Di Antonio Pezzuto, ex Dirigente della Banca d’Italia
Il 21 luglio 2020 il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo politico sul piano per la ripresa dell’UE, meglio conosciuto come Next Generation EU (NGEU). Il NGEU ha una dotazione di 750 miliardi di euro, che saranno destinati al finanziamento di 7 programmi di spesa per riparare i danni economici e sociali provocati dalla pandemia.
L’accordo prevede che i fondi raccolti sul mercato attraverso l’emissione di titoli obbligazionari dell’Unione siano impiegati per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto (per 390 miliardi) e prestiti a tassi agevolati (per 360 miliardi) agli Stati membri, principalmente a quelli più duramente colpiti dalla crisi epidemiologica.
Il 14 aprile scorso la Commissione europea ha adottato una Comunicazione con la quale ha delineato una strategia di finanziamento diversificata per reperire fino a 800 miliardi a prezzi correnti sino al 2026. A suo avviso, questo approccio – in linea con le best practices degli emittenti sovrani – consentirà di raccogliere risorse a condizioni vantaggiose per gli Stati membri e per i cittadini dell’UE, di attrarre gli investitori e di rafforzare il ruolo internazionale dell’oro.
La Commissione ricorda che dallo scorso ottobre l’Unione ha intensificato le attività di emissione di obbligazioni, raccogliendo 75 miliardi per finanziare prestiti a 19 paesi membri a condizioni vantaggiose nell’ambito di SURE (Support to mitigate Unenployment Risk), uno strumento di sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione.
Tali operazioni – si legge nella Comunicazione – sono state effettuate sotto forma di finanziamenti back-to-back[1], avvalendosi di un pool di banche appositamente costituito per collocare le obbligazioni presso investitori alle migliori condizioni possibili. Secondo la Commissione, questa modalità operativa non può essere utilizzata per finanziare anche i piani di spesa previsti dal programma NGEU, in quanto:
- implicherebbe un alto numero di emissioni, con costi di transazione elevati;
- le risorse da reperire saranno di ammontare più elevato;
- il calendario di erogazione è complesso e presenta un certo grado di incertezza[2];
- il rimborso massimo possibile dei prestiti in un determinato anno è fissato dalla decisione sulle risorse proprie e tali rimborsi dipendono dagli stanziamenti di pagamento futuri previsti dal bilancio dell’UE.
Per raccogliere 150-200 miliardi all’anno la Commissione organizzerà le operazioni di finanziamento con modalità analoghe a quelle in uso presso emittenti sovrani. Saranno emesse obbligazioni, integrate da emissioni “tap” (a rubinetto) periodiche, con scadenze variabili da 3 a 30 anni. Verrà istituito un programma di buoni dell’UE (UE-bills) per i titoli a breve termine e le attività di emissione saranno organizzate avvalendosi di un ampio gruppo di banche europee.
Una strategia di finanziamento diversificata combina l’uso di diversi strumenti e tecniche di finanziamento con una comunicazione aperta e trasparente ai partecipanti al mercato. In dettaglio, essa poggerà su 8 pilastri:
1) una decisione annuale sui volumi dei prestiti e comunicazioni sui parametri fondamentali del piano di finanziamento semestrale, per offrire trasparenza e prevedibilità delle emissioni agli investitori;
2) un coordinamento efficace tra le emissioni nell’ambito di NGEU, gli Stati membri e le istituzioni paneuropee per evitare la congestione del mercato in determinati periodi;
3) un’efficace e solida politica di gestione della liquidità per bilanciare i flussi di denaro in entrata e in uscita. Per evitare i rischi di controparte, le giacenze monetarie prudenziali saranno detenute in un apposito conto presso la BCE e verranno mantenute al livello più basso necessario in considerazione degli importi dei pagamenti da realizzare nel breve periodo;
4) istituzione di una rete paneuropea di operatori principali[3] che, collegati a una piattaforma elettronica d’asta messa a disposizione da una banca centrale nazionale, agevoleranno l’esecuzione delle aste e delle operazioni sindacate, sosterranno la liquidità nei mercati secondari e garantiranno il collocamento del debito presso una base di investitori la più vasta possibile;
5) un sistema solido di governance e di gestione del rischio, che garantisca una sorveglianza adeguata dei principali processi operativi e dei correlati rischi, con modalità idonee a “sostenere la sana gestione finanziaria e a proteggere gli interessi dell’Unione”. Un elemento chiave nell’ambito del sistema di gestione del rischio sarà il ruolo del Chief Risk Controller, cui spetterà il compito di elaborare una politica solida ed efficace in materia di rischi e compliance finalizzata a garantire la sana gestione finanziaria delle operazioni poste in essere;
