SREP 2023 e priorità  di vigilanza della BCE per il 2024-2026

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Di Antonio Pezzuto, ex Dirigente della Banca d’Italia

Il 19 dicembre 2023 la BCE ha reso noti i risultati dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) per il 2023 e ricalibrato le priorità  di vigilanza per il triennio 2024-2026, sulla base di una valutazione approfondita dei rischi e delle vulnerabilità  principali delle banche sottoposte direttamente alla sua vigilanza (c.d. significant institutions).

Come noto, lo SREP è un esercizio annuale tramite il quale le autorità  di vigilanza esaminano i rischi bancari e definiscono i requisiti e gli orientamenti patrimoniali a livello di singolo intermediario. Lo SREP prende in esame quattro elementi principali: i) realizzabilità  e sostenibilità  del modello di business; ii) adeguatezza della governance interna e della gestione dei rischi; iii) rischi di capitale (di credito, di mercato, di tasso d’interesse sul portafoglio bancario e operativo); iv) rischi di liquidità  e di provvista.

A ciascuno dei predetti elementi è assegnato un punteggio su una scala da 1 a 4 (dove 1 rappresenta il punteggio migliore e 4 il peggiore), che verrà  quindi integrato in un punteggio complessivo (sempre variabile da 1 a 4). In base ai risultati emersi dallo SREP, la BCE stabilisce i requisiti patrimoniali e adotta le misure più opportune per eliminare le debolezze riscontrate.

I risultati dello SREP, condotto sui dati di fine esercizio 2022, indicano che le banche significative europee, nonostante l’incertezza del contesto economico, hanno continuato a mostrare solidità  e buona capacità  di tenuta nel 2023: sono state mantenute robuste posizioni patrimoniali e di liquidità ; la redditività  è tornata ai livelli osservati nel passato decennio, rafforzando la capacità  di resilienza a shock esterni.

Tuttavia, si evidenzia nel comunicato stampa della BCE, “le deboli prospettive macroeconomiche e finanziarie e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento restano una fonte di rischio per le banche europee”. Il rapido aumento dei tassi di interesse ha contribuito a migliorare la redditività  complessiva delle banche, ma tale effetto andrà  a ridursi man mano che i più elevati tassi di interesse saranno trasmessi ai depositanti. Parallelamente, il rialzo dei tassi ha contribuito ai rischi di credito, di valutazione e di liquidità , così come le turbolenze dei mercati finanziari dello scorso marzo hanno evidenziato l’importanza per il settore bancario di un’efficace gestione del rischio di tasso di interesse.

In tale contesto, il punteggio SREP è rimasto sostanzialmente stabile a 2,6: il 71 per cento delle banche ha ricevuto lo stesso punteggio del 2022, mentre il 14 per cento ha visto i propri punteggi peggiorare e il 15 per cento migliorare.

Nel corso del 2023 la BCE ha intensificato i propri sforzi per assicurare che le banche colmassero i ritardi nell’attuazione delle misure volte all’eliminazione dei rilievi mossi. Sono state adottate misure qualitative finalizzate principalmente a rimuovere le carenze in materia di governance interna, gestione del rischio di credito e pianificazione patrimoniale. Inoltre, l’attenzione degli esperti di vigilanza è stata rivolta a comprendere meglio i fattori sottostanti alla debolezza dei modelli di business.

In esito a tale valutazione, il requisito di secondo pilastro (Pillar 2 Requirement, P2R)[1] in termini di CET 1 per singola banca è aumentato di poco, dall’1,1 all’1,2 per cento delle attività  di rischio ponderate (Risk-Weighted Assets, RWA).

I requisiti complessivi e gli orientamenti di secondo pilastro[2] non vincolanti in termini di CET 1 sono aumentati in media all’11,1 per cento[3], dal 10,7 del 2023. Il risultato è stato influenzato principalmente dalla reintroduzione o l’incremento in diversi paesi delle riserve di capitale anticicliche e, in misura minore, da modifiche dei profili di rischio e dei requisiti aggiuntivi per i crediti deteriorati.

