Di Antonio Pezzuto, ex Dirigente della Banca d’Italia
L’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (European Insurance and Occupational Pensions Authority, EIOPA) effettua regolari stress test in stretta collaborazione con l’European Systemic Risk Board (ERSB) e le autorità di vigilanza nazionali, per valutare in che misura l’industria assicurativa è in grado di far fronte a shock avversi gravi ma plausibili delle condizioni economiche e finanziarie.
I risultati che emergono dalle prove di stress consentono alle autorità di supervisione di individuare le criticità del settore assicurativo e di proporre agli esponenti delle compagnie l’adozione di idonei interventi correttivi per migliorarne la resilienza.
L’EIOPA ha pubblicato il 16 dicembre 2021 i risultati dello stress test assicurativo per il 2021, avviato il 7 maggio e concluso il 13 agosto dello stesso anno, al fine di valutare la resilienza delle imprese, sotto il profilo del patrimonio e della liquidità , rispetto agli scenari avversi.
L’esercizio ha assunto come data di riferimento il 31.12.2020 e ha coinvolto 44 compagnie assicurative europee (43 gruppi e un’impresa), selezionate in base alle dimensioni, alla copertura del mercato europeo, alle linee di business esercitate, al numero di giurisdizioni rappresentate e, in secondo luogo, alla copertura del mercato locale, che rappresentano il 75 per cento circa del mercato europeo in termini di attivi.
Per l’Italia hanno partecipato alla prova di stress 4 gruppi che, nell’insieme, rappresentano più dell’80 per cento del mercato nazionale: Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Unipol Gruppo. Come di consueto, l’IVASS[1] ha esteso lo stress test ad altre 8 compagnie assicurative italiane, con attivi superiori a 2 miliardi di euro, per un’analisi più completa sulla capacità di tenuta del sistema assicurativo nazionale.
L’esercizio ha stimato l’impatto di shock negativi sulla solvibilità delle imprese assicurative e, per la prima volta, sulla loro situazione di liquidità su un orizzonte temporale di 90 giorni.
Lo scenario, caratterizzato dal protrarsi degli effetti negativi derivanti dalla pandemia, prevede un forte abbassamento dei tassi d’interesse accompagnato da un marcato deterioramento dei mercati azionari, immobiliari e di credito (c.d. double-hit) e shock di natura assicurativa (maggiore frequenza di riscatti, innalzamento temporaneo della mortalità nei portafogli vita, aumento di frequenza e severità dei sinistri nel ramo danni).
Gli obiettivi dell’esercizio sono:
- valutare la resilienza dei partecipanti a scenari avversi per fornire alle autorità di vigilanza informazioni sulla capacità di resistere a shock severi ma plausibili;
- considerare possibili raccomandazioni al settore e consentire ai supervisori di impegnarsi con gli assicuratori su potenziali interventi correttivi;
- completare la valutazione microprudenziale con la stima di potenziali effetti di ricaduta (spillover) dal settore assicurativo innescato da reazioni diffuse agli shock
Lo stress test ha valutato l’impatto sotto due approcci distinti:
- il fixed balance sheet (FBS), in cui non è consentito l’utilizzo delle c.d. “reactive management actions”, cioè quelle azioni che producono benefici immediati ma che potenzialmente aumentano i rischi a lungo termine;
- il constrained balance sheet (CBS), in cui le imprese assicurative intraprendono azioni di rimedio che influiscono positivamente sull’indice di solvibilità (solvency capital requirement ratio, SCR ratio)[2]. 19 partecipanti hanno optato per l’utilizzo di tali misure.
I risultati mostrano una flessione significativa della posizione patrimoniale del settore assicurativo europeo, che nel complesso manterrebbe un coefficiente di solvibilità superiore al minimo regolamentare. In particolare, nell’approccio FBS l’indice di solvibilità post-stress si ridurrebbe dal 217,9 al 125,7 per cento, con 9 imprese che presentano un indice di solvibilità inferiore alla soglia regolamentare del 100 per cento; nell’approccio CBS, l’indice di solvibilità post-stress scenderebbe al 139,3 per cento.
In entrambi gli approcci, l’utilizzo delle misure di garanzia a lungo termine (long-term guarantees, LTG)[3], previste dal regime prudenziale Solvency II[4], ha contribuito ad assorbire in parte gli shock gravi, attenuando il calo del coefficiente di solvibilità dei partecipanti. Al netto della applicazione delle LTG, l’indice di solvibilità sarebbe stato inferiore al requisito regolamentare.
| Indicatori | Baseline Value | Fixed Balance Sheet | Constrained Balance Sheet |
| SCR ratio | 217,9% | 125,7% | 139,3% |
| SCR ratio senza misure transitorie | 204,6% | 111,0% | 123,8 |
| Asset/Liability ratio | 110,0% | 105,9% | 106,2% |
| Asset/Liability ratio senza misure transitorie | 109,1% | 104,9% | 105,1% |
Nel complesso, la componente di capitale dell’esercizio conferma che le principali vulnerabilità derivano dagli shock di mercato e segnatamente dall’impatto del tasso privo di rischio (risk free interest rate) e dei premi per il rischio (risk premiums).
Tuttavia, la componente di capitale dell’esercizio ha anche evidenziato che una parte del mercato fa ancora affidamento su misure transitorie che, diversamente dalle LTG, saranno gradualmente eliminate entro il 2032. Gli operatori del settore dovrebbero quindi, a giudizio di EIOPA, adottare misure concrete per ridurre la loro dipendenza dalle misure transitorie che erano state introdotte per facilitare il passaggio da Solvency I a Solvency II.
