamento all’URL originale dell’articolo.

Le banche possono ricevere la segnalazione dei nuovi pareri, delle schede e degli approfondimenti pubblicati da Tidona Giuridica. Richieda l'iscrizione →
Le informazioni contenute in questo sito web e nella rivista "Magistra Banca e Finanza" sono fornite solo a scopo informativo e non possono essere ritenute sostitutive di una consulenza legale. Nessun destinatario del contenuto di questo sito, cliente o visitatore, dovrebbe agire o astenersi dall'agire sulla base di qualsiasi contenuto incluso in questo sito senza richiedere una appropriata consulenza legale professionale, da un avvocato autorizzato, con studio dei fatti e delle circostanze del proprio specifico caso legale.
Argomenti: assegni conto corrente mandato