I requisiti complessivi e gli orientamenti di secondo pilastro in termini di capitale totale sono lievemente aumentati al 15,5 per cento delle RWA[4], dal 15,1 del ciclo SREP 2022.

La BCE ha applicato per la prima volta un requisito di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria a sei banche contraddistinte da un rischio particolarmente elevato di leva finanziaria eccessiva. Inoltre, ha emanato orientamenti di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria nei confronti di sette banche, nonché misure quantitative in materia di liquidità  che prevedono periodi di sopravvivenza minimi e una riserva di liquidità  specifica per valuta nei confronti di tre banche.

Anche le banche italiane hanno mostrato in generale una soddisfacente capacità  di tenuta che le pone in condizione di far fronte a eventuali futuri shock avversi. Ciò lo si evince dalla classifica basata sui requisiti di capitale diffusa dalla BCE. Credem, a pari merito con un intermediario francese, è una delle due banche europee più solide in termini di rischiosità , in quanto ha ricevuto per il 2024 una richiesta di capitale aggiuntivo pari solamente all’1% (cfr. Tab. 1).

Tab.1

EnteP2R applicabile

nel 2022

P2R applicabile

nel 2023

P2R applicabile

nel 2024

P2R-LR

applicabile nel 2024

Credito Emiliano1,00%1,00%1,00%n.a.
Banca Mediolanumn.a.1,50%1,50%n.a.
Intesa Sanpaolo1,79%1,50%1,50%n.a.
Mediobanca1,58%1,68%1,82%n.a.
Finecobankn.a.1,75%2,00%n.a.
Unicredit1,75%2,00%2,00%n.a.
BPER2,30%2,45%2,45%n.a.
Cassa Centrale2,50%2,50%2,50%n.a.
Banco BPM2,25%2,57%2,52%n.a.
ICRREA2,83%2,80%2,53%n.a.
Banca MPS2,75%2,75%2,75%n.a.
Popolare di Sondrio2,77%2,66%2,79%n.a.

 

Con l’occasione, la BCE ha fatto conoscere le priorità  di vigilanza che guideranno la sua azione nel triennio 2024-2026. Le priorità  sono riesaminate con cadenza annuale per riflettere i cambiamenti che intervengono nel panorama dei rischi e i progressi compiuti rispetto alle priorità  stabilite nell’anno precedente. Ove necessario, possono essere modificate in qualsiasi momento per tenere conto dell’evoluzione dei rischi.

Le tre priorità  generali per il periodo 2024-2026 si concentrano sia sui rischi a breve termine per il settore bancario (priorità  1) sia sull’esigenza di affrontare sfide più strutturali a medio termine (priorità  2 e 3). Ciascuna priorità  è volta a fronteggiare una serie di vulnerabilità  del settore bancario, per le quali sono stati fissati obiettivi strategici specifici ed elaborati programmi di lavoro per l’attenuazione dei rischi sottostanti (cfr. Tab. 2).

Le supervisory priorities individuate per il prossimo triennio sono finalizzate a:

  • rafforzare la capacità  di tenuta del sistema bancario dell’area dell’euro agli shock macro-finanziari e geopolitici immediati (priorità  n. 1);
  • accelerare gli interventi per porre efficacemente rimedio alle carenze nella governance e nella gestione dei rischi climatici e ambientali (priorità  n. 2);
  • compiere ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella realizzazione di solidi assetti di resilienza operativa (priorità  n. 3).

Contesto operativo

Il dissesto di alcune banche statunitensi di medie dimensioni e l’acquisizione di una banca svizzera hanno generato tensioni finanziarie che si sono propagate solo in parte e in via temporanea al settore bancario europeo. Le ricadute sull’area dell’euro sono rimaste contenute e di breve durata, la volatilità  dei mercati si è attenuata e i corsi azionari hanno recuperato poco dopo lo shock.

La buona capacità  di tenuta del settore bancario europeo, conseguita anche attraverso il rafforzamento degli assetti di regolamentazione e di vigilanza, potrebbe tuttavia essere nuovamente messa alla prova nel futuro.