Dalla prova di stress è emerso inoltre che la situazione di liquidità dei partecipanti non desta alcuna preoccupazione, date le ampie risorse liquide di cui il settore assicurativo dispone. Tuttavia, i risultati mostrano che le imprese di assicurazione non possono contare solo sulle loro giacenze liquide, per quanto ampie esse siano, per far fronte a deflussi di cassa imprevisti.
| Indicatori | Baseline Value | FBS Value | FBS Baseline | CBS Value | CBS Baseline |
| Net liquidity position (cash + net flows) | 81,1 bn | -10,1 bn | -112,5% | 11,4 bn | -85,9% |
| Sustainability (net flows + cash + liquid assets) | 2,8 tr | 2,2 tr | -538,7 bn | 2,2 tr | -525,8 bn |
I risultati dell’esercizio per l’insieme dei 12 assicuratori italiani sono sostanzialmente in linea con quelli del campione europeo e indicano che il sistema assicurativo nazionale rimarrebbe solvibile anche in presenza di shock particolarmente severi. Nello specifico, mentre nell’approccio FSB (che non prevede l’attivazione di interventi di rimedio) l’indice di solvibilità diminuirebbe dal 228 al 101 per cento, nell’approccio CBS (che prevede l’attivazione di azioni di rimedio) l’indice di solvibilità si ridurrebbe in misura più contenuta passando dal 228 al 116 per cento.
La debolezza della posizione patrimoniale delle compagnie italiane rispetto alle omologhe europee sarebbe ascrivibile principalmente alla più elevata esposizione in titoli governativi domestici e in obbligazioni emesse da società private con rating non del tutto soddisfacenti.
In analogia a quanto emerso a livello europeo, nessuna compagnia italiana ha registrato un rapporto attività /passività inferiore al 100 per cento, a conferma della capacità di tenuta del Sistema Italia a far fronte agli impegni nei confronti degli assicurati anche in contesti macroeconomici negativi.
L’effetto dello scenario avverso sulla posizione di liquidità delle imprese italiane non farebbe emergere criticità , considerato che la disponibilità di cassa iniziale e il ricavato dalla vendita di attivi liquidi risulterebbero sufficienti a coprire i maggiori fabbisogni di liquidità generati dagli shock.
Come sottolineato nel comunicato stampa dell’IVASS del 16.12.2021, i risultati della prova di stress verranno analizzati con gli esponenti delle compagnie nell’ambito del consueto dialogo con le autorità di supervisione; alle compagnie per le quali l’impatto è stato maggiore verrà richiesto invece di rafforzare le attività di monitoraggio e controllo dei rischi.
Alla luce dei risultati emersi dall’esercizio di stress, il 21 marzo 2022 l’EIOPA ha raccomandato alle autorità di vigilanza nazionali una serie di azioni che, una volta attuate, rafforzeranno, a suo dire, la resilienza del settore assicurativo europeo. Più in dettaglio, l’autorità europea ha chiesto ai supervisori nazionali di:
- valutare se i rischi che hanno causato un calo considerevole dell’indice di solvibilità sono gestiti in maniera adeguata;
- indagare sulle ragioni per le quali alcune imprese hanno soprasseduto all’attuazione delle misure di rimedio[5];
- intraprendere azioni di vigilanza, comprese ispezioni in loco se necessario, per migliorare ulteriormente il processo di convalida e la qualità dei dati ricevuti dai partecipanti.
Note:
[1] E’ l’autorità preposta ai controlli nel settore assicurativo italiano. L’Istituto effettua controlli strutturali e di tipo prudenziale sui soggetti vigilati (vigilanza microprudenziale) e controlli sull’andamento dei fattori macroeconomici che possono avere un impatto sulle imprese e sul mercato assicurativo nel suo complesso (vigilanza macroprudenziale).
[2] Il SCR ratio è dato dal rapporto tra i fondi propri ammissibili e l’SCR che rappresenta l’ammontare di capitale richiesto per la copertura dei rischi (rischio di mercato, di sottoscrizione, di inadempimento, ecc.). Valori superiori a 100 indicano che i fondi propri sono sufficienti a coprire il capitale richiesto.
[3] Le LTG sono misure volte a mitigare gli effetti pro-ciclici sugli indicatori di solvibilità derivanti dall’eccessiva volatilità dei prezzi di mercato. Tali misure comprendono l’aggiustamento per la volatilità , l’aggiustamento di congruità alla pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio, le misure transitorie sui tassi di interesse e la procedura per l’estrapolazione dei tassi di interesse risk free.
[4] La Direttiva Solvency II stabilisce un nuovo regime di adeguatezza patrimoniale e nuove regole di gestione e misurazione del rischio, con l’obiettivo di ottenere un capitale di vigilanza più aderente al profilo di rischio di ciascuna impresa assicurativa.
[5] Tra le azioni di rimedio più comuni indicate dalle compagnie assicurative del campione si segnalano le iniezioni di capitale intra-gruppo e la sospensione della distribuzione dei dividendi.
Antonio Pezzuto, “Stress test EIOPA: le imprese assicurative europee sono solide e resilienti”, Magistra Banca e Finanza, 10 maggio 2022, ISSN 2039-7410, https://www.tidona.com/stress-test-eiopa-le-imprese-assicurative-europee-sono-solide-e-resilienti/.
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