Di Michele Trifiletti – Senior Officer and MLRO
Profilo ORCID autore (identificativo internazionale dei contributori scientifici e professionali)
L’avvento e la rapida diffusione delle tecnologie digitali hanno profondamente trasformato le modalità di interazione tra istituzioni finanziarie, enti creditizi e la loro clientela. L’onboarding digitale, inteso come il processo di acquisizione di nuovi clienti attraverso canali remoti (non face-to-face), rappresenta un paradigma in crescente adozione, offrendo vantaggi in termini di efficienza operativa e accessibilità ai servizi. Tuttavia, la dematerializzazione del contatto interpersonale introduce vulnerabilità significative nel contesto della prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo (ML/TF), con un’accentuata esposizione al rischio di furto d’identità , rendendo imperativa una robusta cornice normativa e l’adozione di metodologie avanzate di verifica e controllo.
Il fondamento giuridico per la regolamentazione dell’onboarding non face-to-face nell’Unione Europea risiede primariamente nelle Direttive Antiriciclaggio. In particolare, la Quinta Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva (UE) 2018/843) ha introdotto modifiche sostanziali volte a rafforzare le misure di Customer Due Diligence (CDD) anche in contesti di interazione remota. L’articolo 13 della AMLD5, recepito in Italia attraverso il Decreto Legislativo n. 231/2007 e successive modifiche, stabilisce l’obbligo per i soggetti obbligati di identificare il cliente e verificarne l’identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenute da una fonte affidabile e indipendente, specificando che tali verifiche devono essere adeguate al rischio, con una particolare sensibilità verso le dinamiche del furto d’identità nel contesto digitale.
In considerazione della specificità e della potenziale elevata rischiosità intrinseca dell’onboarding non face-to-face, acuita dalla minaccia del furto d’identità , l’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha emanato Linee Guida sull’utilizzo di soluzioni di onboarding remoto dei clienti (EBA/GL/2022/15). Tali linee guida rappresentano un corpus normativo secondario di fondamentale importanza, fornendo interpretazioni e indicazioni operative dettagliate su come implementare processi di onboarding digitale conformi e sicuri, con un’enfasi specifica sulle misure atte a prevenire e rilevare tentativi di furto d’identità . L’EBA enfatizza un approccio basato sul rischio (Risk-Based Approach – RBA), secondo il quale l’intensità delle misure di CDD deve essere proporzionata al livello di rischio ML/TF identificato. L’onboarding non face-to-face, a causa della sua vulnerabilità al furto d’identità , richiede una valutazione particolarmente accurata dei fattori di rischio specifici, quali la sofisticazione delle tecniche di impersonificazione e la disponibilità di dati personali online.
La principale sfida nell’onboarding non face-to-face risiede nella necessità di garantire un livello di certezza equivalente a quello ottenibile attraverso l’interazione fisica nell’identificazione e verifica dell’identità del cliente, contrastando efficacemente il rischio di furto d’identità . I criminali possono utilizzare informazioni personali rubate o acquisite illecitamente per creare account fraudolenti e compiere attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. A tal fine, le istituzioni finanziarie e gli altri soggetti obbligati si avvalgono di una pluralità di metodologie, la cui affidabilità e adeguatezza sono oggetto di scrutinio normativo, con un’attenzione specifica alla loro capacità di mitigare il rischio di furto d’identità :
- Identificazione Elettronica (e-ID): L’utilizzo di schemi di identificazione elettronica riconosciuti a livello nazionale o europeo, in conformità con il Regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS), rappresenta una soluzione ad elevata affidabilità , in quanto tali sistemi sono progettati con elevati standard di sicurezza per prevenire il furto d’identità digitale.
- Verifica Documentale Remota Avanzata: L’impiego di tecnologie avanzate per l’analisi e l’autenticazione di documenti di identità (passaporti, carte d’identità ) trasmessi digitalmente deve includere funzionalità specifiche per rilevare manipolazioni sofisticate e documenti contraffatti utilizzati nel furto d’identità . Ciò include l’analisi di metadati, elementi di sicurezza olografici e la verifica tramite database ufficiali aggiornati.
- Riconoscimento Biometrico e Liveness Detection Robusta: L’utilizzo di dati biometrici (riconoscimento facciale, impronte digitali) combinato con tecniche di liveness detection avanzate è cruciale per contrastare il furto d’identità basato sull’utilizzo di fotografie, video o repliche fisiche. I sistemi devono essere in grado di distinguere un individuo reale da una rappresentazione artificiale con elevata precisione.