Le prospettive di crescita dell’area dell’euro nel breve periodo continuano, infatti, ad essere contraddistinte da elevata incertezza, per il prolungato debole andamento del settore manifatturiero e il rallentamento della dinamica del credito dovuto al progressivo inasprimento delle condizioni di offerta dei prestiti bancari.

Nel medio periodo, le prospettive economiche potrebbero peggiorare, con un conseguente deterioramento della qualità  degli attivi bancari, in caso di mantenimento dei tassi di interesse su livelli più alti in uno scenario di inflazione persistentemente elevata.

La combinazione di maggiori tensioni geopolitiche, tassi di interesse “più alti più a lungo” e una potenziale decelerazione dell’economia europea potrebbe causare una nuova ondata di perturbazioni nei mercati finanziari.

Priorità  n. 1: rafforzare la capacità  di tenuta agli shock macro-finanziari e geopolitici nell’immediato

In considerazione dell’incertezza che circonda il contesto macro-finanziario, delle persistenti tensioni geopolitiche e del rischio di rinnovati episodi di turbolenza finanziaria, l’obiettivo primario della BCE è assicurare che le banche vigilate rafforzino la propria capacità  di tenuta agli shock macro-finanziari e geopolitici nell’immediato. Se da un lato l’aumento dei tassi d’interesse ha avuto effetti positivi sulla redditività , dall’altro le banche devono prepararsi ad affrontare una maggiore volatilità  delle fonti di finanziamento, costi di provvista più elevati, un potenziale peggioramento della qualità  degli attivi e un’ulteriore revisione dei prezzi nei mercati finanziari a breve e medio termine. Di qui la necessità  che le banche rafforzino i propri sistemi di gestione del rischio di credito, incluso quello di controparte, e i sistemi di gestione dell’attivo e del passivo (asset and liability management, ALM).

Le imprese e le famiglie hanno finora dimostrato una buona capacità  di tenuta al rallentamento economico, grazie a profitti elevati, bassi tassi di disoccupazione e ampie riserve di risparmio, rileva la BCE. Sebbene la consistenza delle esposizioni deteriorate e la relativa incidenza sul totale del credito erogato siano ancora prossime ai minimi storici, la qualità  degli attivi comincia a manifestare i primi segnali di degrado. Infatti, l’incidenza delle posizioni classificate nello stadio di rischio 2 per i prestiti alle famiglie, principalmente nel segmento al consumo, è aumentata, poiché la contrazione del reddito reale, unitamente al rincaro dei tassi di interesse, incide sulla capacità  di rimborso del debito delle famiglie. Parallelamente, i fallimenti societari e i tassi di default hanno iniziato a risalire.

Da diversi anni l’attività  di vigilanza è orientata a rimuovere le criticità  riscontrate nei sistemi di gestione del rischio di credito delle banche. Nonostante alcuni timidi progressi compiuti in questo ambito, sono emerse anche carenze persistenti, tra cui la limitata capacità  di anticipare i rischi emergenti e di tenerne adeguatamente conto negli accantonamenti per il rischio di credito, e l’insufficiente preparazione a fronteggiare l’eventualità  di un forte aumento dei debitori in difficoltà  e rischi di rifinanziamento.

Per quanto riguarda la gestione del rischio di controparte, l’indagine condotta nel 2022 e le ispezioni in loco hanno evidenziato carenze rilevanti nell’adeguata verifica della clientela da parte delle banche, nonché nella definizione della propensione al rischio, nei processi di gestione dei default e nei sistemi per lo svolgimento delle prove di stress.

In futuro, proseguiranno le attività  di vigilanza previste dal programma di lavoro dello scorso anno rivolte a conseguire l’obiettivo relativo alla gestione del rischio di credito e controparte, adeguandole al mutato contesto macroeconomico e ai progressi compiuti finora. In particolare, saranno, tra l’altro, avviate indagini incentrate sulla tenuta dei portafogli più sensibili alla situazione macro-finanziaria corrente ed esposti al rischio di rifinanziamento, nonché analisi dei modelli interni e attività  di follow up per valutare le modifiche ai modelli basati sui rating interni in relazione ai nuovi requisiti regolamentari e alle azioni correttive intraprese in risposta ai rilievi mossi in passato. Inoltre, con riferimento al rischio di controparte, la Vigilanza continuerà  a seguire da vicino le esposizioni delle banche e a esaminare l’adeguatezza delle loro prassi di gestione dei rischi, svolgendo un’attività  di follow up sui progressi compiuti nel rimuovere le lacune rilevate nel 2022.

