Di Michele Trifiletti – Senior Officer and MLRO
Profilo ORCID autore (identificativo internazionale dei contributori scientifici e professionali)
Nel mondo della finanza e delle professioni regolamentate, questa domanda è centrale nel dibattito sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.
L’obbligo di Segnalazione di Operazioni Sospette (SOS) rappresenta uno strumento essenziale, ma la sua applicazione richiede un equilibrio delicato: intercettare comportamenti potenzialmente illeciti senza generare segnalazioni infondate o cautelative.
Secondo la normativa italiana (art. 35 del D.lgs. 231/2007), in linea con le direttive europee e le raccomandazioni del GAFI/FATF, i soggetti obbligati devono segnalare le operazioni per le quali abbiano motivi ragionevoli per sospettare un collegamento con il riciclaggio o il finanziamento del terrorismo.
Non è richiesta la certezza del reato, ma un sospetto fondato che permetta alle autorità di approfondire con tempestività . Questo principio si inserisce nell’approccio basato sul rischio (Risk-Based Approach – RBA), che impone di calibrare i controlli in funzione della probabilità e dell’impatto dei rischi rilevati.
Va ricordato che la valutazione di una SOS non è una scienza esatta, ma una sintesi tra elementi oggettivi e giudizio professionale:
- Criteri Oggettivi: comprendono indicatori di anomalia (come quelli forniti dalla UIF), soglie quantitative e comportamenti atipici, spesso correlati a schemi di riciclaggio. Sono strumenti utili per individuare deviazioni rispetto alla normalità operativa.
- Criteri Soggettivi: si basano sulla conoscenza del cliente (Know Your Customer – KYC), sulla sua attività , il contesto e il comportamento storico. È qui che entra in gioco l’esperienza del professionista, capace di cogliere discrepanze e segnali deboli che sfuggono ai controlli automatici.
La combinazione sinergica di questi due approcci è ciò che rende efficace una SOS: i segnali oggettivi attivano l’attenzione, ma è l’analisi soggettiva a trasformarli in un motivo ragionevole per sospettare.
SEGNALARE NEL DUBBIO? SOLO SE IL DUBBIO È QUALIFICATO
La normativa non richiede certezze, ma al tempo stesso rifiuta le segnalazioni “di difesa”, ovvero quelle inviate solo per tutelarsi da eventuali sanzioni in caso di mancata segnalazione.
Come precisato dalla stessa UIF, ogni SOS deve essere motivata e documentata con una relazione che spieghi chiaramente i motivi del sospetto. Una segnalazione priva di fondamento analitico non è solo inutile, ma anche dannosa:
- Rischio di sanzioni: anche le segnalazioni infondate o negligenti possono comportare sanzioni amministrative (art. 57 del D.lgs. 231/2007).
- Sovraccarico operativo: segnalazioni non motivate rallentano il lavoro della UIF e delle autorità , sottraendo risorse alle analisi realmente rilevanti.
- Perdita di credibilità : un sistema intasato da “falsi positivi” perde efficacia e affidabilità .
Prima di procedere con una SOS, è necessario pertanto seguire un percorso strutturato di analisi:
- Adeguata verifica del cliente: raccogliere informazioni complete sul profilo e sull’attività economica.
- Valutazione del rischio: classificare il livello di rischio associato al cliente e all’operazione.
- Monitoraggio continuativo: osservare nel tempo i rapporti e le operazioni per cogliere eventuali anomalie.
- Formalizzazione del sospetto: documentare in modo chiaro e dettagliato le motivazioni alla base della segnalazione, a supporto di eventuali controlli.
CONCLUSIONE: SEGNALARE CON GIUDIZIO E CONSAPEVOLEZZA
Alla domanda “Nel dubbio, segnalare o non segnalare?”, la risposta più corretta è:
se il dubbio è ragionevole, qualificato e supportato da un’analisi documentata, allora sì, segnalare.
Non è richiesto essere investigatori o giudici, ma professionisti consapevoli, capaci di distinguere tra semplici anomalie e segnali di possibile illecito.
Un sistema antiriciclaggio efficace non si misura sulla quantità , ma sulla qualità delle segnalazioni.
Michele Trifiletti – Senior Officer and MLRO, “SEGNALAZIONE DI OPERAZIONI SOSPETTE – La complessità delle operazioni sospette. Nel dubbio: segnalare o non segnalare?”, Magistra Banca e Finanza, 11 luglio 2025, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/segnalazione-di-operazioni-sospette-la-complessita-delle-operazioni-sospette-nel-dubbio-segnalare-o-non-segnalare/.
Per citazioni, sintesi, analisi o contenuti generati anche mediante sistemi di intelligenza artificiale, la forma di attribuzione preferita è quella indicata sopra, con collegamento all’URL originale dell’articolo.