- Video Identificazione con Operatori Formati sul Furto d’Identità : L’interazione in tempo reale tramite videoconferenza con un operatore qualificato, specificamente formato per riconoscere segnali di potenziale furto d’identità o coercizione, aggiunge un livello di controllo umano fondamentale.
- Verifica Tramite Terze Parti Affidabili con Protocolli Anti-Furto d’Identità : L’affidamento a prestatori di servizi fiduciari qualificati (QTSPs) o ad altre entità con elevata reputazione e sottoposte a regolamentazione specifica per la verifica dell’identità deve includere la verifica delle loro procedure di prevenzione del furto d’identità .
- Correlazione di Dati da Fonti Multiple e Analisi Comportamentale Iniziale: L’incrocio di informazioni fornite dal cliente con dati provenienti da fonti multiple, unitamente a un’analisi comportamentale preliminare dei dati forniti, può aiutare a identificare incongruenze o segnali di potenziale furto d’identità .
L’efficacia dei processi di onboarding non face-to-face nel prevenire e rilevare il furto d’identità dipende in misura significativa dall’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. L’Intelligenza Artificiale (AI) e il Machine Learning (ML) possono essere impiegati per analizzare pattern di frode da furto d’identità , identificare anomalie nei dati forniti e migliorare l’accuratezza dei sistemi di verifica biometrica e documentale. Le piattaforme e-KYC devono integrare funzionalità specifiche per la prevenzione del furto d’identità , come l’analisi di deepfake e la verifica della coerenza tra i dati forniti e le informazioni disponibili online. Tuttavia, è fondamentale che l’implementazione di tali tecnologie sia accompagnata da adeguate misure di sicurezza informatica e da una governance chiara per garantire la protezione dei dati e la trasparenza degli algoritmi utilizzati, evitando al contempo falsi positivi che potrebbero penalizzare utenti legittimi.
L’evoluzione normativa e tecnologica nel campo dell’onboarding non face-to-face impone ai soggetti obbligati un continuo aggiornamento delle proprie procedure e l’adozione di un approccio dinamico alla valutazione e mitigazione dei rischi ML/TF, con una particolare attenzione alla crescente sofisticazione delle tecniche di furto d’identità . La proporzionalità e l’adeguatezza delle misure di CDD devono considerare specificamente la vulnerabilità al furto d’identità nel contesto digitale.
Le prospettive future suggeriscono un ulteriore sviluppo e standardizzazione delle soluzioni di identificazione digitale sicure e resistenti al furto d’identità a livello europeo, in linea con gli obiettivi del Digital Single Market. L’interoperabilità dei sistemi di e-ID e l’integrazione di funzionalità avanzate di verifica biometrica e documentale, con protocolli specifici per la prevenzione del furto d’identità , potrebbero semplificare ulteriormente i processi di onboarding e rafforzare la sicurezza complessiva del sistema finanziario. La sensibilizzazione e la formazione del personale dei soggetti obbligati sulle tecniche di furto d’identità e sulle contromisure da adottare rimangono elementi cruciali per un’efficace prevenzione.
L’onboarding non face-to-face rappresenta un’opportunità significativa per l’innovazione e l’efficienza nel settore finanziario, ma la sua intrinseca vulnerabilità al furto d’identità richiede un’attenzione costante e l’adozione di misure di sicurezza avanzate. La normativa europea, con la AMLD5 e le linee guida dell’EBA, fornisce un quadro di riferimento robusto, ma la sua efficace implementazione dipende dalla capacità dei soggetti obbligati di adottare soluzioni tecnologiche all’avanguardia per contrastare il furto d’identità , implementare procedure di due diligence che tengano specificamente conto di questo rischio e mantenere un approccio dinamico e aggiornato alle sfide poste dalla criminalità finanziaria nell’era digitale.
Parole Chiave: Onboarding Non Face-to-Face, Antiriciclaggio (AML), Contrasto al Finanziamento del Terrorismo (CTF), Customer Due Diligence (CDD), Quinta Direttiva Antiriciclaggio (AMLD5), Autorità Bancaria Europea (EBA), Identificazione Elettronica (e-ID), e-KYC, Verifica Biometrica, Rischio-Based Approach, Furto d’Identità .
Michele Trifiletti - Senior Officer and MLRO, “Onboarding Digitale e Antiriciclaggio nell’UE”, Magistra Banca e Finanza, 11 aprile 2025, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/onboarding-digitale-e-antiriciclaggio-nellue/.
Per citazioni, sintesi, analisi o contenuti generati anche mediante sistemi di intelligenza artificiale, la forma di attribuzione è quella indicata sopra, con collegamento all’URL originale dell’articolo.