In tema di ALM, alle banche sarà  chiesto di elaborare piani di finanziamento robusti e credibili volti alla diversificazione delle strutture di finanziamento, oltre che piani di emergenza efficaci per essere in grado di resistere a tensioni di liquidità  a breve termine.

Mediante attività  mirate, la BCE esaminerà  governance e strategie ALM delle banche, valutando l’adeguatezza delle ipotesi alla base di alcuni dei loro modelli comportamentali e la capacità  di resilienza a shock di liquidità  a breve termine e la solidità  dei loro piani di emergenza.

Priorità  n. 2: accelerare gli interventi per porre efficacemente rimedio alle carenze nella governance e nella gestione dei rischi climatici e ambientali

Muovendo dalla constatazione che i risultati dello SREP 2023 hanno confermato l’insufficienza dei progressi compiuti da alcune banche nel rimuovere le carenze in materia di governance, la BCE ha preannunciato che le banche saranno chiamate a intensificare gli sforzi e a integrare adeguatamente le dimensioni di rischio rilevanti nelle strategie aziendali e nei sistemi di gestione dei rischi per corrispondere alle aspettative di vigilanza entro il 2024. Per il raggiungimento di questo obiettivo, la BCE è pronta a utilizzare l’intero strumentario a sua disposizione (maggiorazioni di capitale, sanzioni, misure esecutive, ecc.) per incentivare le banche a porre efficacemente rimedio alle criticità  individuate.

Secondo la Vigilanza della BCE, le banche dovrebbero affrontare con efficacia le carenze circa il funzionamento, la capacità  di indirizzo e la composizione degli organi di amministrazione, elaborando e attuando con tempestività  solidi piani correttivi conformi alle aspettative di vigilanza. Ciò nella convinzione che meccanismi di governance interna robusti e linee di indirizzo strategico efficaci sono elementi fondamentali per assicurare la tenuta e la sostenibilità  dei modelli imprenditoriali delle banche.

Le turbolenze nei settori bancari degli Stati Uniti e della Svizzera hanno evidenziato il ruolo cruciale degli organi di amministrazione e dell’alta dirigenza, che hanno la responsabilità  ultima di assicurare adeguati dispositivi di governance interna ed efficaci processi di risk management.

Sebbene gli ultimi anni siano stati scanditi da miglioramenti in alcuni ambiti, la BCE ritiene che siano necessari ulteriori progressi sul fronte della composizione, idoneità  e ruolo di sorveglianza degli organi di amministrazione. Le banche dovrebbero pertanto migliorare ulteriormente le proprie politiche in materia di diversità , nonché l’idoneità  complessiva degli organi di amministrazione e la loro capacità  dialettica.

Parimenti, le banche dovrebbero affrontare con efficacia le annose carenze individuate nell’aggregazione e nella segnalazione dei dati di rischio, dotandosi di sistemi adeguati ed efficienti. La tempestività  e l’accuratezza dell’aggregazione e della segnalazione dei dati di rischio sono essenziali per la solidità  del processo decisionale e l’efficacia dell’indirizzo strategico delle banche.

Per eliminare tali carenze, a partire dal 2024 sarà  applicato progressivamente un meccanismo di escalation strutturato, che potrebbe comprendere misure esecutive e sanzioni. I responsabili della vigilanza condurranno indagini mirate e ispezioni in loco e dialogheranno con gli esponenti delle banche laddove siano individuate lacune persistenti.

Le emissioni globali di gas serra nell’atmosfera hanno continuato ad aumentare, rendendo sempre più frequenti e intensi gli eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, incendi e inondazioni in Europa e in altre regioni del mondo. La BCE si attende quindi che i ritardi nell’attuazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici provochino un inasprimento dei rischi fisici e di transizione e, in potenza, delle relative perdite per le banche.