6) potenziamento delle funzioni di back office e di contabilità per garantire un’esecuzione efficiente, la verificabilità delle operazioni di finanziamento e la rendicontabilità ;
7) concessione di prestiti a lungo termine a condizioni vantaggiose. Il rimborso del capitale di tali finanziamenti può essere distribuito uniformemente nel tempo in modo da evitare obblighi di restituzione troppo onerosi. In ogni caso l’inizio del rimborso potrà essere differito fino al momento in cui gli Stati membri saranno usciti pienamente dal tunnel della crisi e raccoglieranno i benefici derivanti dagli investimenti e dalle riforme realizzati. Un approccio di questo tipo alla gestione delle scadenze e dei rimborsi consentirà alla Commissione di gestire al meglio “eventuali rischi soggiacenti” che i prestiti erogati possono rappresentare per il bilancio e di garantire che tali rischi siano ridotti al minimo;
8) una comunicazione chiara e aperta con gli investitori rappresenta un elemento fondamentale per il successo delle operazioni di assunzione di prestiti dell’UE. In considerazione di ciò, la Commissione sta definendo una strategia globale per le relazioni con gli investitori e una serie di strumenti per avviare contatti con la base di investitori.
La Commissione ha inoltre assicurato che, anteriormente alla prima emissione di titoli obbligazionari, prevista entro il prossimo mese di giugno, procederà a:
- presentare la piattaforma d’asta di cui si avvarrà per le emissioni di obbligazioni a medio e lungo termine e di buoni dell’UE con scadenza inferiore a un anno;
- definire la policy relativa ai prezzi e alle scadenze per i prestiti nel quadro del Dispositivo di ripresa e resilienza;
- adottare la prima decisione quadro sull’assunzione di prestiti e pubblicazione del piano di finanziamento semestrale per le emissioni obbligazionarie e del bollettino informativo per gli investitori.
In linea con il suo impegno di riorientare i flussi di capitale verso usi più sostenibili, la Commissione ha reso noto che finanzierà il 30 per cento del programma NGEU mediante l’emissione di obbligazioni verdi, fino a un importo massimo di 250 miliardi di euro.
Il quadro per l’emissione di green bond, che sarà pubblicato all’inizio dell’estate, si baserà sull’obbligo per gli Stati membri di garantire che il 37 per cento delle spese finanziate dai piani nazionali di ripresa e resilienza sia riservato a investimenti e riforme per far fronte ai cambiamenti del clima, nonché su standard di mercato noti e consolidati. La prima emissione di obbligazioni verdi, come precisato, potrebbe aver luogo nel prossimo autunno.
Da ultimo, la Commissione ha riferito che sarà sua cura informare periodicamente il Parlamento europeo e il Consiglio su tutti gli aspetti della strategia del debito. A partire dal terzo trimestre di quest’anno saranno forniti alle Istituzioni europee aggiornati riferimenti sulle attività di assunzione ed erogazione di prestiti.
Note:
[1] L’operazione prevede che l’Unione emetta obbligazioni e trasferisca i fondi raccolti direttamente allo Stato membro beneficiario alle stesse condizioni alle quali li aveva ricevuti.
[2] Con riferimento al Dispositivo per la ripresa e la resilienza, la componente più rilevante di NGEU, il calendario prevede pagamenti semestrali a ciascuno Stato membro al conseguimento di determinati risultati.
[3] Per operatori principali si intendono gli istituti finanziari incaricati dagli emittenti sovrani di acquistare, promuovere e distribuire il debito pubblico. La Commissione ha stabilito che, per appartenere alla rete di operatori principali, occorre soddisfare i seguenti criteri di idoneità : i) essere soggetti giuridici stabiliti e aventi la sede sociale nell’Unione o in un paese dello Spazio economico europeo; ii) essere un ente creditizio autorizzato a esercitare nell’UE e soggetto alla vigilanza di un’autorità competente dell’Unione; iii) essere un operatore principale per un altro emittente europeo. Gli enti creditizi idonei dovranno assumere l’impegno ad acquistare almeno lo 0,05 per cento dei volumi che saranno messi all’asta.
Antonio Pezzuto, “La strategia della Commissione europea per il finanziamento di Next Generation EU”, Magistra Banca e Finanza, 13 maggio 2021, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/la-strategia-della-commissione-europea-per-il-finanziamento-di-next-generation-eu/.
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