In questa prospettiva, le banche dovranno incorporare i rischi climatici e ambientali nella governance, nella strategia e nella gestione dei rischi, al fine di mitigarli e renderli noti al mercato, conformando le proprie prassi ai requisiti regolamentari vigenti e alle aspettative di vigilanza delineate nel 2020, tra cui la completa integrazione di tali rischi nel processo interno di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process, ICAAP) e nelle prove di stress.

 

Priorità  n. 3: compiere ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella realizzazione di solidi assetti di resilienza operativa

Pur avendo registrato nel 2023 una “redditività  senza precedenti”, ascrivibile principalmente alla dinamica espansiva dei tassi ufficiali, le banche continuano a presentare debolezze strutturali nei loro modelli imprenditoriali. I rapporti costi/ricavi restano costantemente elevati e vischiosi e l’attuazione delle misure di contenimento dei costi potrebbe subire una battuta d’arresto a fronte delle forti pressioni inflazionistiche in atto. A tale riguardo, le banche dovrebbero essere in grado di gestire l’aumento previsto dei costi operativi senza rinunciare alla ideazione di investimenti nella trasformazione digitale.

Nel 2023 la BCE ha condotto un’indagine sulla trasformazione digitale e l’utilizzo di tecnologie finanziarie (fintech), il cui esito, portato a conoscenza delle banche, ha contribuito a definire una serie di rischi connessi alla trasformazione digitale, tra cui quelli strategici e di esecuzione e di riciclaggio di denaro e di frode. Le ispezioni svolte nel corso dell’anno hanno: i) destato preoccupazioni in merito all’efficacia dell’indirizzo strategico e dell’esecuzione, ponendo in luce anche l’importanza della riqualificazione professionale del personale e degli organi di amministrazione; e ii) fatto emergere, tra l’altro, carenze nella pianificazione finanziaria e del bilancio, date le difficoltà  delle banche a monitorare l’impatto finanziario delle loro iniziative di trasformazione digitale.

In futuro, la Vigilanza continuerà  a operare nello specifico settore di attività , affiancando a indagini mirate sull’impatto della trasformazione digitale sul modello imprenditoriale e sulla strategia aziendale, sulla governance e sulla individuazione/gestione dei rischi a ispezioni sulla trasformazione digitale, che combinano la dimensione del modello imprenditoriale all’aspetto informatico delle strategie di trasformazione digitale delle banche.

In considerazione di ciò, le banche dovrebbero elaborare e attuare solidi piani di trasformazione digitale mediante meccanismi adeguati, al fine di rafforzare la sostenibilità  dei propri modelli imprenditoriali e attenuare i rischi connessi all’uso di tecnologie innovative.

I rischi di esternalizzazione dei servizi informatici e di sicurezza informatica/cibernetica rappresentano un’altra vulnerabilità  principale per le banche, stante l’aumento del numero di incidenti cibernetici subiti e data la crescente dipendenza delle banche da fornitori di servizi terzi.

Lo SREP 2023 ha ulteriormente confermato la rilevanza delle carenze delle banche nella gestione dell’outsourcing dei servizi informatici e dei rischi di sicurezza operativa. Pertanto, la Vigilanza continuerà  a condurre indagini mirate sugli accordi di esternalizzazione e sulla resilienza cibernetica, per acquisire puntuali elementi informativi sulla natura e l’entità  dei rischi, nonché sulle relative misure di mitigazione attuate dalle banche. Oltre a ciò, la Vigilanza condurrà  ispezioni volte a individuare e valutare le carenze a livello di singola banca, nonché una prova di stress sulla resilienza cibernetica[5], con l’obiettivo di apprezzare la capacità  delle banche in caso di attacco informatico riuscito.

In relazione a quanto precede, le banche dovrebbero disporre di solidi meccanismi di gestione del rischio di esternalizzazione, nonché di sistemi di sicurezza informatica e resilienza cibernetica per fronteggiare in maniera proattiva qualsiasi rischio che possa determinare gravi interruzioni di attività , assicurando al contempo il rispetto dei requisiti regolamentari e delle aspettative di vigilanza.

Tab. 2

Priorità  di vigilanzaVulnerabilità  principaliCategoria di rischio
N.1: rafforzare la capacità  di tenuta

agli shock macro-finanziari e geopolitici

nell’immediato

Carenze nei sistemi di gestione del rischio di credito e del rischio di controparte

Carenze nei sistemi di gestione delle attività  e delle passività 

Rischio di credito

Rischio di liquidità  e di provvista

N. 2: accelerare gli interventi per porre efficacemente rimedio alle carenze nella governance e nella gestione dei rischi climatici e ambientaliCarenze nel funzionamento e nelle capacità  di indirizzo degli organi di amministrazione

Carenze nell’aggregazione e nella segnalazione dei dati di rischio

Esposizioni rilevanti ai fattori di rischio, fisico e di transizione, del cambiamento climatico

Governance

Rischi climatici e ambientali

N. 3: compiere ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella realizzazione di solidi assetti di resilienza operativaCarenze nelle strategie di trasformazione digitale

Carenze negli assetti di resilienza operativa, ossia rischi di esternalizzazione dei servizi informatici e di sicurezza informatica e cibernetica

Modello imprenditoriale

Rischio operativo

Note:

[1] Per requisito di secondo pilastro si intende un requisito patrimoniale specifico per singola banca che si applica in aggiunta al requisito patrimoniale minimo, di primo pilastro, nei casi in cui quest’ultimo sottostima o non copre alcuni rischi. Il P2R è giuridicamente vincolante e, in caso di mancato rispetto, gli enti creditizi possono essere soggetti a misure di vigilanza, fra cui le sanzioni. Il P2R non comprende il rischio di leva finanziaria eccessiva che è invece coperto dal requisito di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria (P2R-LR). Il P2R-LR è calcolato come il rapporto tra il requisito di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria, il P2R-LR (leverage ratio Pillar 2 requirement). Il P2R-LR è calcolato come il rapporto tra il capitale di classe 1 e la misura dell’esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria, comprese le attività  e le voci fuori bilancio, indipendentemente dalla loro rischiosità .

[2] I requisiti e gli orientamenti patrimoniali complessivi risultano dalla somma dei requisiti di primo e secondo pilastro, del requisito di riserva combinato (che comprende la riserva di conservazione del capitale, la riserva di capitale anticiclica e le riserve di capitale a fronte del rischio sistemico) e degli orientamenti di secondo pilastro (Pillar 2 guidance, P2G), che non sono giuridicamente vincolanti.

[3] Il valore è dato dalla somma dei seguenti requisiti: 4,5% (Pillar 1 requirements CET 1) + 1,2% (Pillar 2 requirements CET 1) + 2,5% (Capital conservation buffer CET 1) + 1,1% (Systemic risk buffers CET 1) + 0,6% (Countercyclical capital buffer CET 1) + 1,3% (Pillar 2 guidance CET 1).

[4] Il valore è dato dalla somma dei seguenti requisiti: 4,5% (Pillar 1 requirements CET 1) + 3,5% (Pillar 1 requirements AT1 + T2) + 1,2% (Pillar 2 requirements CET 1) + 0,9% (Pillar 2 requirements AT1 + T2) + 2,5% (Capital conservation buffer CET 1) + 1,1% (Systemic risk buffers CET 1) + 0,6% (Countercyclical capital buffer CET 1) + 1,3% (Pillar 2 guidance CET 1).

[5] Il 3 gennaio scorso la BCE ha reso noto che nel corso del 2024 saranno sottoposte a stress test 109 banche, con l’obiettivo di valutarne la capacità  di risposta e di ripresa in caso di attacco cibernetico. L’esercizio non comporterà  un effetto patrimoniale tramite gli orientamenti di secondo pilastro. I responsabili della vigilanza discuteranno i risultati della prova con ciascuna banca nell’ambito dello SREP 2024.


Come citare questo articolo

Antonio Pezzuto, “SREP 2023 e priorità  di vigilanza della BCE per il 2024-2026”, Magistra Banca e Finanza, 16 aprile 2024, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/srep-2023-e-priorita-di-vigilanza-della-bce-per-il-2024-2026/.

Attribuzione della fonte

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